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Tre giorni di performance internazionali a Palermo: torna il festival "PresenteFuturo"

Dodici spettacoli più uno fuori concorso e cinque premi per tre giorni di danza, circo contemporaneo e performance: dal 17 al 19 maggio al Teatro Libero di Palermo

Balarm
La redazione
  • 26 aprile 2018

Amore, sentimenti, corpo, nuove tecnologie, cinema, quotidianità, generazioni: questi i temi che caratterizzano gli spettacoli di scena al Teatro Libero di Palermo nel corso di "PresenteFuturo", festival internazionale di arti performative che da giovedì 17 a sabato 19 maggio torna per la sua 13esima edizione.

Gli spettacoli in concorso per aggiudicarsi uno dei cinque premi sono 12, più uno fuori concorso, di cui uno sarà il progetto vincitore del Minimo Teatro Festival del Teatro Patafisico e 11 sono creazioni selezionate tra oltre cento proposte arrivati da diversi Paesi: le compagnie che quest'anno sono in maggioranza vicine alla danza e al circo contemporaneo affrontano differenti temi con differenti linguaggi.

L’obiettivo del Festival è infatti quello di scandagliare la giovane creazione contemporanea europea e indurre alla contaminazione attraverso la collaborazione internazionale: oltre al collaudato rapporto con il Be Festival di Birmingham quest'anno "PresenteFuturo" è in collaborazione con il FITT di Tarragona, con il Teatro San Materno di Ascona e in modo più stretto con il Dipartimento di Arte e Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma.

«Abbiamo ricevuto tantissime proposte - commenta il direttore artistico Luca Mazzone – significa che l'attenzione internazionale c'è, adesso sarebbe bello se questo Festival fosse percepito come appuntamento imprescindibile anche dai palermitani per la loro primavera culturale».

Ma vediamo gli spettacoli: si parte giovedì 17 maggio alle 21 con "The shape of water" di Sara Angius, che riflette su quanto una esperienza personale possa plasmare proprio corpo e mente di un singolo individuo. Insomma della vita e dei suoi stravolgimenti.

Segue il primo dei due palermitani, alle 21.30, che si ritaglia uno spazio a metà tra danza e circo: Quinzio Quiescenti e Daniele Nash presentano "Esco così mi perdo".

Alle 22 è la volta della messa in scena dell'onnipotenza del corpo umano in una coreografia intensa e scenica: "Rien de nouveau dans le journaux" di Juan Duarte Mateos, in arrivo da Toulouse e chiude la serata con "L'amore ha i tempi dei playmobil" la danza di Elisa Pagani.

Venerdì 18 alle 21 inaugura la serata il progetto vincitore del "Minimo Teatro Festival", una collaborazione tra i teatri Libero e Patafisico, seguto dall'altro progetto di Palermo: "Blu ottobre" di e con Maria Stella Pitarresi.

Poi alle 22 torna in scena il corpo con "Forward", di e con Edouard Hue, della Beaver Dam Company dalla Svizzera e poi "Selfie", l'inquietante analisi del rapporto che abbiamo con la nostra stessa immagine - condito dalla musica elettronica - di Giulio Boato.

La serata conclusiva, quella del 19, parte con la danza di "Borderlight" di Francesca Lombardo e con un omaggio al cinema di Ettore Scola con " Une journée particulière" di e con Anthony Barreri.

La generazione Y viene posta sotto i riflettori da "Generation Why" di Andrea Jiménez e Noemi Rodríguez (alle 22) che precede l'unico progetto fuori concorso, vincitore della scorsa edizione del Be Festival, "Everything is ok" di e con Marco D’Agostin.

I premi: sono cinque i premi in gioco per questa edizione del festival PresenteFuturo e il primo è in denaro più la partecipazione al Be Festival 2018 più una settimana di residenza di creazione al Teatro Libero di Palermo (a giugno 2018).

Poi ci sono anche i premi "Premio Festival FITT Tarragona" che consiste nella partecipazione al Festival Internazionale di Teatro di Tarragona del 2019, il "Premio Teatro San Materno Ascona – Svizzera" che è una settimana di residenza al Teatro San Materno di Ascona e una restituzione pubblica di almeno 40 minuti.

Seguono il Premio “Per fare il teatro che ho sognato” – Per-formare il Sociale, in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo della Sapienza – Università di Roma che si riserva di assegnare un premio di 1.000 euro allo spettacolo in concorso che dimostrerà una maggiore vocazione sociale.

E infine viene premiata anche l'attenzione alle tematiche socio-politico-sindacali con il "Premio Zero in condotta" del Cobas: 500 euro.

La giuria è internazionale ed è composta dal direttore del Birmingham European Festival (Be Festival) Miguel Oyarzun, dal direttore del Festival Internacional de Teatre de Tarragona (Fitt) Joan Negrié, dalla direttrice artistica dell'Anghiari Dance Hub Gerarda Ventura, dallo storico teatrale Nicola Fano e dal professore di Storia dell'arte e dello spettacolo della Sapienza di Roma Stefano Locatelli.

Biglietti: 10 euro per l'ingresso a una serata (quattro spettacoli), 20 euro per l'abbonamento alle tre serate di Festival. Informazioni al numero 091.6174040 o sul sito internet del Teatro Libero.

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