BANDI E OPPORTUNITÀ

HomeBandi e lavoroBandi e opportunità

Torni in Sicilia e lavori da qui: c'è il bando del "south working", come partecipare

La norma, fortemente voluta da Renato Schifani, è una misura volta a contrastare la "fuga di cervelli" dall'Isola: vi sveliamo come fare e come funzionano gli incentivi

Balarm
La redazione
  • 15 aprile 2026

Persone che lavorano

Era stato approvato, adesso è uscito il bando per i giovani siciliani: sul sito dell'Irfis è stato pubblicato l'avviso per la concessione degli incentivi per il lavoro agile, il cosiddetto "South working" di cui vi avevamo già anticipato in un precedente articolo. La norma, fortemente voluta da Renato Schifani, è una misura da 54 milioni di euro in tre anni volta a promuovere il lavoro agile e sostenere il lavoro giovanile in Sicilia, attraverso l’occupazione a distanza che può essere svolta anche senza trasferirsi fuori dalla regione.

Adesso diventa ufficialmente operativa la misura per rendere possibile la permanenza o il rientro nell'Isola di lavoratori siciliani assunti da aziende con sede nel resto d’Italia o in Paesi stranieri, anche extra Ue, e istituita con la legge 1 dello scorso gennaio. L'avviso può essere consultato all'interno del portale di Irfis-FinSicilia.

«Vogliamo sfruttare – dice il presidente della Regione Renato Schifani, che ha anche l’interim del Lavoro - le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e digitali per fare in modo che tante giovani risorse siciliane, andate all’estero per inseguire la loro vocazione professionale, possano tornare e svolgere qui il loro lavoro, ma anche per evitare che altri vadano via per lo stesso motivo. Consentiamo loro di lavorare in Sicilia mantenendo il rapporto con la propria azienda con sede fuori dall’Isola o all’estero».

Ma come funziona esattamente? Le domande dovranno essere presentate dalle 12.00 del prossimo 30 giugno sulla piattaforma informatica fino a esaurimento della dotazione finanziaria. Possono presentare istanza le imprese con unità produttiva nell’Unione europea o anche in uno Stato extra Ue, purché rispettino i requisiti previsti dall’avviso.

Le aziende (con unità produttive fuori dalla Sicilia) devono aver effettuato dopo il 9 gennaio 2026 nuove assunzioni di lavoratori siciliani a tempo indeterminato, oppure aver trasformato i rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato. Il contributo è pari a 30mila euro per ciascun lavoratore, per l’intero quinquennio.

L’erogazione avviene in 5 quote annuali da 6mila euro ciascuna. Alla data della concessione del contributo, il lavoratore deve essere residente in Sicilia. Il rapporto deve prevedere lo svolgimento della prestazione in Sicilia, in modalità prevalentemente agile, per almeno 5 anni, con presenza nei locali aziendali non oltre il 20% dei giorni lavorativi annui. La dotazione complessiva è pari a 18 milioni di euro all’anno fino al 2028.

«È una misura unica nel suo genere – conclude il presidente – per contrastare la “fuga dei cervelli”, un uso lungimirante delle risorse a nostra disposizione perché punta a far restare qui le migliori energie professionali che possono contribuire alla crescita della nostra regione.

La Sicilia, sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, può invertire un destino di marginalità geografica ed economica e tornare centrale, diventando una piattaforma in grado di attrarre lavoratori grazie a tutto ciò che può offrire, anche in termini di qualità della vita».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI