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Piazza Politeama, piazza Borsa e le altre: i nomi che sbagliamo a Palermo (la finiamo?)

I nomi sono importanti, ci insegnano (o ricordano) storie e momenti del passato: perché allora a Palermo non teniamo minimamente in considerazione i toponimi?

Balarm
La redazione
  • 17 ottobre 2018

A Palermo è normale chiamare le piazze principali della città con altri nomi, nati da tradizione popolare o presi in prestito dal monumento che ospitano: così abbiamo piazza Massimo che è Piazza Verdi, piazza Quattro Canti che è Piazza Villena, piazza della Vergogna che è piazza Pretoria, piazza Borsa che è piazza Cassa di Risparmio e infine piazza Politeama che sono addirittura due piazze: piazza Ruggero Settimo e piazza Castelnuovo.

Il risultato è che a forza di chiamarle con nomi popolari, per andare incontro ai cittadini si adeguano siti di informazione, blog, giornali e pure i siti dedicati al turismo.

Così finisce che i turisti non trovano le cose che cercano sullo stradario né sulle mappe di Google e guardando a un futuro non troppo lontano è facile immaginare che la maggior parte dei futuri adulti non abbia idea di dove sia piazza Verdi.

Capitolo a parte meritano corso Calatafimini (ovvero corso Calatafimi) o via Notobbartolo (cioè via Notarbartolo). Qui non è tradizione: è pigrizia.

Torniamo alle piazze, anche per fare un po' di storia in pillole e capire chi sono i personaggi o quali sono gli eventi che hanno dato il nome a questi slarghi.

Iniziamo da Ruggero Settimo e Castelnuovo (unite per sempre sotto il nome di piazza Politeama).

Ruggero Settimo è stato uno dei protagonisti della Rivoluzione siciliana del 1848 e fu presidente del comitato insurrezionale insieme a Mariano Stabile: venne anche scelto dal parlamento siciliano come presidente del consiglio del governo siciliano.

Nel maggio 1860, poche ore dopo aver assunto la dittatura di Sicilia, a Salemi, Garibaldi invia delle accorate parole a Malta, all'indirizzo di Ruggero Settimo, invitandolo a tornare in Sicilia dove fu nominato senatore il 20 gennaio 1861 e poi la carica di presidente del nuovo Senato del Regno che guidò ino alla morte (a Malta tre anni dopo).

PIazza Castelnuovo (dove c'è il Tempietto della musica) prende il nome dalla statua di Carlo Cottone principe di Castelnuovo scolpita nel 1873.

Carlo Cottone è stato un politico che a Palermo si occupò anche di miglioramenti nel campo dell'agricoltura aprendo le porte della sua villa ai figli dei contadini per farli partecipare a dei seminario di agricoltura.

Piazza Cassa di Risparmio (che non è piazza Borsa) prende invece il nome dell’edificio costruito tra il 1907 e il 1912 da Ernesto Basile perché ospitasse la Cassa Centrale di Risparmio.

All’interno dell’edificio, oggi l'hotel Borsa, si trovano ancora i resti dell’antico convento dei Padri Mercedari, tra cui il bellissimo chiostro seicentesco.

I Quattro Canti sono piazza Villena (che si legge Vigliena perché è un Comune spagnolo).

La piazza fu realizzata nel 1609 (nove anni dopo la nascita di via Maqueda) per volere del viceré Juan Fernández Pacheco y Téllez Girón che in Sicilia era conosciuto come Giovanni Paceco duca di Villena (Vigliena appunto).

Quello stesso anno si completano i cantoni (i Canti) est ed ovest, mentre il cantone sud venne terminato sei anni dopo nel 1612 e quello di nord nel 1620. Comunque Juan Fernández Pacheco y Téllez Girón era un nobile e politico.

Piazza Verdi, Giuseppe Verdi fu creata nel Diciannovesimo secolo abbattendo un intero rione per far posto al Teatro Massimo Vittorio Emanuele.

Giuseppe Verdi è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti compositori di opere liriche, ma anche come uno dei maggiori compositori in assoluto.

Era un simpatizzante del movimento risorgimentale che perseguiva l'Unità d'Italia, unità di cui divenne un simbolo artistico: un mese dopo la sua morte una solenne e sterminata processione attraversò Milano, accompagnando le sue spoglie con le note del Va, pensiero, il coro degli schiavi ebrei del Nabucco.

Il Va pensiero, da lui scritto circa cinquant'anni prima, esprimendo di fatto i sentimenti degli italiani verso il loro eroe scomparso, dimostrò fino a che punto la musica di Verdi fosse stata assimilata nella coscienza nazionale.

Le sue opere rimangono ancora oggi tra le più conosciute ed eseguite nei teatri di tutto il mondo, in particolare la cosiddetta "trilogia popolare" cioè Rigoletto (1851), Il trovatore (1853) e La traviata (1853) senza nulla togliere alla Aida (1871).

Piazza Pretoria prende il nome da palazzo Pretorio, noto anche come palazzo delle Aquile (già denominato palazzo Senatorio o palazzo di Città) e non dalla fontana della Vergogna quindi non si chiama piazza della Vergogna.

La fontana che si chiama Fontana Pretoria fu realizzata per il giardino di don Luigi Álvarez de Toledo y Osorio a Firenze e giunse a Palermo il 26 maggio 1574 smontata in 644 pezzi dei quali 112 imballati in 69 casse.

Per far posto alla monumentale realizzazione furono demolite diverse case ma la fontana non arrivò completa e alcune sculture si erano rovinate durante il trasporto.

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