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Un nuovo spazio apre a Palermo: il "Parco dei suoni" tra giochi, sport e attività con i cani

Nella corte dell'Istituto dei Ciechi Florio e Salamone è stato realizzato un nuovo centro sportivo inclusivo polifunzionale, accessibile a tutti e con interventi assistiti con Golden retriever

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 4 giugno 2021

È tutto pronto per la fruizione, in sicurezza, del "Parco dei suoni" struttura che permette lo svolgimento di attività integrate a persone con disabilità, di diverso tipo, e che si aggiunge all'altra struttura, già esistente a Palermo, quale è il Parco della Salute del Foro Italico.

Grazie alla sensibilità del consiglio di amministrazione dell'Istituto dei Ciechi Florio e Salamone e sotto l’impulso dell’associazione Vivi Sano Onlus, infatti, la corte esterna della sede (ingresso da via Angiò, 27), edificio costituito da un corpo centrale, nucleo originario risalente all’antica Villa del Pigno, donato dalla famiglia Florio, è diventato un centro sportivo inclusivo polifunzionale, accessibile a tutti, dove poter praticare in sicurezza attività motoria e interventi assistiti con gli animali.

Coordinatore e promotore dell’idea di riqualificazione del Parco dei suoni è Daniele Giliberti che ha coadiuvato le azioni per il raggiungimento di questo traguardo, soprattutto in questi mesi di pandemia che, comunque, non hanno facilitato i lavori.



Dal 5 giugno, infatti, la struttura è fruibile in primis dagli utenti dell’Istituto - la corte è uno spazio indipendente dallo stesso - e anche ad altri utenti, con disabilità o meno, che possono usufruire di un ulteriore spazio di integrazione sociale, svago e crescita.

«Dopo oltre un anno di lavoro - ci ha detto Giliberti - adesso vediamo realizzato anche questo progetto che offre importanti servizi e si apre alla città, offrendo, in tutta sicurezza, un luogo di crescita per tutti.

Grazie alle risorse messe a disposizione da un bando nazionale abbiamo svolto i lavori di riqualificazione e abbiamo attrezzato una prima parte centrale dello spazio disponibile. Tanti sono stati gli interventi che, con l'aiuto anche di singoli cittadini e di realtà più grandi ci hanno permesso di poter inaugurare la struttura a giugno.

Nella fattispecie, tra recupero delle strutture già esistenti e realizzazione di nuovi spazi attrezzati, sono disponibili due percorsi sensoriali con diversi substrati, e dunque con diverse percezioni sensoriali.

Nell'area asportiva abbiamo realizzato un campo scuola, dove si può praticare il tiro con l'arco (attività che coinvolgerà anche i ragazzi ipovedenti), un campo di calcio a 5, un campo di volley e un parco centrale con i giochi.

Abbiamo lavorato tenendo sempre presente l'offerta di attività che possano svolgersi anche in integrazione tra soggetti normo dotati e non, è un punto a cui teniamo tanto. Nella parte recintata con lo steccato, invece, si svolgeranno le attività assistite con l'impiego di animali».

Lo spazio, ampio e ben organizzato, contava già una palestra che è stata recuperata e rimessa a nuovo; accanto a questa struttura sono sorti anche un campo da basket e uno spazio con un tavolo da ping pong.

Il progetto è stato realizzato grazie allo Studio Provenzano Architetti Associati con azioni di riqualificazione a impatto zero, pensato ed eseguito nel rispetto di un luogo dal grande pregio storico e architettonico, e ha previsto, così come è stato fatto per il Parco della Salute, anche la piantumazione di nuovi alberi.

«La promozione di uno stile di vita sano a sostegno della salubrità dell’ambiente, come strategia preventiva e terapeutica, è tra i cardini delle nostre attività; in quest’ottica siamo riusciti a coinvolgere dei privati che hanno donato 10 nuovi esemplari di cui tutti noi ci prenderemo cura.

Ogni albero è simbolo di accudimento e sostegno reciproco, per questo il giorno dell'inaugurazione ne abbiamo piantato un altro tutti insieme, in ricordo di una mamma che oggi non c'è più, genitore di un ragazzo che frequenta le nostre attività».

Il nome del Parco non nasce dalla fantasia ma ha, anch’esso, radici più antiche.

«Si chiama così - ci ha detto Giliberti - perché già era presente un “percorso dei suoni” dedicato agli ospiti dell’istituto; oggi questo stesso è stato ampliato e riqualificato così da potere essere d’aiuto anche per i ragazzi autistici che, come sappiamo, hanno difficoltà a relazionarsi con gli stimoli uditivi esterni forti e hanno dei benefici dallo stare, invece, in un ambiente protetto».

Il Parco dei suoni è gestito e coordinato da Vivi Sano Onlus, che mette in rete le varie associazioni che svolgeranno le loro attività socio-educative, tra gioco e sport, prendendosi anche cura del luogo.

Inoltre il Parco è la prima realtà dove il pubblico può interagire, in maniera mirata, con animali, nello specifico con cani Golden retriever, attività che giova a minori e giovani con deficit del neurosviluppo e ad anziani che soffrono di malattie neurodegenerative.

«Nei mesi di giugno e luglio - ci ha detto Giliberti - apriremo agli utenti dell'istituto, ai ragazzi con problemi legati all'autismo e, nel pomeriggio, alle scuole. Da settembre, invece, apriremo a tutta la città praticamente proponendo attività anche rivolte agli adulti, agli anziani e a coloro che vorranno praticare le attività che mirano al cosiddetto invecchiamento attivo.

Lo spazio può accogliere in totale sicurezza, anche in merito alle norme di contenimento del Covid, oltre 500 persone contemporaneamente, nelle varie aree. Poter offrire un'opportunità simile in questo momento storico è un grande obiettivo che, tutti insieme, in grande collaborazione abbiamo raggiunto per il bene comune».
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