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Le case scavate nella roccia e 700 abitanti: perché Sperlinga è tra i borghi più belli d'Italia

Fin dalla preistoria la parete rocciosa che sovrasta il paese è stata scavata dall’uomo per ricavarne rifugi che poi col tempo sono diventati vere e proprie abitazioni

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 1 maggio 2021

Una delle case costruite scavando la roccia a Sperlinga

È un piccolo comune dell’entroterra siciliano, consta di circa 700 abitanti, ricade nel libero consorzio comunale di Enna ed è stato dichiarato uno dei borghi più belli d’Italia: stiamo parlando di Sperlinga.

Sperrënga come viene chiamata in gallo-italico, lingua ancora diffusa nel piccolo comune, o Spillinga in siciliano è un borgo davvero molto grazioso tra i Nebrodi e le Madonie. Il nome Sperlinga deriva dal greco e significa Spelonca, ovvero grotta.

Infatti, il territorio comunale è caratterizzato da numerose grotte scavate nella roccia arenaria. Il castello, il borgo rupestre, l’antico dialetto ancora in voga, il panorama mozzafiato fanno di Sperlinga un luogo da visitare assolutamente.

Ma andiamo con ordine. A Sperlinga tutto ha avuto origine a partire dalle grotte. Fin dalla preistoria, infatti, la parete rocciosa che sovrasta il paese è stata scavata dall’uomo per ricavarne rifugi che poi col tempo sono diventati vere e proprie abitazioni.



Qui vi sorge uno dei castelli più affascinanti dell’isola poiché è stato in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria dai Siculi intorno al XII secolo a.C. e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille.

La prima notizia ufficiale del castello si ha nel 1132 quando risulta essere in possesso della famiglia Rosso che lo detiene fino alla guerra del Vespro, quando al suo interno nel 1282, durante i Vespri Siciliani, appunto, si barricò un presidio angioino resistendo all’assedio per un anno.

L’episodio è ricordato da una scritta incisa – nel tardo Cinquecento – sull’arco a sesto acuto del vestibolo del castello: Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit, ovvero "La sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani".

Oltrepassato il ponte levatoio, si percorrono una serie di ambienti che vanno dalla scuderia all’officina per la lavorazione dei metalli, al serbatoio per l’acqua e persino un carcere e che portano nel cuore del castello.

Di grande interesse è un ambiente circolare che presenta nella parete dodici piccole nicchie distanziate tra loro con interspazi crescenti: questa grotta secondo alcuni era un luogo di culto, secondo altri ospitava un particolare e curioso sistema per la misurazione del tempo.

Le ripide scale, quasi incise nella roccia, portano alla torre, dalla quale sembra di vedere e quasi abbracciare il mondo intero. Il castello, successivamente, passò ai Ventimiglia e poi ai Natoli fino a quando nel 1973 divenne proprietà del Comune di Sperlinga.

Attorno al castello vi sono circa 50 grotte artificiali che ospitano piccole abitazioni di una o due stanze. In alcune di queste grotte il comune vi ha ricavato un Museo Archeologico ed Etnografico, con all’interno un’eterogenea collezione di oggetti storici recuperati nella zona, strumenti agricoli e utensili domestici.

Ai piedi del castello, invece, si trova la chiesa della Mercede, dove si conserva un prezioso crocifisso ligneo che un tempo era conservato nella chiesa interna della rocca.

Ma Sperlinga non è soltanto reperti archeologici, castello affascinante e vista mozzafiato. Sperlinga è anche gustosi formaggi locali come il caciocavallo, il piacentino e la ricotta fresca.

Il borgo si identifica inoltre con la frascàtela, una polenta di farina di grano duro o di cicerchia (un legume antico noto anche come pisello d’India) con lardo e broccoletti, e con il tortone, un dolce realizzato con la pasta del pane fritta in olio e cosparsa di zucchero misto a cannella.

A proposito di tortone, ogni anno si celebra una manifestazione folcloristica che consiste nella distribuzione e degustazione di cibi locali tipici: la Sagra del Tortone.

Durante la Sagra del Tortone, il 16 agosto, è possibile assistere al Corteo Storico delle Dame dei Castelli di Sicilia – ovviamente in costumi d’epoca – che rievoca l’episodio storico del 1282, quando Sperlinga resistette all’assedio nemico per un intero anno.

Nei giorni precedenti, i vari rioni del paese, ognuno rappresentato da una Dama, si sfidano in vari giochi. La dama del rione che ha ottenuto il maggior punteggio viene eletta Castellana di Sperlinga.

Il 16 agosto la Castellana, assieme alle altre dei paesi Gallo-Italici, partecipa al corteo storico sfilando lungo le vie del paese. Una giuria eleggerà la Dama dei paesi Gallo-Italici.

Sperlinga, inoltre, è nota anche per le sue produzioni artigianali, come le antiche frassate: variopinti tappeti realizzati interamente a mano su vecchi telai in legno. Nel borgo vi si lavorano anche la canna, il salice e l’olivastro per costruire ceste, il giunco per le fiscelle, ovvero i contenitori per ricotta e formaggi, e la ferula per i furrizzi, che sono i caratteristici sgabelli contadini.

Sperlinga è stata resa celebre grazie alla foto del fotoreporter della Seconda Guerra Mondiale, Robert Capa. Infatti, è proprio questa la località siciliana in cui Capa scattò una delle foto più iconiche che raccontano il conflitto mondiale in Sicilia.

La foto in questione risale al 6 agosto 1943, quando, lungo la contrada Capostrà, Robert Capa riuscì a immortalare l’esatto momento in cui un anziano contadino siciliano, munito di bastone, indicava la strada per Sperlinga ad un soldato americano. Questa foto piuttosto emblematica suscitò così tanto scalpore che diventò famosa in tutto il mondo.

Sperlinga, dunque, è un incredibile borgo ricco di storia e cultura, in cui natura e ingegno dell’uomo si fondono e si confondono.
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