"Ricuciamo Palermo" partendo dallo Zen: il progetto di Unipa per il futuro della città
Non è solo uno slogan, ma un percorso che punta a ridisegnare la geografia delle opportunità in città, partendo dalle aree più fragili e ampliando le possibilità
Si è svolto ieri (26 marzo), infatti, un incontro presso l’istituto comprensivo “Giovanni Falcone”, nel quartiere Zen di Palermo, nell’ambito del progetto “Ricuciamo Palermo”. Il programma mira a ridurre le distanze tra centro e periferie, portando didattica, ricerca e Terza Missione nei quartieri popolari.
A inaugurare simbolicamente l’iniziativa è stato il viaggio di un autobus partito da via Volturno: a bordo il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, insieme a docenti e personale accademico. Un attraversamento della città che si è trasformato in un gesto concreto e visibile, che ha voluto mandare un messaggio chiaro: non è lo Zen a fare un passo verso il centro, ma viceversa.
L’arrivo allo Zen ha sancito inizio ufficiale del progetto “Ricuciamo Palermo, l’Università di Palermo per lo Zen”, ospitato nell’aula magna dell’istituto “Giovanni Falcone”. Alla presenza di studenti, famiglie e insegnanti, il quartiere è diventato luogo centrale di confronto, dando vita a una nuova alleanza educativa tra università, scuole, istituzioni e terzo settore.
Ad aprire l’incontro, moderato dal direttore del Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali Costantino Visconti, sono stati i dirigenti scolastici Massimo Valentino e Stefania Cocuzza, insieme anche alla banda musicale composta dai ragazzi del istituto “Leonardo Sciascia”, che si sono esibiti in due brani con i propri docenti a fare da direttori di orchestra.
Momento centrale è stata la firma dei protocolli di intesa tra l’Ateneo e gli istituti “Giovanni Falcone” e “Leonardo Sciascia”, che ha ufficialmente sancito l’avvio di una collaborazione strutturata e continuativa, con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e ampliare le opportunità educative. Significativo anche il gesto di una delegazione di studenti che ha consegnato al rettore una chiave simbolica, affidandogli idealmente “la custodia del loro futuro”.
«Oggi – ha dichiarato il rettore Massimo Midiri – consolidiamo un’idea diversa di Università: un’istituzione che esce dai propri confini e si assume la responsabilità di essere presente nei territori, soprattutto in quelli più fragili. Lo Zen non è un luogo da osservare, ma un luogo con cui costruire.
Questo è solo l’inizio di una presenza stabile e concreta non solo in questo quartiere ma anche in altre zone della città che affrontano situazioni di maggiore vulnerabilità e che devono trasformarsi in laboratori in cui università, scuole, istituzioni, terzo settore lavorano insieme».
«L’iniziativa avviata dall’Università – ha sottolineato il sindaco Roberto Lagalla - rappresenta un segnale concreto e prezioso di attenzione verso lo Zen e, più in generale, verso tutte le aree della città che chiedono opportunità, presenza e futuro. Il mio ringraziamento va al Rettore e a tutta la comunità accademica per aver scelto di esserci in modo stabile, contribuendo a costruire un’alleanza educativa che guarda lontano.
Come Comune, siamo pienamente impegnati su questo territorio: continuiamo a rafforzare le azioni per la legalità, a cominciare dal garantire il diritto alla casa a chi ne ha diritto, ma stiamo anche mettendo in campo un piano articolato di interventi che riguardano le bonifiche, la rigenerazione urbana e vegetale, fino alla creazione di nuovi spazi di aggregazione e impianti sportivi».
Nel corso dell’incontro è stato inoltre inaugurato il corso di laurea magistrale in Politiche pubbliche del Dipartimento, segnando simbolicamente l’ingresso dell’Università nel quartiere. Per l’occasione, la scuola si è trasformata in spazio accademico, ribadendo il legame tra formazione, ricerca e impegno sul territorio.
Un focus è stato dedicato ai dati socioeconomici dello Zen, presentati da esperti e rappresentanti istituzionali. Il quadro evidenzia forti disuguaglianze: secondo i dati Istat del 2021, il quartiere San Filippo Neri registra livelli molto bassi di scolarizzazione e occupazione rispetto alla media cittadina, seguita dai quartieri di Palazzo Reale, Monte di Pietà e Brancaccio, confermando una situazione di marcata difficoltà in queste aree.
Il tasso di scolarizzazione (popolazione residente con almeno il diploma di scuola secondaria superiore) che a Palermo si attesta al 47,5%, a San Filippo Neri scende al 20,1%. Quello di istruzione terziaria, che per Palermo è del 25,9% a San Filippo Neri si riduce al 4,1%. Anche il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni evidenzia un forte divario: 46,3% a Palermo contro il 28,2% del quartiere
Tra le azioni previste dal progetto, centrale è il modello di “università diffusa”, che porterà attività didattiche, laboratori e momenti di confronto direttamente nel quartiere. A queste si affiancheranno iniziative di orientamento rivolte a studenti e famiglie, con l’obiettivo di rendere l’accesso all’università più concreto e accessibile.
Prevista anche l’apertura del sistema museale di Ateneo allo Zen, con attività culturali e percorsi educativi che coinvolgeranno luoghi simbolo come l’Orto Botanico e il Museo dei Motori, attraverso visite, laboratori e iniziative dedicate ai più giovani.
“Ricuciamo Palermo” rappresenta dunque non soltanto uno slogan, ma un percorso operativo che punta a ridisegnare la geografia delle opportunità in città, partendo dalle aree più fragili e ampliando l’orizzonte delle possibilità per le nuove generazioni, specialmente dove la dispersione scolastica è maggiormente sentita.
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