IL SOGNO ROSANERO

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Un altro pareggio: il Palermo non decolla

Ventiseiesima giornata, 8 febbraio 2004, Palermo-Avellino 1-1

  • 9 febbraio 2004

L’arrivo di Guidolin e dei nuovi acquisti unitamente alla bella e grintosa prestazione offerta dai giocatori rosanero in occasione della trasferta dello scorso lunedi 2 febbraio a Piacenza, aveva indotto a  valutare il match casalingo contro l’Avellino come una pura e sepmlice formalità. Del resto, i numeri parlavano chiaro: la terza forza del campionato, formata da giocatori di categoria superiore e obbligata dalla propria indiscutibile “forza teorica” a sbaragliare ogni avversario, si trovava di fronte il fanalino di coda della Serie B, una formazione di giovani, quasi tutti sconosciuti, allenati da quel grande personaggio del calcio che è stato, ed è ancora, Zeman. La gente prima della partita contava già il numero di gol che avrebbero sepolto le verdi maglie della squadra campana…e invece i numeri hanno mentito: il Palermo non è riuscito ad andare al di là del pareggio, conquistando un altro punto ma facendo insorgere nel numeroso pubblico presente allo stadio dubbi e perplessità legate al rendimento altalenante degli ultimi tempi.



Il risultato finale è stato di 1-1; nel primo tempo il Palermo ha tenuto bene il campo, dimostrando una netta, ma sterile, superiorità tecnica; nulla di trascendentale in realtà, ma le occasioni per passare in vantaggio ci sono state; il nostro bomber Toni, però, ieri non era in grande giornata e solo al 42°, sfruttando un assist di Nastase, è riuscito a sorprendere di testa il bravo portiere avversario. Si va, dunque, negli spogliatoi con il risultato sbloccato; il più sembrava fatto e ci si sentiva con i 3 punti in tasca. Ma l’Avellino è una squadra che, da qualche settimana, ha cominciato a correre più forte degli altri e nel secondo tempo ha messo in difficoltà la difesa rosanero; il gol del pareggio, è stato uno di quei gsti tecnici che vanno sempre, semplicemente applauditi, al di là di ogni fede calcistica…e molti tifosi del Palermo, infatti, lo hanno fatto: Stroppa, l’uomo di maggior esperienza e caratura tecnica dell’Avellino, prende palla a metà campo, fa qualche metro alza la testa e lascia partire un forte pallonetto che scavalca l’incredulo Berti.

A questo punto il Palermo sembra svegliasi (purtroppo tardivamente) da una specie di torpore: comincia ad attaccare l’avversario con maggiore convizione e continuità, ma la bravura dell’estremo difensore irpino mista ad  un po’ di sfortuna (vedi il palo colpito da Grosso), hanno impedito alla formazione guidata da Guidolin di conquistare una vittoria che avrebbe permesso di potrare la squadra in vetta alla classifica…e di evitare i numerosi fischi piovuti sul campo da parte del pubblico a fine incontro. Fischi di delusione, non di contestazione…perché questa è una squarda forte che non può fallire. Adesso ci si aspetta una reazione positiva, una reazione che potrebbe arrivare già la prossima settimana dalla difficile trasferta di Cagliari, dove il Palermo potrebbe iniziare una nuova fase di questa emozionante avventura… magari con una vittoria.

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