IL SOGNO ROSANERO

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Il Palermo dopo 2 mesi di serie A

Molti sono i dati significativi emersi da queste prime 12 prestazioni

  • 22 novembre 2004

Dopo 12 giornate di campionato il Palermo si ritrova con 15 punti, frutto di 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. 15 punti che, in una classifica per il momento piuttosto corta, significano ancora poco e non danno l’esatta fotografia dei valori espressi in campo. Basti pensare che la zona retrocessione è a soli 3 punti, e la zona champions a 2. Molti sono i dati significativi emersi da queste prime 12 prestazioni. Andiamo a vederli nel dettaglio. Primo fra tutti il gioco: se escludiamo la partita persa col Livorno ed il primo tempo con il Parma, la squadra ha sempre giocato bene, in alcune circostanze ha dominato, in altre ha contenuto, ma in ogni caso ha sempre fatto la sua partita. Frutto di una buona organizzazione di gioco e di giocatori di qualità che bene sanno interpretare le direttive di Guidolin. Il reparto più forte è la difesa con appena 9 gol subiti (hanno fatto di meglio solo la Juventus con 4 e il Milan con 8). Ottimi gli innesti dei campioni europei under 21 Barzagli e Zaccardo che, insieme ai riconfermati Grosso e Biava, formano una linea a 4 sempre molto attenta e puntuale. A questa va aggiunta la presenza tra i pali di Guardalben che garantisce sicurezza e che ha messo fine ai patemi d’animo causati dalle uscite/non uscite di Berti. Preziosissimo è il lavoro di Corini e Barone a centrocampo: i due centrali corrono per 90 minuti senza  sosta, recuperano un’infinità di palloni e contribuiscono alla costruzione del gioco.



In particolare Corini, il capitano, con i suoi lanci precisi, le punizioni e i calci d’angolo a spiovere in area, crea parecchi problemi alle difese avversarie e consente alla squadra di rendersi molto pericolosa. Il reparto meno forte sembra essere l’attacco. Appena 9 i gol segnati, nonostante le tante azioni create. Molti si chiedevano che valore avessero i 30 gol di Toni nella passata stagione in serie B. Potrebbero valere molto perché Toni ha tutte le caratteristiche di una buona prima punta: senso della posizione, bravo di testa, dotato di un bel tiro, abile a fare da torre e a consentire gli inserimenti dei centrocampisti, agile nonostante l’altezza. Ma Toni da solo può fare ben poco se non viene coadiuvato dai compagni. Il problema diventa ancora più accentuato quando non gioca Zauli. Il fantasista rosanero, pur non essendo una punta, garantisce una presenza in attacco non indifferente e grazie alla sua tecnica riesce ad attirare su di sé 2/3 difensori, lasciando più libero Toni che in caso contrario predica nel deserto. Le alternative in attacco sono poche: Farias, sul quale molto puntava Zamparini, mostra ancora notevoli problemi di ambientamento e, pur impegnandosi molto, sembra correre a vuoto e sbagliare le cose più elementari. Guidolin e Foschi continuano a ricordare l’esempio di Cruz e ad invitare i tifosi ad avere pazienza; Brienza, il vice-Zauli, pur avendo giocato buone partite, non ha le stesse caratteristiche del numero 10 del Palermo e risulta più un buon giocatore che un giocatore decisivo.

Altro problema sono le fasce: Santana sembra ancora troppo lontano da quella forma strepitosa che lo aveva messo in luce 2 anni fa; Gasbarroni sta deludendo su tutti i fronti, collezionando prestazioni più che deludenti ben lontane dalle cose buone fatte  finora; Gonzalez gioca bene ma solo a sprazzi ed anche lui sembra patire problemi di adattamento; Raimondi è più giocatore di contenimento. È facile quindi rimpiangere i gemelli Filippini che tanto avevano impressionato, ma occorre ricordare che sono loro che sono voluti andare via  perché non avevano la certezza del posto da titolare. Forse oggi ce lo avrebbero senza problemi, ma chi può dirlo con sicurezza? Al di là di tutto la squadra ha dimostrato di avere carattere e qualità: roba non di poco conto. E se il Milan non può fare a meno di Shevchenko e l’Inter di identifica in Adriano, il Palermo senza Zauli è tutta un’altra squadra. A questo punto due sono le soluzioni: o qualcuno a gennaio mette le mani nel portafoglio, oppure dobbiamo sperare che si avverino le parole di quel tifoso che, parlando di Zauli, ha detto allo stadio :”Il Signore gli deve dare la salute”.

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