Bimbi entrano in classe (solo dalla scala antincendio): il caso di una scuola a Palermo
Con una segnalazione una mamma e consigliera d'istituto racconta il disagio che vivono i bambini e il personale scolastico: l'intervista a lei e a Giacomo Cuticchio
Banchi di scuola
Da febbraio, alla scuola primaria Collodi di via Briuccia, la scala interna che porta al primo piano è chiusa. Il motivo sono le infiltrazioni d'acqua dalla terrazza, che hanno reso inagibile il passaggio e, di conseguenza, alcune aule. Due classi quinte sono state trasferite al plesso centrale De Gasperi. Per chi è rimasto, l'unica via per raggiungere il piano superiore è la scala esterna in ferro, quella antincendio.
A sollevare la questione pubblicamente è stata Serena Mandalà con una lettera in cui chiedeva risposte certe prima che l'anno scolastico finisse: «I bambini non possono pagarne pegno - ha dichiarato a Balarm -. Hanno diritto a una scuola vissuta a pieno e con spazi per l'attività motoria».
D'altronde, lo ha scritto lei stessa in una segnalazione inviata a Balarm: «Da allora, bambini, insegnanti e personale scolastico che devono raggiungere le aule del primo piano sono costretti a utilizzare esclusivamente la scala esterna antincendio in acciaio. Una situazione che, giorno dopo giorno, è diventata una consuetudine forzata.
Più volte al giorno, con qualsiasi condizione meteo, bambini anche molto piccoli affrontano questo percorso con zaini in spalla, imparando ad abituarsi a ciò che non dovrebbe mai diventare normale: ad abituarsi ai gradini bagnati e scivolosi; ad abituarsi a non correre, a non ridere troppo, a non distrarsi; ad abituarsi a non tenersi per mano lungo il tragitto; ad abituarsi alla paura, alle vertigini, alla pioggia senza riparo.
E ancora ad abituarsi a non avere uno spazio adeguato, né interno né esterno, dedicato all'attività motoria. E poi c'è l'abitudine più dif ficile: quella di un genitore che ogni giorno invita il proprio figlio ad avere fiducia.
Fiducia nel fatto che qualcuno si prenderà cura della sua scuola e nel fatto che presto potrà tornare nella propria aula, vivere i suoi spazi e suolgere serenamente anche attività sportive».
Ad oggi nessuno ha fornito una data certa per i lavori e sulla prospettiva di ritrovarsi a settembre nella stessa situazione aggiunge: «Non lo possiamo proprio pensare a un inizio scuola così messi - a dirlo è Giacomo Cuticchio, consigliere della VI Circoscrizione che si è recato personalmente al plesso per un sopralluogo e si è poi confrontato con l'ingegner Adriano Salvatore Di Francisca, dirigente tecnico del Polo Tecnico del Comune competente in materia di edilizia scolastica-.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, i lavori partiranno quest'estate per la Collodi, per il Pecoraro e la De Gasperi. Da quanto riferito dai responsabili scolastici, le problematiche sarebbero state segnalate formalmente più volte agli uffici competenti, senza che ad oggi siano stati effettuati interventi risolutivi», ha dichiarato Cuticchio. Nel corso dell'incontro con il dirigente, ha aggiunto: «Abbiamo concordato di effettuare già nei prossimi giorni un sopralluogo congiunto, al fine di verificare direttamente lo stato dei luoghi e individuare le soluzioni necessarie».
C'è anche un'altra questione aperta: nell'area esterna della scuola, a seguito di un intervento sul collettore fognario, sarebbero stati lasciati materiali di risulta negli spazi usati ogni giorno dai bambini per le attività all'aperto: «Una scuola deve essere un luogo sicuro, dignitoso e funzionale - ha concluso Cuticchio -.
Non è accettabile che bambini, insegnanti e famiglie siano costretti a convivere con situazioni che incidono sulla serenità e sulla sicurezza della vita scolastica quotidiana. Come consigliere della VI Circoscrizione continuerò a seguire con attenzione la vicenda, affinché si arrivi rapidamente ad interventi concreti e definitivi».
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