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Sembra uscito da una cartolina: in Sicilia c'è un borgo di pescatori dove il tempo si è fermato

A pochi chilometri dal centro di Acireale si trova Santa Maria La Scala, un piccolo borgo di pescatori intriso di storia, mito e tradizioni dove il tempo scorre con un passo diverso

Salvina Elisa Cutuli
Giornalista, guida museale, insegnante di danza
  • 29 agosto 2021

Il borgo di Santa Maria La Scala

Alcuni luoghi sembrano come usciti da un quadro o come immagini da cartolina in cui il tempo sembra essersi fermato. Uno di questi luoghi del cuore è Santa Maria La Scala, una delle frazioni “ammare” di Acireale. Qui, nonostante i pochi km dal centro della città, il tempo scorre con un passo diverso.

Il contesto aiuta molto: una rigogliosa cornice naturale, una falesia riccamente stratificata denominata La Timpa, separail borgo da Acireale. La falesia è costituita da basalto vulcanico che, grazie alla massiccia presenza di falde acquifere proveniente dall’Etna che si ‘intrufolano’ nella roccia e si tuffano direttamente nell’acqua salata rendendola ancora più cristallina e fresca, presenta una ricchissima vegetazione tanto da essere una riserva naturale.

Proprio lungo una parte di questa falesia, a nord rispetto al borgo, si trovava la Grotta delle Colombe, un complesso di imponenti basalti colonnari ormai frantumati dalle mareggiate, considerata il nido d’amore del pastore Aci e della ninfa Galatea.



I due furono scoperti in atteggiamenti teneri dal ciclope Polifemo che, scagliando un grosso masso, uccise Aci il cui sangue si trasformò in acqua e quindi in fiume, quello che ancora oggi scorre sotterraneo e dà il nome a molti comuni limitrofi ad Acireale, e che si versa direttamente in mare proprio a Santa Maria La Scala.

Il borgo è raggiungibile anche attraverso un percorso pedonale denominato “Chiazzette” del XVI secolo, che si inerpica sulla Timpa e che costituisce un interessante itinerario naturalistico proprio attraverso la “Riserva naturale orientata”.

Dal centro della città si arriva direttamente al mare in venti minuti circa, catapultandosi in un luogo intriso di leggenda e fascino. I colori, le case, le luci sul mare, le storie e le tradizioni di questo borgo sanno di vita, mito e di memoria.

Vicino al porticciolo detto Scalo Grande si trova ancora una torretta in pietra lavica, realizzata per difendersi dai pericoli delle incursioni. Queste torrette erano dislocate in vari punti strategici dell’isola e permettevano di diffondere l’informazione di un eventuale attacco.

In 30 minuti circa tutta l’isola avrebbe saputo dell’arrivo nemico, di giorno servendosi del fumo e di notte del fuoco.

Santa Maria La Scala conserva ancora oggi le caratteristiche del borgo marinaro di un tempo, la principale fonte di sostentamento economico è sempre stata la pesca. Sono tante, infatti, le famiglie di pescatori.

Tutti i giorni è possibile trovare del pesce fresco da gustare nei ristoranti/ trattorie sparse tra il porticciolo e il lungomare. Mangiare da queste parti è una goduria per il palato, per gli occhi e il cuore.

Percorrendo tutto il lungomare si arriva ad un mulino ancora funzionante. Utilizzato a partire dal Cinquecento per la macinazione di diversi cereali, si alimenta, oggi come allora, grazie ad una sorgente di acqua detta ‘Miuccio’.

La spiaggia che si trova nelle immediate vicinanze è detta, a tal proposito, spiaggia del Mulino o ‘Miuccio’. Passeggiare per questi luoghi è una pennellata per l’anima.

Tra i colori del tramonto che sembrano quelli di una tavolozza, la scogliera di piccoli massi di pietra lavica levigati dal moto ondoso, una genuina granita alla mandorla preparata secondo la tradizione "all’antica" dalla zia Tanina e i racconti dei vecchi pescatori che si radunano nella piazzetta del paese a raccontare le storie di pesca che li hanno visti protagonisti ci si può anche perdere.

Coloro che amano la semplicità e apprezzano quei luoghi che sono riusciti a conservare nel tempo la propria identità a Santa Maria La Scala si troveranno a casa.
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