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Gli studenti "adottano" la città (e Atene): scelti 70 luoghi per raccontare Palermo

È stata presentata al liceo classico Vittorio Emanuele II la XXX edizione di “Panormus. La scuola adotta la città”: nell'articolo vi sveliamo i dettagli e le novità

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 5 maggio 2026

Villa Trabia

Anche quest'anno gli studenti sono protagonisti della propria città. È stata presentata questa mattina (5 maggio) al liceo classico Vittorio Emanuele II (scelto come scuola capofila di questa edizione) la XXX edizione di “Panormus. La scuola adotta la città”, il progetto dell'Assessorato all'Istruzione del Comune di Palermo che dal 1993 porta gli studenti a “adottare” monumenti e luoghi del territorio cittadino.

Per questa edizione, dal titolo "La città che vorrei", sono 60 gli istituti scolastici coinvolti e 70 i siti adottati. Tra le novità più significative, quest'anno il progetto si estende oltre ai siti culturali più noti: tra i siti adottati figurano Palazzo Francavilla, il canile municipale, la panchina rossa dedicata a Lia Pipitone, il Biodiversity Gateway Archirafi e la villa comunale B. Cellini.

Il sindaco Roberto Lagalla ha parlato di voler «affidare alla speranza del futuro la continuità della città», riferendosi al ruolo degli studenti come protagonisti della narrazione del territorio. L'assessore all'Istruzione Aristide Tamajo ha incentrato il suo intervento sul tema di questa edizione: stimolare nei ragazzi un senso di appartenenza al territorio che passi dalla conoscenza del patrimonio storico e culturale della città e dalla responsabilità verso il bene comune.

«La continuità e la longevità - ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla - hanno rafforzato questa manifestazione, ma l'hanno anche trasformata: all'inizio era una lodevole iniziativa che rendeva fruibili i monumenti e le bellezze cittadine, oggi è più la rappresentazione di una città nella sua completezza, nella sua realtà, nelle sue contraddizioni, nei suoi servizi, nel suo rapporto con gli animali.

Tant'è che oggi quello che viene offerto all'attenzione dei palermitani e dei turisti non sono solo i luoghi dell'arte e della bellezza, ma sono anche i luoghi dei servizi, per esempio la caserma dei Vigili del Fuoco, sono anche i quartieri cosiddetti "periferici" - termine che noi non amiamo usare - in particolare Danisinni, lo Sperone, sono luoghi legati anche ad alcune attività comunali che hanno refluenze sulla vita di tutti.

Sarà presentato e sarà visitabile il canile municipale, dove sono state fatte opere importanti per i nostri amici a quattro zampe. È in qualche modo portare i giovani a essere protagonisti della narrazione della propria città, ma anche essere al tempo stesso messi nella condizione di apprendere più di quanto già non sappiano».

Per l'assessore all’istruzione Aristide Tamajo, «Il tema di questa edizione, "La Città che vorrei", nasce dalla volontà di stimolare nei più giovani un rinnovato senso di appartenenza al proprio territorio, attraverso la consapevolezza del patrimonio storico e culturale cittadino e l’importanza della cura dello stesso. Anche quest’anno gli studenti hanno partecipato alle attività con entusiasmo e rinnovato interesse, dimostrando ancora una volta il valore dell’iniziativa per il loro percorso formativo».

Le radici del progetto affondano nel periodo più buio della città: Panormus nacque nei primi anni Novanta, sull'onda emotiva delle stragi di Capaci e via D'Amelio, come risposta educativa a una Palermo che cercava un riscatto attraverso le scuole e i giovani. Il sindaco durante la conferenza stampa ci ha ricordato che il progetto «ha acceso un faro di luce e di speranza» nel buio della Palermo degli anni ‘90.

Consulta qui il programma completo con tutti i luoghi, giorni e orari di visite.

A raccontare l'entusiasmo della scuola capofila è la preside del Vittorio Emanuele II, Mariangela Ajello: «Abbiamo risposto con grande piacere a questo invito - racconta a Balarm -. Il gemellaggio con il liceo di Atene 15 Gel si è già trasformato in una sezione speciale di Panormus, i ragazzi hanno svolto attività di ricerca e si sono già incontrati. Ora adotteremo la piazza qui vicino, Santa Teresa, per rendere gli studenti custodi e narratori del patrimonio della nostra città. L'idea è proprio questa: fare della città uno spazio educativo e didattico».

Il manifesto della XXX edizione è stato realizzato dagli studenti dell'istituto Damiani Almeyda-Crispi - Margherita Liparoto, Luana Badalamenti, Alice Piscopo e Andrea Trapani della classe 4ª H - vincitori del 10° concorso grafico dedicato alle scuole secondarie a indirizzo artistico. L'immagine richiama le mattonelle della ceramica siciliana, la multiculturalità della città e sullo sfondo San Giovanni degli Eremiti, simbolo dell'architettura arabo-normanna.

Tra i progetti collaterali spicca "Panormus sotto le stelle", con esibizioni delle orchestre scolastiche in luoghi simbolici della città: il 9 maggio al Palazzo Branciforte, alla Caserma dei Vigili del Fuoco e al Castello di Maredolce; il 16 maggio alla Villa del Gattopardo, Villa Trabia e Villa Filippina.

Il progetto include anche un gemellaggio internazionale con un liceo di Atene, incentrato sulla statua dell'ammiraglio Kanaris custodita nella Basilica dei Santi Mattarella, e una collaborazione con l'Accademia di Belle Arti per una mostra fotografica en plein air a piazza Danisinni (con l'inaugurazione che si terrà il 15 maggio alle 10.30) con ritratti degli abitanti del quartiere realizzati dalla sociologa Anna Fici.

L'Assessorato ha inoltre istituito 70 borse di studio da 250 euro ciascuna, destinate agli studenti con risultati di eccellenza al termine del primo ciclo di istruzione. La cerimonia di chiusura è prevista per l'8 giugno al Teatro Massimo, con la riconsegna simbolica delle chiavi della città da parte degli studenti al sindaco.
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