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La palla, il fior di loto, il porcellino e la melagrana: se la Sicilia del mito è "fimmina"

Nell'isola vicende di dee immortali padrone delle stagioni e della fertilità ne raccontano la storia, le origini, antichi riti che oggi celebriamo diversamente

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 9 luglio 2023

L'estate è arrivata, la stagione dei raccolti, dei campi di grano che aspettano di essere mietuti dorati sotto il sole. Non poteva mancare la Sicilia protagonista di questa stagione con il suo essere "fimmina" e non soltanto perché il suo nome sia declinato al femminile ma perché i suoi miti lo sono.

Qui vicende di dee immortali padrone delle stagioni e della fertilità ne raccontano la storia, le origini, antichi riti che oggi celebriamo diversamente.

Conoscere questi legami è affascinante quanto suggestivo, e significa scoprire luoghi e usanze alle radici della nostra storia di siculi. Andiamo a ritrovare la più remota, quella legata alla maternità e alla produttività rurale, al destino della vita, al mito di Demetra dea della fecondità e signora della terra, di Kore unica figlia adorata, alle quali dobbiamo l'alternanza delle stagioni e il seme del grano che è il simbolo della nostra tradizione agricola.
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E manco a farlo apposta dove avviene tutto? In Sicilia ovviamente, nel suo cuore rurale dell'entroterra ennese dove il culto di Demetra e Kore era particolarmente sentito e ha lasciato tracce profonde svelate in luoghi archeologici oggi visitabili.

La leggenda vuole che sulle sponde del lago di Pergusa in un habitat naturalistico di particolare bellezza, avvenne il ratto della ninfa Kore, figlia del dio degli dei Zeus concepita con Demetra dea delle messi e della terra.

Fanciulla bellissima quanto ingenua e per questo vittima dell'inganno di Ade che la attrasse con un fiore di narciso, trascinandola con se sprofondando dentro il regno dei morti per farne la sua sposa. Cercandola disperata per giorni sulla terra, Demetra si fermò stremata ad Eleusi sotto le sembianze di una anziana donna soccorsa dalla figlia del Re Celeo che la portò alla reggia del padre dove venne accolta e accudita.

In segno di gratitudine la dea si rivelò e donò al principe Trittolemo il primogenito del re, un seme ovvero, un chicco di grano insegandogli il modo per seminarlo e raccoglierlo: così nacquero i campi di grano.

Ma quando la dea scoprì dove era sua figlia, non vedendola restituita da Zeus che aveva acconsentito al matrimonio, divenne furiosa facendo inaridire i campi e la terra ignorando le richieste di Zeus che provò a convincerla senza nessun esito.

Avendo mangiato i chicchi di melograno, il frutto della morte, Kore non poteva più tornare indietro ma Zeus, per dare un colpo alla botte e uno al cerchio, stabilì che Kore avrebbe vissuto con Demetra sulla terra per sei mesi all’anno e sotto la terra per gli altri sei accanto ad Ade, negli inferi.

Così nacquero le stagioni: come i semi e le gemme riposano sotto la terra e dentro i rami nei mesi d'autunno e inverno, così spuntano e germogliamo quando arrivano primavera e estate, alternando la presenza di Kore o meno sulla terra.

Nelle celebrazioni dei misteri eleusini, questo mito era alla base dei riti dedicati a Kore e Demetra che interpretavano la vita nella sua naturale alternanza tra ciò che muore e rinasce, ovvero la prosecuzione della vita stessa.

Il culto per Demetra e Kore nella Sicilia greca era notevolmente diffuso: da Agrigento, Siracusa, Selinunte, Morgantina sono emerse tracce e reperti, rinvenuti a conferma di quanto l'mportanza dei riti, in forma diversa e spesso trasformati, hanno lasciato in una forte impronta sulla nostra cultura.

A Morgantina vennero celebrate fino al III sec. a.C. dove in particolare un santuario è stato individuato fuori il centro abitato, dedicato a Demetra e dove i fedeli offrivano oggetti o statuette votive ai simulacri delle dee durante le celebrazioni annuali Vale già il viaggio andare ad Aidone a vedere i busti fittili che le giovani donne greche offrivano a Demetra e a Kore, esposti al museo nel convento di San Francesco dei Frati Cappuccini del XVII secolo.

I simboli legati al culto di Demetra e Kore scoperti a Francavilla di Sicilia dove in un santuario a loro dedicato, sono stati scoperti i reperti simbolo delle due dee: il porcellino, la palla, il fior di loto, la melagrana.

Così nella stagione del raccolto, l'estate appunto, possiamo immaginare la bellezza di Kore che cammina sulla terra e Demetra che benedice le messi mentre i contadini raccolgono, in una Sicilia ancestrale e antichissima della quale possiamo ancora ammirare e raccontare i miti, le radici le origini.
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