Sabbia dorata e mare cristallino: sei in Sicilia, nella spiaggia (silenziosa) che ti sorprende
Un altro tuffo dal sapore dolce. La costa agrigentina è da sempre un punto d’attracco: vi portiamo in un luogo geniale da vivere in tutte le stagioni sull'Isola
Spiaggia di Giallonardo
«Una giornata al mare, solo e con pochi spiccioli. Sono venuto a vedere quest’acqua e la gente che c’è. Il sole che splende più forte, il frastuono del mondo cos’è [...]».
Nei bassi ritmi scanditi canticchiando una canzone (con le dovute attenzioni) di Paolo Conte, gli animi stanchi si rifugiano a Giallonardo. La costa agrigentina è da sempre un punto d’attracco per i curiosi che amano lasciarsi abbandonare alle acque mediterranee. Il “segmento costiero” che da Siculiana percorre un tratto sino a Realmonte emoziona, regala scorci invidiabili.
Da Marina (di Siculiana) a Torre Salsa e poi la Scala dei Turchi. Nel bel mezzo della nostra ricerca, una spiaggia attira i curiosi: Giallonardo o Gelonardo. Pochi chilometri da percorrere immersi nella natura. È incontaminata, è obbligo osservarla. Lasciato il mezzo a fronte di una spesa di cinque euro, pochi passi ci separano dal mare.
Passi di felicità o speranza di trovare un luogo adatto alle nostre esigenze? Ai posteri l’ardua sentenza. E non si lascia attendere. La spiaggia è dorata, granelli di sabbia fine e morbida, un’opera gentile della natura. Mantiene intatta la sua logica collocazione. Se un paio di lidi offrono i servizi adeguati, sono i colori a prendere il sopravvento.
E che sia l’inizio della danza. Limpido e trasparente, il mare non si lascia condizionare dal "chiaro-sole". Una connessione perfetta, in un ambiente isolato, quasi lontano parente dal resto delle coste. Il primo tuffo è un regalo dovuto, abbiamo l’estremo bisogno di creare una simbiosi con il luogo.
Affare fatto! Si respira un’aria poco familiare, di timidezza. La Sicilia è una terra fantastica. Passi dalla Scala dei Turchi colma di turisti, a Giallonardo, figlia della solitudine o di una massa meno chiassosa. È tempo di riflessioni e osservazioni. Non prima di una lunga passeggiata che ci condurrà a scoprire i particolari sconosciuti.
Alla nostra sinistra sono gli scogli a dettare legge. Raccontano storie vissute e altre immaginate. Custodi della statua della Madonna. Nella curiosità, a una precisa richiesta d’informazioni al riguardo, l’unica risposta è la seguente: “Me la ricordo sempre su quello scoglio”.
Forse protegge gli spiaggianti, forse il mare, o magari è custode della calma e delle virtù che solo “lu scrusciu di lu mari” può regalarci. Qualche passo più in là ed ecco, in lontananza, un colle. È un promontorio, siamo a Realmonte. In cima è posta la Torre di Monterosso. Sarà una tappa futura. Uno scatto, anzi due e via sull’altro versante. Il percorso è abbastanza lungo.
Scorrono i secondi, i minuti e di fronte a noi, oltre al silenzio tombale di una sfida tra l’ambiente circostante e i nostri passi, le forme geometriche delle rocce. Falesie? Gesso? Sono intagliati a dovere, come se il mare avesse giocato col tempo. Osserviamo ogni pertugio, qualche ciottolo sparso e… nulla più.
Camminiamo avvolti dall'aura marina. La mente trova pace, il corpo, nonostante la giusta fatica, è rilassato. Vaghiamo alla ricerca di nuove idee. Camminiamo senza una meta, basta lo stesso. Giallonardo nasconde punti di cui pochi possono fregiarsi di aver conquistato. Meglio così.
