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Sicilia da cartolina: c'è una spiaggia d'acqua turchese a cui si accede da un piccolo buco

Una passeggiata a due passi da Palermo consente di fare un tuffo in un mondo che sembra fatato, fra spiaggette bianche e cave che raccontano una storia molto antica

Junio Tumbarello
Giornalista e guida Aigae
  • 7 marzo 2020

La spiaggia di Torre Normanna (foto Junio Tumbarello)

Ci sono passeggiate che consentono di scoprire mondi sconosciuti. Talvolta le giornate uggiose o l’azzurro di alcune mattinate autunnali aprono nuove prospettive e offrono nuovi spunti sui luoghi che abbiamo sotto gli occhi.

Con questo spirito, ci piace raccontare una breve escursione a piedi a pochi passi da Palermo, nel territorio di Altavilla Milicia. Tutta la costa di questa zona è per sua natura bellissima, e sarebbe senza dubbio incantevole, se orde di barbari senza coscienza ambientale non contribuissero a deturparla abbandonando i loro rifiuti, dopo le loro vandaliche gite.

Raggiungere il punto di partenza è semplicissimo: autostrada Palermo-Catania, uscita Altavilla e poi si prosegue sulla SS113 in direzione Messina. Si può decidere di allungare di poco il tragitto, parcheggiando la propria auto in sicurezza in prossimità del Lido Sporting e percorrere la via Consolare, una strada deliziosa che costeggia il mare e che vi riempirà cuore e polmoni di salsedine. Osservare le villette disabitate in inverno, udire il fragore del mare che si infrange sulla scogliera e immergersi nelle atmosfere decadenti tipiche dei luoghi di villeggiatura in pieno inverno, ha un fascino incontestabile.



Vi passeranno sotto il naso scorci bellissimi e potrete dipingere un quadro utilizzando i pennelli della fantasia. Questa che scoprirete è un’unica splendida linea di costa, inframezzata da rocce, scogli, spiagge di sabbia scura e ciottoli che abbraccia dentro di sé lidi, aree attrezzate, tratti di spiaggia libera, alcuni facili da raggiungere, altri più difficili.

Passerete prima davanti Torre Colonna, costruita nel 1582, e poco dopo - superata la discesa verso “l’Ombelico di Venere” (di cui ci riserviamo di parlare in un’altra occasione N.d.A.) e una volta terminata la via Consolare e compiuti pochi passi sulla Statale - davanti Torre delle Mandre (conosciuta da tutti come Torre Normanna anche se di normanno non ha nulla, essendo stata costruita nel 1557 in epoca aragonese).

In corrispondenza della Torre, sarà inevitabile porgere lo sguardo in basso. Noterete una piccola baia dalle acque cristalline a cui si accede liberamente (con una breve avventurosa passeggiata su un sentiero scosceso), divisa da un promontorio roccioso da un’altra spiaggetta gemella in concessione all’hotel Villaggio Torre Normanna (attrezzata e riservata ai clienti del resort in estate, libera e accessibile durante tutte le altre stagioni) e in ultimo le cave del “Buco” (si accede letteralmente da un buco nella ringhiera che circonda la proprietà, davanti una bella casa privata che una volta era il Casello ferroviario 25).

È questa la nostra meta. Un luogo noto a chi scrive, ma che svela ogni volta nuovi scorci e inaspettate sorprese. D’altronde “bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini” (Josè Saramago, Viaggio in Portogallo): ed è questo modo di intendere il viaggio che racconterà a chi vorrà avventurarsi alla scoperta di un lembo di Sicilia, quelle che sembrano (ma ci riserviamo di svelarvi di più in futuro, non avendo purtroppo reperito fonti dirette N.d.A.) vecchie cave di calcarenite che ancora raccontano la storia di chi ci lavorava.

Con un po’ di immaginazione si possono ancora udire il clangore degli strumenti, l’ansito di sconosciuti attrezzi e le voci concitate, confuse nello sciabordio delle onde che accompagnava la giornata degli scavatori. Una volta scavalcato il muretto accendendo dal buco dell’inferriata, potrete scoprire un mondo nuovo: un sentiero sulla sinistra vi condurrà verso la spiaggetta, mentre a destra, avventurandovi un po’ tra cespugli e rovi, scoprirete vecchi passaggi, qualche cunicolo, un ampio anfiteatro sotterraneo, scale scavate nella roccia e resti di vecchie costruzioni.

La vegetazione mediterránea si è riappropriata di tutto, lasciando ormai solo intuire la vecchia e operosa attività degli uomini. Dai punti più in alto lo spettacolo sarà sensazionale, il mare fragoroso, l’antica Torre e un panorama bellissimo che va da capo Zafferano fino a Campofelice di Roccella. Questi erano luoghi strategici per avvistare i pirati e i corsari che minacciavano le coste. Adesso tocca a voi. Buona scoperta.

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