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Il Ficus di Villa Garibaldi: tra degrado e proteste

Balarm
La redazione
  • 14 aprile 2011

Interventi programmati per salvare un esemplare unico che da oltre 146 anni sovrasta Piazza Marina a Palermo. Lo storico Ficus Macrophylla, alto oltre 30 metri e con la chioma più grande d'Europa, è momentaneamente tenuto sotto controllo dai tecnici della cooperativa milanese Demetra, incaricati dalla Società italiana di arboricoltura. Lo stato di salute di questo albero secolare, unico nel suo genere e quasi simbolo dell'Unità d'Italia, non è dei migliori. Il Ficus infatti ha bisogno di cure urgenti e subirà qualche piccolo taglio grazie alle operazioni di potatura che ne pregiudicheranno l'aspetto per un paio di anni, passati i quali la sua chioma tornerà imponente come prima. Il Ficus è stato sottoposto a numerosi controlli per verificarne la stabilità e integrità.

L'agronomo Gabriele Villa tranquillizza che l'albero non sarà sbrancato, com'è però successo a quello vicino. In tanti si sono riuniti per protestare contro lo stato di degrado della villa e contro il Comune che impedisce ai palermitani e ai turisti di godere della splendida vista, sempre più sviata da uno stato di deterioramento, abbandono e incuria ormai divenuto routine, a tal proposito Giuseppe Barbera, professore di Culture arboree alla facoltà di Agraria, dichiara che: «Se il marciume non viene eliminato rischia di espandersi e danneggiare il ficus».



Tra i primi a protestare Marco Pantuso, titolare di un noto ristorante che si trova proprio sotto la chioma dell'albero che, su una parte di recinzione, installata oltre otto mesi fa dal Comune per motivi di sicurezza, ha posto uno striscione lungo 12 metri e alto due dove racconta la fiaba "Il gigante egoista" di Oscar Wilde dimostrando che il Comune, come nella storia in cui il gigante impediva ai bambini di giocare nel suo giardino, fa lo stesso con cittadini e turisti. Lo storico Ficus Macrophylla si trova a Villa Garibaldi e fu sistemato dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile tra il 1861 e il 1864. E' un esemplare di grande significato botanico e monumentale e questa potatura, insieme alla pulizia e al recupero della villa, diventa un intervento non più rinviabile.

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