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Palermo abbraccia la cultura degli spazi riscoperti: apre alla città l'Oratorio Quaroni

Al suo interno, un infopoint turistico gestito dalla Curia Arcivescovile di Palermo, e alcune riproduzioni di "Rosalia eris in peste patrona" visitabile a Palazzo Reale

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 21 dicembre 2018

Oratorio Quaroni a Palermo

Un nuovo spazio restituito alla città di Palermo. Si tratta dell’Oratorio Quaroni in via Maqueda, fino a qualche tempo fa considerato simbolo di degrado e di incuria che diventa invece luogo di promozione della cultura.

Al suo interno, un infopoint turistico gestito dalla Curia Arcivescovile di Palermo, aperto ogni giorno dalle 10 alle 18, gratuitamente a disposizione di turisti e cittadini, dove i ragazzi del servizio civile europeo accolgono tutti gli interessati che vogliono andare alla scoperta della città e dei tanti beni e e attività culturali organizzate dalla Diocesi di Palermo e da altre istituzioni.

Lo spazio apre e inaugura in grande stile, infatti ospita alcune riproduzioni di "Rosalia eris in peste patrona", la mostra organizzata dalla Fondazione Federico II dedicata alla storia e al culto della Santa Patrona di Palermo, allestita nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale fino al 5 maggio.

Grazie all’impegno di Padre Giuseppe Bucaro, dell’Arcidiocesi di Palermo in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali, il Centro per il Restauro e la Fondazione Federico II, Palermo ha una nuova “piazza” per incontri, dibattiti e convegni sul tema dei Beni Culturali in Sicilia.

«Anche questa realtà si riapre alla città, sintomo che c'è un bel movimento culturale a Palermo, - racconta Monsignore Corrado Lorefice - e questo è un modo ulteriore che la nostra Diocesi avrà per comunicare con la città le varie iniziative che metteremo in campo, ma il valore essenziale è quello di condividere. Quello che la comunità cristiana vive lo condivide con la città, penso che anche questo sia un esempio di come si può recuperare qualcosa che poteva diventare il simbolo del degrado in città e che oggi per fortuna invece pone come segno di rinascita».

L’Oratorio ricade in quell’area che per più di trent’anni è stata oggetto di un complesso iter di riqualificazione grazie a un piano di recupero originariamente voluto dall’architetto Ludovico Quaroni, e che dal 1983 si è concluso recentemente. Geograficamente l’area è compresa tra la via Maqueda, la Discesa dei Giovenchi e la Discesa delle Capre.

«Sono protagoniste le istituzioni, ci sembrava importante riaprire dopo tanti decenni questo spazio con un evento che riguardasse la comunicazione alla cittadinanza ulteriore sulla la mostra sulla patrona della città - dice Patrizia Monterosso direttore della Fondazione Federico II, e aggiunge a proposito di future collaborazioni ed esposizioni dentro il nuovo spazio.

«Sicuramente - continua - collaboreremo ancora in altre occasioni perché sono convinta che l'unione fa sempre la forza, la direzione di Padre Bucaro in qualità di direttore dei dell'ufficio beni culturali della curia sta portando grandi risultati di collaborazione anche con la fondazione Federico II».

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