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Pupi e arte si ritrovano a Palermo: torna la "Macchina dei Sogni"

Pupi, marionette, burattini, musica, gesti e narrazioni, declinate sui passi dell’itinerario arabo-normanno: "La Macchina dei Sogni" è in programma dal 31 maggio al 4 giugno

Balarm
La redazione
  • 29 maggio 2017

Pupi, marionette, burattini, musica, gesti e narrazioni, declinate sui passi dell’itinerario arabo-normanno: torna a Palermo il festival del teatro di figura e di narrazione creato da Mimmo Cuticchio "La Macchina dei sogni".

Giunge quest'anno alla trentaquattresima edizione ed è in programma dal 31 maggio al 4 giugno negli spazi di Palazzo Belmonte Riso (ogni giorno dalle 18 alle 24). A promuovere l'iniziativa è il Comune di Palermo insieme al Polo Museale Regionale d’Arte moderna e contemporanea.

Per cinque giorni gli spazi esterni del Museo Riso e di piazza Bologni sono animati da un programma di spettacoli: nel pomeriggio è dato spazio agli spettacoli per i piccoli (ma non solo) con le favole dell’Atelier La Lucciola e La Casa di Creta.

In serata invece diversi spettacoli: dalla reunion dei Palermo World Music Roots, ai Fratelli Mancuso, al progetto multiculturale de Il Tempo e la voce e Faisal Taher. A seguire, sul tardi, narrazioni mescolate alla cucina con Cicogne Teatro Arte Music.



Il narratore iracheno Yousif Latif Yaralla si unirà a Mimmo Cuticchio per una ricerca importante: a loro modo, rintracceranno i punti in comune di due mondi soltanto apparentemente agli opposti: «Non ci interessa distinguere tra cristiani e musulmani, ma raccontare l’uomo, con la sua intelligenza, il sapere, l’onestà», dice Mimmo Cuticchio.

infatti la manifestazione vuole lanciare un messaggio di convivenza e appartenenza, vuole sancire l’unione di due poli opposti - quello arabo/musulmano e quello normanno/cattolico.

Anche l’epica cavalleresca, su cui si fonda il repertorio tradizionale dell’Opera dei Pupi, è in Sicilia un ponte tra Oriente e Occidente e indica possibili percorsi di arte e cultura soprattutto alle nuove generazioni, attraverso il ruolo sociale del teatro, e l’irrinunciabile lavoro sulla formazione del pubblico e dell’attore.

Ma la "Macchina dei Sogni" è anche arte e sceglie un museo per snocciolare questa sua nuova edizione: scenografie e luminarie che gli artisti coinvolti hanno legato strettamente alla cultura arabo-normanna, lavorando in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’Accademia del Lusso e il CRESM.

Nasce così “Arabia”, installazione di Fabrizio Lupo, ispirata alla Palermo araba, a Piazza Bologni: due grandi stelle e quattro totem fissati su pali. “Normanna”, è invece ideata e disegnata da Alessia D’Amico, ed è ispirata alla Palermo normanna, realizzata con due spalliere su pali e collocata nell’atrio nuovo.

“Normaniche” è il collage di trame e tessuti di Roberta Barraja sulla parete dell’atrio principale di Palazzo Riso. Al calare del sole accoglie le proiezioni di Fabrizio Lupo, che animano scene di caccia dei mosaici delle stanze di Ruggero al Palazzo dei Normanni. L’animazione digitale su un tessuto di stoffe, intrecciate con reti metalliche, darà vita alle immagini raffigurate nei mosaici come un arcaico storyboard degli avvenimenti.

Ancora intrecci con “Sipario Mediterraneo”, frutto di un lento e minuzioso lavoro a quattro mani della scenografa Alessia D’Amico e la fiber artist Grazia Inserillo. Pizzi e trine ricamate tracciano, su un patchwork di stoffe, il mar Mediterraneo, luogo dell’eterno migrare di popoli.

“Ombre bianche sui muri”, installazione illuminotecnica di gobos e lamelle realizzata da Marcello D’Agostino sulle pareti di Palazzo Riso e le Sagome merlate in balcone di Tania Giordano, fantasmatiche presenze che si affacciano a bordo ringhiera, aspettano il pubblico, lo invitano ad entrare e lo salutano al termine degli spettacoli.

Infine una capanna del Mali rivisitata dal CRESM e un suk ricreato con le “cabine” di Mondello. E la mostra “Cavalieri Antiqui” in cui sono esposti i modellini del teatro dei pupi, dei casotti de li vastasi e del luogo dove si raccontava il cunto, realizzati dai giovani dell’Accademia di Belle Arti. Visitabile fino al 30 giugno.

Un occhio sarà gettato sulla tradizione della Sicilia orientale ma anche sulle manipolazioni e le nuove tecniche: come la danza del Tataratà, la siracusana Compagnia Opera dei Pupi Don Ignazio Puglisi, a cui si unirà Mimmo Cuticchio in veste di recitante, o il Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia o la bizzarra Piccola Impresa Per Produrre Umorismo.
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