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Salviamo la Baia del corallo

Balarm
La redazione
  • 18 febbraio 2004

Mancano quattro mesi all’inizio della prossima stagione estiva, ma c’è il rischio che, da quest’anno, i bagnanti vedano negato il diritto al mare alla Baia del corallo, uno dei luoghi più suggestivi della costa palermitana. Il “villaggio”, i capanni per la rimessa delle barche e le piattaforme più interne, infatti, sono stati dati in concessione a privati, che però, in vista della stagione estiva, hanno manifestato l’intenzione di vietare l’accesso al pubblico anche alla piattaforma esterna, tradizionalmente utilizzata da centinaia di bagnanti, palermitani e turisti. L’idea del privato è infatti quella di trasformare la piattaforma in luogo di rimessaggio per barche e tavole per windsurf, negando l’altrui diritto al mare e violando le disposizioni vigenti, che garantiscono la libertà di utilizzare la battigia.

E la piattaforma esterna in questione è stata da sempre considerata battigia anche dalla Capitaneria di Porto. Per realizzare i propri propositi, i privati hanno già impedito l’ingresso al mare, ostruendo il passaggio con rami e pezzi di piante grasse, violando in questo modo le norme in materia, che disciplinano l’obbligo di garantire il libero accesso alla battigia. Siamo di fronte ad atti di chiara prevaricazione, perpetrati da chi ritiene di utilizzare un bene affidatogli in concessione come “cosa propria”, superando, in modo palese, i limiti di una corretta e lecita gestione del bene naturalistico in questione.



Gli stessi privati, poi, hanno già fatto sapere che non consentiranno ai bagnanti di utilizzare la piattaforma esterna, perpetrando in questo modo un’ulteriore e deliberata violazione delle disposizioni di legge. Chiediamo all’assessore all’Ambiente della Regione Siciliana, al sindaco Diego Cammarata e all’assessore al Mare e Coste del Comune, Lorenzo Ceraulo, di porre in essere tutte le azioni necessarie per prevenire e impedire gli inevitabili disagi che tale situazione comporterà e garantire a tutti i cittadini il diritto al libero accesso alla battigia, e cioè alla piattaforma esterna della “Baia del corallo”. Chiediamo, a questo scopo, che gli amministratori della cosa pubblica convochino immediatamente i responsabili del Cus Palermo (il privato in questione) per chiedere i dovuti chiarimenti e fissare i limiti di una corretta gestione di questo spazio.

Chiediamo, anche, alla Capitaneria di porto un intervento urgente, per verificare la sussistenza di eventuali atti illeciti (quali l’impedire il libero accesso alla battigia) posti in essere dai privati, e comminare le sanzioni previste per la violazione delle norme in materia di demanio marittimo. Ci rivolgiamo, infine, alle forze politiche di ogni colore e alle associazioni ambientaliste, perché sostengano questa nostra battaglia di civiltà. I residenti di Sferracavallo e i bagnanti preannunciano, comunque, future azioni di protesta e di mobilitazione, nel caso in cui le autorità competenti non facciano nulla per impedire che la “Baia del corallo” venga chiusa al pubblico e che questo gioiello della costa palermitana sia sottratto alla libera fruibilità di tutti, diventando una vergogna per l’intera città.

COMITATO MARE SFERRACAVALLO




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