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Un'altra grande dama di Palermo: chi fu Tina Whitaker, la vera "rivale" di Donna Franca

Dopo aver sposato Joseph Isaac Whitaker, i due si stabilirono prima a Marsala per poi trasferirsi nella villa che avevano progettato e realizzato a Malfitano, con il suo esotico parco

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 3 marzo 2022

Ritratto di Tina Scalia Whitaker (Villa Malfitano)

Era una Palermo Felicissima quella della Bella Époque, immortalata da artisti come Michele Catti, Giovanni Boldini ed Ettore De Maria Bergler: una delle mete d'attrazione favorite della mondanità europea, anche grazie alla presenza di una piccola colonia di commercianti inglesi.

Donna Franca, la stella d’Italia - come la definiva il sommo vate Gabriele D’Annunzio - e suo marito Ignazio Florio, erede di uno dei più cospicui patrimoni al mondo, formavano la coppia più ammirata e chiacchierata della città: lui aveva fama di incorreggibile dongiovanni, lei perdonava ma non dimenticava ed era capace di tutto, pur di tenere il marito legato a sè.

Eppure Franca non era l’unica grande dama di Palermo: c’era per esempio sua cognata, la bellissima Giulia Florio che aveva sposato il principe Pietro Lanza di Trabia; c’erano Giulia e Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, la prima era andata a nozze con il conte Trigona dei principi di Sant’Elia, la seconda era stata impalmata dal principe di Lampedusa Giulio Maria Tomasi e l’elenco sarebbe ancora lungo.
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La vera rivale di donna Franca era però Caterina Paolina Anna Luisa Scalia, detta Tina. Si mormorava che esistesse una certa rivalità tra Franca e Tina, entrambe figure carismatiche dei salotti mondani.

Si racconta ancora oggi che una notte Franca arrivò volutamente con quasi due ore di ritardo a un ricevimento in casa di Tina, a Villa Malfitano, per essere l’ultima ospite della festa e dunque la presenza più attesa. Tina avrebbe esclamato: «Signora, se io fossi venuta a casa vostra sarei già tornata a casa mia!».

Tina non era bella e affascinante come Franca Florio ed era più anziana di almeno una quindicina d’anni, eppure i palermitani guardavano con stima e ammirazione la signora Spadafora Whitaker, donna dai molteplici interessi e dalle grandi qualità: profondamente religiosa, ma anche dotata di un grande senso dell’humor, generosa e con il dono dell'ospitalità.

Era nata a Londra nel 1858 durante l'esilio per motivi politici del padre, il generale siciliano Alfonso Scalia. La famiglia era rientrata in Italia solo dopo l’impresa Garibaldina, spostandosi da Palermo, a Messina, da Napoli a Parma, da Cuneo infine nuovamente a Palermo.

Tina era una fanciulla con un’ottima educazione e aveva una straordinaria voce da soprano. A Palermo cantò anche davanti a Wagner e annotò nel suo diario: «Fu così soddisfatto della mia interpretazione da balzare in piedi e richiedermi il bis, cosa che mi imbarazzò moltissimo».

Tuttavia a una promettente carriera da soprano, finì per preferire il matrimonio con Joseph Isaac Whitaker, detto Pip. Le musica e il canto rimasero comunque due grandi passioni. Fu mecenate di un concorso di canto all’esposizione nazionale di Palermo del 1892 e a volte le capitava di esibirsi solo per gli amici o per i ragguardevoli ospiti, nell’incantevole Villa Malfitano.

Ricorderà molti anni dopo, che costretta insieme a due sue amiche a far sempre a tappezzeria ai balli di gala, veniva spesso chiamata dai suoi coetani “citrolona”; ma lei non se ne curava perché ai suoi piedi aveva “il meglio”, il suo Pip, erede dell’attività commerciale del pro-zio Benjiam Ingham.

