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Sorprese nei luoghi di Montalbano: a Punta Secca c'è una casa costruita con la paglia

Tutto nasce dall'amore per la Sicilia di Licia che, partita da Ragusa per Venezia, frequenta l’Accademia di Belle Arti, da cui nasce poi un progetto speciale e sostenibile

Susanna La Valle
Insegnante e scrittrice
  • 24 novembre 2020

La spiaggia di Punta Secca

Ci risiamo, tornano le repliche del Commissario Montalbano. Segno dei tempi, un buon Camilleri fa sempre bene, specie nei momenti di crisi.

È grazie allo sceneggiato che ho scelto a giugno di andare a visitare i luoghi dove è stata ambientata la fiction. Colpevole come molti, volevo vedere la famosa loggetta ignorando completamente il luogo dove si trovasse. Peccato gravissimo, Punta Secca è tra i mari, tramonti e posti più belli della Sicilia.

Se andrete come me nella piazzetta seduti al bar o sul muretto prospiciente il mare, vivrete l’esperienza di guardare ed essere guardati. Infatti c’è chi dal muretto con un gelato in mano, o seduto al bar osserva all’ora di cena gli ospiti della struttura, che a loro volta con lentezza da moviola accompagnano la forchetta alla bocca controllando ad ogni istante di essere guardati.

Situazione che dopo un primo momento lascia piuttosto infastiditi e consente di volgere altrove l’attenzione. Dimenticati i fruitori “fortunati” della loggetta del Commissario, si viene travolti da un tramonto spettacolare degno di applauso, in una atmosfera che rende palpabile la luce rosa e gialla. Impossibile andare via da questo posto, da questo mare che ti permette di camminare e camminare tra le acque fino a far diventare un puntino, chi ti aspetta a riva ed un giocattolo lo straordinario faro.



Da viaggiatrice non prenoto mai in anticipo, mi lascio guidare dai posti che incontro lungo la strada, a Punta Secca mi sono fermata, dormendo in una casa di paglia. Per essere chiari non un covone o una capanna, ma una vera casa costruita con questo materiale.

Tutto nasce da una delle eccellenze siciliane, Licia, che partita da Ragusa per Venezia, frequenta l’Accademia di Belle Arti, dove segue un corso di permacultura. Decide così di fare una tesi particolare “Sempreverde una casa dalla pianta alle piante”.

Il progetto ha un grande successo e vince il "premio sostenibilità" del 2017 dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena –AESS. Il suo lavoro, rientrata in Sicilia, diventa la sua casa costruita cercando il minor impatto ambientale e vivendo a stretto contatto con l’elemento naturale.

Quando arriviamo all’improvviso, Licia sta riposando nel suo salone, sono le 15.00 di un pomeriggio di giugno caldissimo, ci squadra per qualche minuto, ma accetta di ospitarci. Del resto l’dea di aprire la sua casa rientra nel progetto: far conoscere questa particolare tecnica costruttiva a chi non la conosceva e farla vivere in prima persona a chi l’aveva conosciuta come studio teorico.

Nel dettaglio è l’uso del legno, della paglia per la coibentazione, intonaci e pavimenti in terra cruda, isolamento termico e acustico in sughero.

Licia è orgogliosa del suo lavoro, mi racconta che le maestranze che hanno ricostruito questo vecchio stabile sono a km 0, tutti del posto, come il materiale principale, 350 balle di fieno di un “massaro” della zona. Le chiedo se ha avuto più difficoltà a dirigere i lavori perché donna o perché il progetto era singolare.

Mi risponde sicuramente la seconda opzione, Licia è minuta, carinissima, ma ha un piglio che non lascia spazio a futili critiche o errori. Sono curiosa voglio provare se davvero dormire in un ambiente a impatto zero con materiali naturali fa la differenza. Devo dire che la sensazione è stata appagante: l’ambiente è ovattato, caldo per le emozioni che trasmette, fresco per la temperatura che conserva stabile. Si respira in maniera diversa, intensa, profonda.

Il nostro incontro con Punta Secca è stato folgorante, le splendide spiagge, la riserva naturale, il vicino Castello di Donnafugata, la commovente e straordinaria Ibla. Tutto ha reso speciale il nostro girovagare, compresa la consapevolezza che a sera avremmo trovato un accogliente nido ad attenderci.

Torneremo appena possibile e se per caso qualcuno volesse seguire le nostre tracce, girate per la splendida frazione e quando troverete un edificio con un murale: un enorme fiore di cappero, sarete arrivati, la casa è di fronte. Anche questo è stato realizzato da Licia con le sue amiche.

Sono sicura che vi chiederete come abbia potuto fare, considerando l’altezza della palazzina, la risposta la troverete guardando dal vostro balcone, un lungo drappo di tessuto appeso ad un argano. Licia è una ginnasta acrobatica, altezze, equilibrio, coraggio e determinazione sono il suo modo di vivere.
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