Musica, doposcuola e persino screening: il quartiere Noce riparte dai giovani
Nel cuore del quartiere di Palermo, c’è uno spazio dove sono proprio i ragazzi a riempire i vuoti trasformando uno spazio fisico in una comunità viva: ve lo raccontiamo
Laboratorio Noce
È un presidio fisso animato dai giovani ed è un punto di riferimento per tutto il quartiere, luogo di ritrovo non solo per i residenti, ma anche per tutti gli studenti delle scuole limitrofe.
«Come Laboratorio di Quartiere organizziamo diverse attività per sopperire ai servizi che mancano qui. – racconta a Balarm Simona Lo Monaco – questo spazio, con il tempo è diventato un punto importante in un quartiere che spesso non garantisce i servizi essenziali.
Abbiamo un doposcuola gratuito in cui seguiamo i bambini delle scuole vicine, con cui organizziamo anche attività culturali come il tempo d’estate e d’inverno, oppure feste e momenti di svago e di socialità, con attenzione particolare alla salvaguardia della nostra cultura e tradizioni. Oltre iniziative come questa, che permettono ai bambini di avere uno spazio in cui sono seguiti e non sono lasciati indietro, teniamo il banco alimentare, utile per le famiglie che non possono permettersi la spesa».
Insieme a servizi del genere, i ragazzi portano particolare attenzione all’ambito sanitario e della prevenzione: «Non sono mancate le iniziative relative a questi temi – continua Simona - abbiamo svolto sia attività di prevenzione, che di sensibilizzazione. Tra queste il corso gratuito di disostruzione pediatrica, che ha permesso a decine di famiglie del quartiere di sapere come comportarsi in caso di emergenza, con delle manovre salvavita, oppure screening e controlli gratuiti, come quello all’udito o lo screening elettrocardiografico.
È importante che tutti abbiano accesso alla sanità». Prendersi cura del loro quartiere passa da vari mezzi, non solo i servizi utili alla comunità, ma anche momenti concreti che li hanno visti scendere in piazza.
«È capitato anche di organizzare manifestazioni per porre l’attenzione sulle mancanze del nostro quartiere, ad esempio per porre l’accento sull’incuria in cui il quartiere è lasciato, o ancora sul cantiere che tiene bloccata piazza Noce ormai da anni. Abbiamo spesso organizzato anche pulizie e riqualificazioni del quartiere e delle sue strade.
Durante l’ultima pulizia abbiamo ripristinato, insieme ad altre associazioni del quartiere come “Basta Volerlo”, lo spazio verde di Via Nazario Sauro». Il Laboratorio di quartiere, col tempo, è diventato anche uno spazio animato dagli studenti delle scuole superiori, che si riuniscono lì per organizzare gli eventi di ogni tipo, ma anche solo per studiare insieme.
«Ci sono tantissime scuole superiori qui vicino – dichiara Gabriele Saeli, uno dei ragazzi del laboratorio -, spesso però le nostre scuole non hanno spazi adeguati a rimanere anche il pomeriggio a studiare o per organizzare iniziative culturali. Il Laboratorio è per noi un luogo fondamentale per incontrarci, scambiare idee, opinioni, non solo studiando il pomeriggio ma organizzando le iniziative più disparate.
Spesso organizziamo dibattiti con i professori, presentazioni di libri, mostre, ma anche momenti di socialità, come la rassegna cinematografica autogestita, o le Jam session in cui vengono a suonare le band degli studenti».
Lo spazio alla Noce è anche la sede del giornalino degli studenti palermitani: «Abbiamo dato vita a un giornale autogestito, “Malarazza”, in cui parliamo dei temi che più ci riguardano come studenti – continua Gabriele -. Non solo notizie di attualità relative alle nostre scuole e alla nostra città, ma anche approfondimenti storici sui movimenti studenteschi che hanno animato Palermo prima di noi.
È un mezzo utile per confrontarci su più temi, potendo sviluppare un’analisi critica su temi d cui difficilmente si parla all’interno delle mura scolastiche». Importante per gli studenti è anche dare spazio alle iniziative sulla lingua siciliana e sulla cultura popolare, approfondendo le proprie radici.
«In passato abbiamo spesso organizzato iniziative e dibattiti su pezzi della nostra storia, come la rivolta del Vespro. Crediamo sia fondamentale salvaguardare la nostra cultura, non per trattarla come cosa morta, da mettere in una teca da guardare, ma come un elemento vivo, da sentire veramente come nostro e che sia motore della nostra attività.
Il 20 febbraio, ad esempio, stiamo organizzando una giornata tutta dedicata al siciliano, in occasione della Giornata internazionale della lingua madre. Ci saranno momenti di dibattito, ma anche musica dal vivo, ripresa dalla nostra tradizione. Crediamo sia fondamentale, per noi giovani siciliani, imparare a non avere vergogna della nostra lingua, parlarla ovunque e ridarle la giusta dignità che si merita».
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




