IL SOGNO ROSANERO

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Un’altra vittoria per un Palermo che vola

Trentaquattresima giornata, 21 marzo 2004, Palermo-Ascoli 1-0

  • 22 marzo 2004

Primi in classifica con 5 punti di vantaggio sulle inseguitrici. E’ questo il risultato della quinta vittoria conquistata dal Palermo nelle ultime 6 gare, e molti in città cominciano a soffrire di vertigini. Già, perché il pubblico dello stadio Barbera non è abituato a stare al vertice…e quello che sta succedendo nelle ultime settimane sta trascinando nell’euforia anche i tifosi più calmi e pacati. Certo, per raggiungere l’obiettivo ampiamente dichiarato sin dall’inizio di questo campionato, bisognerà giocare e soffrire ancora per molte domeniche, ma la squadra che scende in campo da un paio di mesi a questa parte è quella che tutti (tifosi, giocatori, allenatore e presidente Zamparini in testa), aspettavano. Bè, possiamo dire tranquillamente che, finalmente, è arrivata. Ieri si sono giocate le partite relative alla trentaquattresima giornata del campionato e, appena tre giorni dopo la splendida prestazione offerta dai ragazzi di Guidolin contro il Venezia, allo stadio Renzo Barbera il Palermo ha affrontato l’Ascoli; i marchigiani si sono presentati consapevoli della difficile impresa che li attendeva, ma hanno provato a difendersi senza fare eccessive barricate.



Coadiuvati da uno strepitoso Micillo, i bianconeri erano comunque riusciti a bloccare la partita sullo 0-0 fino ai primi minuti della ripresa. Il lungo portiere avversario, infatti, ha intrapreso per tutta la durata dell’incontro un incredibile duello con il suo ex compagno Luca Toni (e non solo), con il quale ha giocato nelle file del Brescia, riuscendo ad impedire la rete in svariate occasioni al bomber rosanero incappato, tra l’altro, in una di quelle giornate in cui il pallone sembrava essergli nemico. Ma questo non ha impedito al Palermo di raggiungere un successo voluto e meritato: a segnare la rete che ha determinato il consolidamento del primato in classifica è stato Eugenio Corini, colui che dirige la squadra in campo, incita i tifosi sugli spalti e, soprattutto, non fallisce mai un calcio di rigore. Ed infatti, il “genio” del centrocampo rosanero ha sfruttato ancora una volta l’opportunità di calciare dagli undici metri, dopo che Cudini aveva falciato in area il lanciatissimo Jeda: palla da una parte, portiere dall’altra, e l’urlo dei 28.000 tifosi sancisce indiscutibilmente il vantaggio della formazione rosanero.

Il Palermo non si ferma, proprio come vuole Guidolin e come era successo contro il Venezia, ma nonostante le tante palle gol create, la rete della tranquillità non è arrivata: il pubblico, così, è costretto a soffrire fino alla fine; si teme che la beffa possa arrivare a rovinare la splendida giornata di sole, ma in realtà l’Ascoli non è riuscito mai a creare seri pericoli alla porta difesa da Berti e, dopo aver assistito ad un palo colpito dal sempre più brillante Gasbarroni, all’ennesimo gol “sbagliato” dall’attivissimo Toni e alle continue sgroppate dell’infaticabile Antonio Filippini, finalmente l’arbitro Rizzoli mette fine alla partita: il triplice fischio del direttore di gara è seguito da un altro boato: il pubblico accoglie questa vittoria consapevole della sua importanza e adesso tra i tifosi è cominciato il conto alla rovescia. Un countdown che parte da -12, come il numero di giornate che mancano alla fine del campionato…e all’inizio di una nuova avventura.

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