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Asili nido al palo e 14mila bambini in povertà: il futuro (a rischio) a Palermo

Uno dei nodi è l'insufficienza dei servizi per l'infanzia e delle infrastrutture sociali. Senza asili nido e senza il tempo pieno a scuola, le famiglie restano in difficoltà

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 20 maggio 2026

Asilo

A Palermo ci sono oltre 14 mila minori in condizioni di estrema vulnerabilità sociale ed economica. A Catania sono quasi 7 mila, a Messina circa 3 mila. In tutta la Sicilia il numero supera i 24 mila. I dati arrivano dal report sul disagio socioeconomico urbano elaborato da Istat e Save the Children, analizzati dalla Cisl Sicilia.

Nei quartieri più fragili delle tre città, più della metà dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora: la percentuale è del 55,5% a Palermo e del 57% a Catania. Il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, parla di un effetto combinato tra povertà economica e povertà educativa.

Vi avevamo già raccontato lo scorso anno delle strutture che mancano in città, quando erano state registrate 25 strutture nel sito del Comune di Palermo e nessuno di loro supera i 30 posti, un dato che ha preoccupato la città, soprattutto chi ha una famiglia e si trova in difficoltà o chi spera di averla in futuro.

Infatti, uno dei nodi centrali è proprio l'insufficienza dei servizi per l'infanzia e delle infrastrutture sociali. Senza asili nido e senza il tempo pieno a scuola, le famiglie in difficoltà, e in particolare le donne, rimangono escluse dal lavoro. Per questo il sindacato chiede di utilizzare i fondi del Pnrr, le risorse europee e quelle della coesione per costruire servizi nei quartieri: scuole aperte fino al pomeriggio, presìdi sociosanitari di prossimità, assistenti sociali, centri di aggregazione e la mensa scolastica gratuita per chi è sotto la soglia di povertà.

Nel territorio palermitano, Federica Badami, segretaria generale della Cisl Palermo-Trapani, dice che il dato non la sorprende: «Lo diciamo da molto tempo: i nostri ragazzi vivono in periferie che sono soprattutto esistenziali e poi materiali». La strada indicata è quella di un cambiamento strutturale, attraverso un Piano Strategico di Rigenerazione delle Periferie da avviare insieme al Comune e alla Città metropolitana. L'obiettivo è integrare gli interventi su alloggi, scuole e spazi culturali con percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, coinvolgendo residenti, cooperative locali e beni confiscati alla mafia.

«Bisogna partire dai servizi di base, come asili nido e centri che si occupano del disagio giovanile nei quartieri», aggiunge. Sul fronte delle dipendenze, che spesso nascono dall'isolamento, la segretaria propone di istituire un Osservatorio sul Disagio Giovanile con scuole, Università, Serd (Servizio Dipendenze patologiche), aziende sanitarie, forze dell'ordine e parti sociali. Uno strumento per prevenire il reclutamento dei minorenni da parte della criminalità organizzata nei quartieri a rischio come Ballarò e lo Sperone.

Mentre i dati descrivono la fragilità di Palermo, la costruzione delle strutture destinate all'infanzia si scontra con i ritardi dei cantieri finanziati dal Pnrr. Piero Ceraulo, segretario generale della Fillea Cgil, aggiorna Balarm sullo stato delle opere negli asili nido: «Palermo poteva fare degli investimenti e delle operazioni veramente importanti. Quello che purtroppo abbiamo visto è che, per la lentezza dei cantieri e i ritardi, il risultato sarà molto, molto inferiore rispetto al potenziale, con il rischio di lasciare smarriti i minori con delle strutture che erano necessarie».

Ai ritardi si aggiunge la questione della sicurezza. Ieri mattina, durante un sopralluogo nel cantiere del futuro asilo nido di viale Michelangelo, la Fillea Cgil ha trovato diversi operai al lavoro senza i dispositivi di protezione individuale: «Questo eventuale recupero dei ritardi per cercare di consegnare in tempi stretti rischia di creare una situazione di non sicurezza nei cantieri. Sono campanelli d'allarme sui quali va fatta molta attenzione», conclude Ceraulo. Per questo motivo, il sindacato degli edili non esclude di presentare una denuncia formale.

Secondo quanto emerge dai dati del 2025 e dal portale del Comune di Palermo, gli asili nido comunali attualmente operativi sono 28. Tra questi ci sono: Braccio di Ferro (in via Santissimo Crocifisso, I Circoscrizione), Maria Pia di Savoia (via Papireto 53/a I Circoscrizione), La Malfa (via Cristodulo II Circoscrizione), Libellula (Largo Testa 3 III Circoscrizione), Allodola (via dell'Allodola 36, III Circoscrizione), Ermellino (viale Nicolò Azoti 35/C III Circoscrizione), Pellicano (via Guido Rossa 8 III Circoscrizione), Maricò (via Pelligra IV Circoscrizione), Drago (via Aurelio Drago IV Circoscrizione), Faro (via Paratore 28 III Circoscrizione).

Per ciò che riguarda quelli che restano in cantiere, si spera che quei cancelli si aprano per accogliere i bambini. Solo così inizierà nuova vita per i quartieri.
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