Il ritorno è quasi una festa. Una gioia da condividere con il mare. Un altro tuffo dal sapore dolce (nonostante l’acqua salata). Un controsenso che non ammette ripensamenti. Giallonardo è anche questo. Un luogo geniale da vivere in tutte le stagioni. Perché una volta entrata nella mente, sarà difficile dimenticarsi di lei. Come la Sicilia.
Nei bassi ritmi scanditi canticchiando una canzone (con le dovute attenzioni) di Paolo Conte, gli animi stanchi si rifugiano a Giallonardo. La costa agrigentina è da sempre un punto d’attracco per i curiosi che amano lasciarsi abbandonare alle acque mediterranee. Il “segmento costiero” che da Siculiana percorre un tratto sino a Realmonte emoziona, regala scorci invidiabili.
Da Marina (di Siculiana) a Torre Salsa e poi la Scala dei Turchi. Nel bel mezzo della nostra ricerca, una spiaggia attira i curiosi: Giallonardo o Gelonardo. Pochi chilometri da percorrere immersi nella natura. È incontaminata, è obbligo osservarla. Lasciato il mezzo a fronte di una spesa di cinque euro, pochi passi ci separano dal mare.
Passi di felicità o speranza di trovare un luogo adatto alle nostre esigenze? Ai posteri l’ardua sentenza. E non si lascia attendere. La spiaggia è dorata, granelli di sabbia fine e morbida, un’opera gentile della natura. Mantiene intatta la sua logica collocazione. Se un paio di lidi offrono i servizi adeguati, sono i colori a prendere il sopravvento.
E che sia l’inizio della danza. Limpido e trasparente, il mare non si lascia condizionare dal "chiaro-sole". Una connessione perfetta, in un ambiente isolato, quasi lontano parente dal resto delle coste. Il primo tuffo è un regalo dovuto, abbiamo l’estremo bisogno di creare una simbiosi con il luogo.
Affare fatto! Si respira un’aria poco familiare, di timidezza. La Sicilia è una terra fantastica. Passi dalla Scala dei Turchi colma di turisti, a Giallonardo, figlia della solitudine o di una massa meno chiassosa. È tempo di riflessioni e osservazioni. Non prima di una lunga passeggiata che ci condurrà a scoprire i particolari sconosciuti.
Alla nostra sinistra sono gli scogli a dettare legge. Raccontano storie vissute e altre immaginate. Custodi della statua della Madonna. Nella curiosità, a una precisa richiesta d’informazioni al riguardo, l’unica risposta è la seguente: “Me la ricordo sempre su quello scoglio”.
Forse protegge gli spiaggianti, forse il mare, o magari è custode della calma e delle virtù che solo “lu scrusciu di lu mari” può regalarci. Qualche passo più in là ed ecco, in lontananza, un colle. È un promontorio, siamo a Realmonte. In cima è posta la Torre di Monterosso. Sarà una tappa futura. Uno scatto, anzi due e via sull’altro versante. Il percorso è abbastanza lungo.
Scorrono i secondi, i minuti e di fronte a noi, oltre al silenzio tombale di una sfida tra l’ambiente circostante e i nostri passi, le forme geometriche delle rocce. Falesie? Gesso? Sono intagliati a dovere, come se il mare avesse giocato col tempo. Osserviamo ogni pertugio, qualche ciottolo sparso e… nulla più.
Camminiamo avvolti dall'aura marina. La mente trova pace, il corpo, nonostante la giusta fatica, è rilassato. Vaghiamo alla ricerca di nuove idee. Camminiamo senza una meta, basta lo stesso. Giallonardo nasconde punti di cui pochi possono fregiarsi di aver conquistato. Meglio così.
Il ritorno è quasi una festa. Una gioia da condividere con il mare. Un altro tuffo dal sapore dolce (nonostante l’acqua salata). Un controsenso che non ammette ripensamenti. Giallonardo è anche questo. Un luogo geniale da vivere in tutte le stagioni. Perché una volta entrata nella mente, sarà difficile dimenticarsi di lei. Come la Sicilia.
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