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Perdersi nelle curve del Labirinto di Arianna: in Sicilia l'opera più suggestiva della Fiumara

Un viaggio che sembra dentro la terra ma che è sotto al cielo, al cui centro è la vita, l’antica sorgente rappresentata da una lucente lastra metallica al centro della spirale

Balarm
La redazione
  • 8 aprile 2021

Il labirinto di Arianna a Castel di Lucio (Messina)

Tra mito, leggenda e racconti che simboleggiando le schermaglie amorose, di certo la vicenda di Arianna e Teseo è strettamente legata al celeberrimo labirinto.

Struttura emblematica che ha sempre simboleggiato l'incontro di elementi opposti, come bene e male o vita e morte, se ne trovano tracce, come campo di queste battaglie, dal mito, appunto, al Cristianesimo fino al Barocco che introduce il labirinto multicursale, simbolo dell’uomo capace di sperimentare, padrone del proprio destino.

In Sicilia, terra di suo fortemente simbolica (pensiamo alla Triscele, ad esempio), da oltre vent’anni si trova un labirinto in piena regola, all’interno di un percorso artistico en plain air.

Stiamo parlando dell’opera di land art Labirinto di Arianna, realizzata dall’artista mantovano Italo Lanfredini nel 1990, lungo il percorso della Fiumara d’Arte di Antonio Presti, che si trova a Castel di Lucio, nel Messinese.

Il Labirinto di Arianna è l'opera più costosa tra quelle del progetto della Fiumara, l'ultima parte del percorso per raggiungere il sito di costruzione è molto ripida, e questo ha obbligato le betoniere che portavano il calcestruzzo a viaggiare solo con mezzo carico, di fatto raddoppiando i tempi e spese di trasporto.



La scultura, la cui forma è appunto il simbolo archetipico, è un percorso fisico, ma anche interiore, che è impossibile non attraversare tutto una volta entrati.

L’opera è collegata al passato, alla cultura classica, alla nascita, ai primi insegnamenti della vita.

Attraverso un varco naturale si entra nel labirinto e si esce dal labirinto, così come nel tempo l’uomo è entrato ed uscito dalla scena. Chi entra nel labirinto, si pone domande che riguardano la propria esistenza, in un posto ed in una dimensione a-temporale, in cui è impossibile non interrogarsi.

Il labirinto è riflessione, è spiritualità che culmina in un’aspirazione all’alto, al sublime.

Un viaggio che sembra dentro la terra ma che è sotto al cielo, al cui centro è la vita, l’antica sorgente rappresentata da una lucente lastra metallica al centro della spirale, che riporta al tema della Madre Terra e del mistero della fecondazione.

Il progetto del labirinto nasce nel 1987 in seguito alla vittoria di un concorso bandito dal mecenate Antonio Presti, l'ideatore del progetto Fiumare d'Arte.

All'arrivo nel luogo che avrebbe ospitato la sua opera, Castel di Lucio appunto, due cose colpirono l’artista Lanfredini: le stradine labirintiche del paese e la cultura greca che si respira nelle aree archeologiche siciliane.

Queste due suggestioni sono state le fonti ispiratrici dell’opera che, un anno dopo, fu realizzata.

Il “labirinto siciliano” è situato sulla cima di una collina e, nonostante la struttura in calcestruzzo, risulta pienamente integrato nel paesaggio.

L'ingresso si presenta come un'ogiva alta e stretta ed immette in un percorso a spirale; la sua peculiarità è che, a differenza dei soliti labirinti, questo non presenta biforcazioni.

In sostanza non ci sono scelte da fare né tantomeno la possibilità di perdersi: ogni visitatore segue il percorso, con tempi personali, avvolgendosi simbolicamente su sé stesso fino al centro.

La meta personale di ciascuno che assume, ovviamente, significato personale e che però trova forma, in questo caso, in un albero di ulivo, esempio naturale dalla forte simbologia esso stesso.

In definitiva il percorso stesso è già opera d’arte dentro, a sua volta un’altra opera.

Come raggiungere il Labirinto di Arianna
Per raggiungerlo da Palermo, bisogna imboccare l’autostrada A19, fino all’uscita A20 (direzione Messina), uscire a Tusa e proseguire sulla SP174 e SP176 fino a Castel di Lucio. Il Labirinto di Arianna è sempre fruibile (pandemia permettendo).
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