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Mostra al mondo scorci unici della Sicilia: chi è Luca Scamporlino, che "cattura" paesaggi

Tra la lava e il mare che brilla si è formata la potenza creativa di un artista che la legge e la racconta con i colori e le luci della fotocamera. Vi raccontiamo la sua storia

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 17 marzo 2026

Il fotografo Luca Scamporlino

Nel sud del Mediterraneo incastonata tra due continenti, l'Europa e l'Africa che si guardano, la Sicilia - forse proprio per questa caratteristica geografica - è la terra che più di ogni altra in Italia racconta differenze lontanissime tra loro che, nel paesaggio quanto nella cultura, ne fanno un luogo dal fascino contrastante.

Qui per chi ama l'arte un posto perfetto per le interpretazioni paesaggistiche, qui si può declinare dalla pittura alla scultura, dalla cinematografia alla fotografia. Spostamenti tettonici, colate vulcaniche, terremoti, glaciazioni, carsismo e crolli rocciosi, sono fenomeni che altrove hanno disegnato un territorio, qui invece, lo hanno letteralmente plasmato in una bellezza che dai fondali di tre mari sale fino alle cime innevate invernali, dalle dune arse sulle coste alle distese dei boschi di faggio e di querce centenarie.

Qui dove la luce è abbagliante sempre, lo scintillio del mare e il riverbero delle montagne, qui sembra che sia l'inizio di tutto, che il mondo sia venuto fuori da questo ombelico piccolo e triangolare irregolare come la sua storia. In questo scenario si è formata la potenza creativa di un artista che la legge e la racconta con i colori e le luci della fotocamera, Luca Scamporlino, siracusano di nascita, sarebbe un siciliano anche solo per vocazione, tanto il suo attaccamento a questa terra è viscerale.

Per mestiere fotografo, noi lo abbiamo chiamato artista, ci piace di più. Una persona di poche parole, il tono calmo di chi deve avere insieme al talento una bella dose di calma e un altra di pazienza. A volte un raggio di sole può non essere la luce migliore, un cambiamento del meteo e addio giornata. La fotografia non è tutta photoshoppabile! Uno sguardo che sa mettere in evidenza dettagli importanti tanto da farlo notare e diventare uno dei professionisti selezionati per redazioni note come Bell'Italia e Dove Viaggi che parlano di vacanze da fare in luoghi straordinari, di natura, di suggestioni per scoprire la bellezza da esplorare e che scelgono le sue immagini per raccontarli.

«Ho cominciato ad appassionarmi all'età di 18 anni, anche se probabilmente già da prima la fotografia mi attraeva, in concomitanza del regalo di mio padre: la mia prima fotocamera, una Olympus a rullino, con la quale è iniziato tutto. Da quel momento in poi mi sono dedicato a ritrarre la realtà che più amo, quella delle mie radici, a studiarla attraverso la macchina fotografica per restituire la realtà raccolta in uno scatto, in una dispositiva. Una realtà che si palesava, e lo fa tutt'oggi, nella bellezza del paesaggio, nella forza della natura che in Sicilia si mostra in tutta la sua straordinarietà».

La sua capacità di impressionare sulla pellicola - utilizzando un termine tecnico - in quindici scatti quello che si declina in un prisma di sfaccettature infinite, raccolte nei macro insiemi di mare, montagna, cibo, cultura. «Dentro ognuno dei miei scatti le possibilità sono infinite, qui esprimo come raccontare i colori e la luce, i luoghi, il cibo, le atmosfere, lavorando su quello che vedo per restituirlo a chi guarda, a chi leggerà le immagini per suggerire un viaggio, una destinazione da scoprire, una metà da esplorare».

Appassionato di acquerello, la sua formazione artistica inizia alla Accademia di belle arti a Noto, qui apprende quelle basi pittoriche sulle quali si incastra la sua idea di fotografia, mai aggressiva e sempre calibrata, dove viene fuori il carattere della sua narrazione emozionale. Cresciuto in un territorio come quello Siracusano che ancora oggi lui descrive come un "luogo del tutto: tra la storia mitologica delle rovine greche, i siti archeologici, la bellezza degli Iblei con le sue cave, le gole carsiche attraversate dalle acque che le hanno plasmate, una natura che sa essere ancora selvaggia, i misteri di Pantalica e la luce del Plemmiro.

«Sono questi scorci le mie più grandi ispirazioni, la Sicilia è il posto dove se non fossi nato avrei voluto farlo, non ho mai pensato di lasciarla nonostante i contrasti, i risvolti non facili della stessa medaglia dove brilla la bellezza, dove tutto è più difficile. La gavetta l'ho fatta qui, il mio primo servizio editato era appunto su Siracusa, da lì mi sono proposto alle redazioni, quando mi sono sentito pronto, sicuro di potere intraprendere le collaborazioni, non sempre fruttuose con le testate. A volte sono loro a chiedermi di seguire i servizi riproducendo gli scatti del viaggio, altre volte sono io a proporre progetti che catturano la loro attenzione».

Le sue fotografie visibili sui profili social, sono la costruzione di un viaggio per immagini che abbraccia luoghi diversi, colori stagionali stupendi, soprattutto se va sulle Madonie o sui Nebrodi, quelli che definisce due luoghi del cuore, dove si reca ogni anno per scattare nuove visioni, lasciandosi trasportare da questa natura imperiale, altamente impattante su chi la attraversa.

"Devi raccontare, scattare una fotografia o una sequenza, devi costruire un racconto" queste le parole del fotografo Francesco Barbagallo che ha piantato il seme in Luca e ha fatto crescere il suo talento, e che lo stesso ricorda come trampolino della sua carriera decennale. Oltre le redazioni nel suo portafolio scatti realizzati per strutture alberghiere che li hanno richiesti per arricchire di atmosfera l'arredamento. Progetti nel futuro e in atto? «Un reportage sul paese di Centuripe, una mostra (speriamo a breve) a Siracusa, una nuova guida turistica sempre per Siracusa».
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