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Le "Lombardia di Sicilia" si insediarono secoli fa: storie di migrazioni di genti del nord

Si ritiene che i lombardi immigrati in Sicilia nel corso di un paio di secoli furono complessivamente 200.000 circa. Un comunità spalmata su diversi comuni

Balarm
La redazione
  • 20 marzo 2021

Novara di Sicilia, borgo medievale lombardo (foto wikiwand)

Forse non tutti sanno che ci sono pezzi di Lombardia, non proprio indifferenti, in Sicilia.

Sono detti gallo-italici di Sicilia e sono una minoranza etno-linguistica, originaria dell'Italia nord-occidentale, in particolare dall'area monferrina, e presente in alcuni comuni della Isola centro-orientale.

Queste comunità sono tradizionalmente chiamate “Lombardia siciliana” o Sicilia lombarda, da cui le espressioni in uso ancora oggi di "colonie lombarde di Sicilia","comuni lombardi di Sicilia","paesi lombardi della Sicilia"e "dialetti lombardi di Sicilia”.

In realtà il termine lombardo verrebbe fuori dalla contrazione linguistica dell'etnonimo longobardo, derivato dall'antico germanico Langbärte latinizzato in Langobardi.

Si ritiene che i lombardi immigrati in Sicilia nel corso di un paio di secoli furono complessivamente 200.000 circa.

Fu lo stesso Leonardo Sciascia a scriverne, ne "La corda pazza", facendo riferimento ai comune in cui si riscontrerebbero queste comunità e sono: Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina e Aidone in provincia di Enna, San Fratello, Acquedolci, San Piero Patti, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Fondachelli-Fantina, in provincia di Messina.



La così detta “parlata Gallo Italico” viene ancora usata nei rapporti interpersonali in alcuni di questi paesi mentre a Piazza Armerina e Aidone sopravvive in un ambito più ristretto ma è molto usato in funzione ludica e poetica e rimane facilmente compreso dagli abitanti in una sorta di naturale bilinguismo sentito come valore d'identità cittadina.

Secondo le fonti storiche i primi longobardi ad arrivare in Sicilia, con una spedizione partita nel 1038, furono dei militari al seguito del condottiero bizantino Giorgio Maniace, che per breve tempo riuscì a strappare Messina e Siracusa agli arabi.

Il suo esercito, oltre che da longobardi, era composto da bizantini, da guardie variaghe, da truppe guidate dal longobardo Arduino, arruolate con la forza in Puglia, e da una compagnia di normanni e vichinghi comandati da Guglielmo Braccio di Ferro e da Harald Hardrada, futuro re di Norvegia.

Maniace fu l'unico condottiero che riuscì, prima dei normanni, ad occupare seppur temporaneamente alcuni territori siciliani al dominio musulmano.

I longobardi, giunti con la spedizione bizantina, si stabilirono a Maniace, Randazzo e Troina, mentre un nucleo di genovesi e di altri lombardi della Liguria si insediò a Caltagirone.

Migrazioni più consistenti di lombardi giunsero con la conquista normanna della Sicilia, iniziata nel 1061 con la presa di Messina.

La possessione dell'isola si rivelò un'impresa meno facile del previsto e infatti i normanni impiegarono trent'anni per sottrarla completamente dal dominio musulmano.

Nel 1091, con la caduta di Noto, ultima roccaforte musulmana nell'isola, fu ottenuta la vittoria militare, ma nell'isola vivevano ancora numerosi arabi che miravano alla riconquista.

I normanni iniziarono così un processo di latinizzazione della Sicilia incoraggiando una politica d'immigrazione della loro gentes, francese e dell'Italia settentrionale con la concessione di terre e privilegi.

L'obiettivo dei nuovi sovrani normanni era quello di rafforzare il "ceppo franco-latino" che in Sicilia era minoranza rispetto ai più numerosi greci e arabo-saraceni.

Il matrimonio del Gran Conte normanno Ruggero con l'aleramica Adelaide del Vasto, fu ottimo propulsore, a partire dalla fine dell'XI secolo, della ripopolazione delle zone centrali e orientali dell'isola, la Val Demone, a forte presenza greco-bizantina, e la Val di Noto, con coloni e soldati provenienti dalla Marca Aleramica nel nord Italia, un'area dominata dalla famiglia di Adelaide, comprendente tutto il Monferrato storico in Piemonte, parte dell'entroterra ligure di ponente, e piccole porzioni delle zone occidentali di Lombardia ed Emilia.

Secondo molti studiosi la migrazione di genti del nord Italia in queste isole linguistiche siciliane sarebbe poi continuate fino a tutto il XIII secolo.

I coloni e i militari lombardi si stanziarono nella parte centro-orientale dell'isola, prevalentemente nelle terre concesse ad Adelaide del Vasto e a suo fratello minore Enrico, conte di Paternò e di Butera, considerato il capo degli Aleramici di Sicilia e dei lombardi siciliani.
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