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Musicisti palermitani, lettera al Sindaco

Balarm
La redazione
  • 14 settembre 2007

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Caro Sindaco

“Palermo? La città più cool d’Italia”. Così recitava un memorabile cartellone che ha invaso le strade cittadine e l’immaginario collettivo qualche tempo fa. Inutile dire gli sguardi interrogativi che hanno accomunato tutti i palermitani alla vista di quella frase.

Perché c’è qualcosa di perverso in una simile menzogna. Palermo è una città di vecchi. Una città che non incoraggia lo scambio culturale. Una città che è sorda alla creatività. Il fattaccio del Kals’Art – lo fanno, non lo fanno, ma sì che lo fanno, purtroppo non lo fanno – non è neanche la classica ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché quel vaso è già traboccato. Da tempo. E ciò che più è drammatico è che il Sindaco Cammarata finge di non accorgersene. Lo vediamo sorridere mentre di fronte a lui la città si inaridisce sempre di più.



I giovani stanno scappando, Sindaco. I giovani sono stanchi delle pose, delle promesse, delle menzogne. Palermo non riesce a valorizzare i suoi tanti talenti. Che sono tanti sul serio. Musicisti con bellissime idee mortificate dall’indifferenza della città e di chi la guida. Le band rock a Palermo vengono trattate come un fenomeno quasi adolescenziale. I classici complessini studenteschi che nascono al liceo e muoiono all’università, il tempo di crescere e trovare un lavoro “serio”. Una roba da ragazzini, insomma. Caro Sindaco, non è così. Il rock a Palermo è vivo. Bello. Creativo. E solo, purtroppo.

Ci piacerebbe, caro Sindaco, che Lei ascoltasse le nostre ragioni. Che mancano locali, strutture, agenzie, tutto. È per questo, Sindaco, che arrivati all’università le band palermitane si sciolgono. Non perché i musicisti mettono la testa a posto, ma perché vedono morire le loro speranze, la loro passione, i loro sacrifici. Chi non si rassegna, invece, parte. E non torna più.

Ripetiamo, noi non stiamo protestando per l’ennesima cancellazione della rassegna Kals’Art Southsiders, anche se ci dispiace perché ci eravamo illusi che il Comune si fosse finalmente accorto di noi, musicisti rock palermitani. (Come hanno fatto nel resto d’Italia, dove si guarda con interesse alla scena rock di questa città). E non protestiamo neanche per ricevere quattro briciole da qualcuno. Non è questo il nostro obiettivo. Vogliamo semplicemente che il Sindaco si accorga di noi. Vogliamo che ci vengano riconosciuti i nostri sacrifici e la nostra passione. Siamo noi ad animare la cultura a Palermo. È ora che tutti se ne rendano conto. Perché Sindaco, la città sarà cool, ma i giovani se ne stanno andando.

Le band che finora hanno aderito all’iniziativa sono: Fograss, Moque, Laya, Waines, Herself, Famelika, Shulevel, Urania, Il Pan Del Diavolo, Sexymomo, F-Male Croix

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