Pip era l’ottavo dei dodici figli nati da Elisa Sophia Sanderson e da Joseph Whitaker senior. Aveva trascorso l’infanzia nella villa acquistata nel 1850 alla Piana dei Colli dal padre (che l’aveva denominata villa Sophia proprio in onore della moglie), ma da adolescente aveva studiato nelle scuole dello Yorkshire e aveva vissuto a Marsala durante le vacanze estive, prestando la sua opera presso lo stabilimento Ingham- Whitaker.

Proprio a Marsala si stabilì la giovane coppia, convolata a nozze nel 1883, per un breve periodo. Arrivarono subito due bambine: nel 1844 Norina e nel 1885 Cordelia detta Delia (1885-1971). Nel 1889 la famiglia si trasferiva nella Villa che Pip e Tina avevano progettato e realizzato a Malfitano, con il suo esotico parco.

L’arredamento venne acquistato in Inghilterra da dove i coniugi importarono l’abitudine di allestire dei ricevimenti all’aperto, sotto grandi tende, offrendo agli ospiti ogni genere di prelibatezze. I Whitaker diffusero la passione per il tennis, l’equitazione e la vela; contribuirono all’ edificazione della chiesa anglicana della città. La loro era una vita intensa, fatta di mondanità ma anche di lavoro e di opere di beneficenza.

Tina esordì anche come scrittrice nel 1907 con il volume "Sicily and England: Political and Social Reminiscences 1848-1870", favorevolmente recensito anche dal "Times": un libro in cui i ricordi familiari si mescolavano alla narrazione dei moti del Risorgimento e a riflessioni e considerazioni personali sulla delusione dei patrioti, all’indomani dell’unità d’Italia.

Nel 1908 pubblicò inoltre un breve saggio sulla Regina Maria Carolina, consorte di re Ferdinando di Borbone, spesso giudicata in modo superficiale da una storiografia non scevra da pregiudizi.

In età avanzata, cominciò a comporre un libro autobiografico, che copriva un lungo arco temporale, dal 1872 al 1922. Un progetto forse troppo ambizioso, che finì per bloccarsi al 1899, anno in cui la famiglia andò a vivere a Malfitano.

Via via che le bambine crescevano e si facevano fanciulle l’impegno principale di Tina si focalizzava verso un’adeguata sistemazione matrimoniale delle due ragazze, riversando su di loro le sue ambizioni e il rimpianto per la sua carriera artistica dicantante, troncata sul nascere.

I pretendenti tuttavia furono sempre ispirati da motivi di interesse mentre madre e figlie erano alla ricerca di un modello romantico di matrimonio che coniugasse amore, denaro e nobile lignaggio.

Nel 1921 il generale Antonino Di Giorgio, distintosi in colonia e durante la guerra; si innamorò di Norina, ne vinse le resistenze e la sposò l’anno successivo. Il generale aveva 54 anni e Norina 37. Delia non si sposò mai.

Nel 1936 moriva Pip, nel 1954 Norina e nel 1957 si spense Tina, dopo una vita lunga quasi un secolo, trascorsa tra il risorgimento, la Belle époque e due guerre mondiali. Delia morì a Palermo nel 1971, appena compiuti 86 anni.

Lasciò un patrimonio cospicuo, destinato in parte a opere di beneficenza e altri beni, tra cui l’isola di Mozia, l’annesso museo e Villa Malfitano, patrimonio della Fondazione Joseph Whitaker. Tutta la famiglia riposa oggi in una zona riservate alle sepolture acattoliche, all’interno del cimitero di Santa Maria dei Rotoli.

Un particolare dettaglio della vita di Tina e Pip strappa un sorriso ancora oggi: essi avevano camere da letto separate, per decisione della signora Sofia Whitaker, suocera di Tina.

Sfiancata dall'aver partorito dodici bambini, mamma Whitaker proibì al figlio di dividere il letto con la moglie, per limitare il numero dei concepimenti.

Tuttavia l’astuta coppia aggirò abilmente il divieto: nella camera di Tina, bastava spingere un armadio con specchiera (in realtà una porta segreta) e Pip poteva intrufolarsi furtivamente la notte tra le braccia di Tina, giocando un tiro mancino alla signora Sofia.
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