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La villa di età imperiale scoperta per caso da un bambino: si trova sulle Madonie

Portici, stanze padronali, magazzini e stalle: un gigantesco edificio è venuto alla luce sui monti siciliani e ci racconta la sua vita millenaria tra terremoti, incendi e saccheggi

Balarm
La redazione
  • 7 novembre 2019

Grazie alla tecnologia possiamo vedere il rendering di come erano le ville di età imperiale (nella foto villa Adriana, a Roma)

La storia (vera) è quella di un bambino di nome Gaetano che per caso, a pochi metri dalla sua casa di campagna sulle Madonie, ha trovato i resti di qualcosa di molto, molto antico. Siamo nei primi anni Cinquanta e suo papà capì subito l'importanza della scoperta: venne aperta una trincea esplorativa e vennero fuori cinque monconi di un colonnato in linea con dei grandi gradini di blocchi calcarei, pezzi di vasellame e grossi mattoni di terracotta.

L'idea era di fare in quel punto di Petralia Soprana un vigneto così lo scavo venne ricoperto e il segreto fu mantenuto per diversi anni mentre Tanino invece cresceva e decise - per ironia - di studiare Archeologia: nel 2008 diventa il professore Gaetano Messineo e (mutate nel frattempo le leggi) chiede l'autorizzazione per la prima campagna di scavo in contrada Santa Marina.

Viene fuori allora villa Santa Marina: un gigantesco edificio di 2mila anni fa che oltre alla dimora padronale ha le stalle, i magazzini e un colonnato parzialmente conservato, alcune stanze con le soglie e i relativi cardini o reperti di vetro: un materiale molto prezioso che ci fa capire l'agiatezza degli padroni di casa.

Tra gli altri ritrovamenti, appartenenti a diverse epoche, anche una pinzetta in bronzo per la cura del corpo, due tombe di epoca medioevale, dischi fittili e vari frammenti di ceramica un lekithos (anfora), una placchetta in osso sul quale è rappresentato un volto di Sileno: la curiosità è che nessun reperto è integro. Non è chiaro il motivo per cui tra i reperti siano stati rinvenuti soltanto frammenti o perché in più punti si trovano elementi che farnno pensare a dei crolli.

Forse un terremoto o feroci saccheggi (come ha spiega Carmela Burgio, presidente dell’associazione Gaetano Messineo): per tutto il mese di settembre infatti sono stati i volontari in arrivo da tutta la Sicilia, reclutati dall’associazione, a scavare nella zona con la supervisione della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo e coordinati da Santino Ferraro.

L’area di Santa Marina era abitata già nel sesto secolo avanti Cristo come testimoniano i primi ritrovamenti di Gaetano Messineo, nel frattempo divenuto archeologo funzionario della Soprintendenza di Roma e scomparso nel 2010.

Le varie campagne di scavi iniziano nel 2008 con l'eliminazione dell'intero strato di terreno agricolo che ricopriva le strutture prima a mezzo di escavatore e poi a mano.

Durante la campagna di scavo del 2013, è stata scoperta una sepoltura in terra, contenente i resti di una persona privi di qualunque corredo. Le analisi antropologiche hanno dimostrato che si trattava di un uomo morto tra i 35 e i 45 anni.

Durante la campagna di scavo dell'anno dopo ad alcuni metri dalla prima sepoltura, ne è stata trovata un'altra, sopra la quale era stato costruito un muro, con il ritrovamento della sola parte alta del corpo di un uomo di 25-35 anni. Entrambi gli scheletri recavano segni che rivelavano un’intensa attività lavorativa in vita.

I resti ossei sono stati analizzati al radiocarbonio a Firenze: il primo scheletro è stato deposto tra la fine del IX secolo d.C. e gli inizi dell’XI secolo d.C., e il secondo, tra gli inizi del X sec. d.C. e la metà circa del XII sec. d.C. Siamo quindi a cavallo fra il periodo di dominazione araba in Sicilia e la conquista da parte dei normanni di Batraliah.

La posizione delle salme, distese sul dorso, dimostra che non si tratta di musulmani per i quali era d'uso la posizione laterale e il primo individuo aveva le braccia piegate sul petto: tipica posizione mortuaria cristiana.

Con il procedere delle indagini archeologiche, è emerso che la vita della struttura ritrovata si fosse protratta per vari secoli, con vicissitudini di cui rimangono tracce: il ritrovamento iniziale del portico colonnato e dei primi reperti, tra cui la placchetta in osso denotano una villa rustica romana di età imperiale, forse impiantata già in età ellenistica. La villa ha avuto una vita ch ha attraversato varie epoche, nell'arco forse di 1300 anni.

Cosa è stata "Villa Santa Marina"? Svariate le ipotesi sulla funzione dell'edificio labirintico tra ambienti interni, cortili, colonnati e giardini. Potrebbe trattarsi della villa rustica di una famiglia molto benestante attorno alla quale si produceva frumento (come le tante che nel periodo romano) o anche una sorta di stazione di sosta per i viaggiatori o, ancora, un ingrosso di sale.

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