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Le tradizioni popolari raccontate dai dolci: Palermo profuma di "Chiavi di San Pietro"

Da sempre come avviene spesso in Sicilia, ad un evento religioso, viene associato un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto che ha la forma di una chiave

Santi Gnoffo
Ricercatore storico e delle Tradizioni popolari siciliane
  • 18 giugno 2019

Dolce tipico della tradizione siciliana: "Chiavi di San Pietro"

Il 29 giugno è la festa dei Santi Pietro e Paolo. Come è noto San Pietro è colui che detiene le chiavi del Paradiso. Da sempre come avviene spesso in Sicilia, ad un evento religioso, viene associato un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto che ha appunto la forma di una chiave, e che in questo periodo fa bella mostra in molte pasticcerie di Palermo. Anche questa è un’ antica usanza legata ad un pezzettino di storia della nostra città. Tra gli scritti di Giuseppe Pitrè troviamo traccia di questa antica tradizione:

"Verso la metà di Giugno si cominciano a vendere per Palermo, sparse e ammonticchiate sopra tavole e canestre, chiavi di pasta melata (di meli) di paste e mandorle abbrustolite (sussamela), di torroncino, di cannella e di altro dolciume. Ve n’è di varie fogge, dimensioni e prezzo, da un centesimo o due, che per lo più le mamme comprano ai bambini che lo cercano, a una a due lire parlandosi di quelle che si vendono per le strade, a quindici o venti e più lire se si vada alle pasticcerie.

Vi son chiavi da mezzo metro, anche d’un metro, che si portano sopra tavolette. La gridata per lo spaccio delle chiavi è tradizionalmente questa: "Chi l’hajiu bedda grossa la chiavi! Hajiu la chiavi grossa!" Benchè la chiave sia un dolce di quasi tutte le famiglie, pure gli sposi son quelli che più particolarmente ne danno e ne ricevono. Un fidanzato crederebbe di mancare a un dovere di galateo amoroso, non presentando all’amata una bella chiave: regalo per San Pietro.

La chiave deve aprire il suo cuore; la chiave è il simbolo della facoltà che egli acquisterà un giorno o l’altro di aprirsi e di chiudersi a sua posta il Paradiso. Quando la chiave regalata si rompe per mangiarsi, allo sposo non potrà mancare il più bel pezzo che la sposa gli assegna ed offre". (Giuseppe Pitrè)

Ingredienti: 300 g di cioccolato fondente; 250 g di farina di mandorle; 250 g di zucchero a velo; 250 g di conserva di cedro; 75 ml di acqua; 1/2 bustina di vanillina; succo di mezzo limone; cannella in polvere q.b.; colorante per alimenti.

La chiave di San Pietro e le sue varianti: la chiave di San Pietro si può realizzare con la pasta di mandorle o con la pasta frolla oppure, in parte, con il Pan di Spagna. Si può anche guarnire in diverse maniere: con glassa di zucchero, miele, codine colorate di zucchero, pistacchi tritati e frutta candita.

Ricetta della chiave di San Pietro con la pasta di mandorle: sciogliere lo zucchero in 75 ml di acqua a fiamma bassa finchè comincerà a filare. Sspegnere il fuoco e aggiungervi la cannella in polvere, la vanillina e la farina di mandorle. Amalgamare finchè che il composto assume una consistenza compatta, liscia e morbida e tende staccarsi dalle pareti del tegame. Bagnare una spianatoia con l'acqua e versarvi la pasta di mandorle ottenuta.

Quando questa si sarà intiepidita, si manipola finchè diventa liscia e omogenea e, dopo averne messo da parte un terzo, stendere la pasta di mandorle rimanente in una sfoglia non troppo sottile e dividerla in due rettangoli da modellare a forma di chiave. Spalmare la conserva di cedro su una delle chiavi e sovrapporre l'altra chiave, avendo cura di sigillare e rifinire bene i bordi.

Colorare l'altro terzo di pasta di mandorle e usarlo per creare le decorazioni da applicare sulla chiave di San Pietro secondo il proprio gusto, quindi mettere il preparato ad asciugare per almeno un paio d'ore. Trascorso questo tempo, spennellare la chiave con una glassa di cioccolato fondente e succo di mezzo limone preparata a bagnomaria e infornarla a 150° per 5-10 minuti. Una volta pronta, estrarre la chiave di San Pietro dal forno e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente prima di servirla.

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