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Un entroterra tutto da gustare: i prodotti tipici di un antico borgo ennese ricco di storia e tradizioni

Se un giorno vi trovaste nei pressi di Pietraperzia nel cuore della Sicilia, dovete assolutamente assaggiare i suoi vari e gustosi prodotti tipici legati anche eventi importanti al momento sospesi

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 25 maggio 2021

"Li Cuddiruna" in versione salata

È incredibile come la Sicilia sia ricca di gustosissimi prodotti tipici. In ogni piccolo o grande centro siciliano c’è almeno un prodotto tipico locale che merita di essere assaggiato, assaporato, gustato.

Se un giorno vi trovaste nei pressi di Pietraperzia, nell'entroterra siciliano, dovete assolutamente assaggiare i suoi vari e gustosi prodotti tipici.

Fino a qualche anno fa e per due anni consecutivi, a Pietraperzia sono stati organizzati due eventi importanti per far conoscere e valorizzare i suoi prodotti tipici: la Festa di la Minnula Pirzisa e Gustando Pietraperzia: viaggio enogastronomico tra i prodotti tipici locali.

La Festa di la Minnula Pirzisa, organizzata dall'associazione SiciliAntica Pietraperzia, in occasione dei festeggiamenti di Maria Ss. Del Soccorso, nella prima decade di settembre, aveva lo scopo di valorizzare la mandorla, uno dei prodotti per eccellenza caratteristici del luogo, attraverso esposizioni, conferenze e degustazioni.



Gustando Pietraperzia: viaggio enogastronomico tra i prodotti tipici locali, invece, era organizzato dalla Pro Loco e dal Comune di Pietraperzia e aveva lo scopo di valorizzare gli splendidi territori e tutti i suoi prodotti di alta qualità – coltivati nel pieno rispetto dell'ambiente e della dignità della persona – attraverso seminari, visite guidate nelle aziende dei produttori, degustazioni e laboratori di cucina.

Durante tutto l'anno, comunque, a Pietraperzia si possono gustare davvero tanti cibi tipici locali sia dolci sia salati. Tra questi Li Cuddiruna rappresentano una ricetta tipica pietrina in due versioni, dolce e salata. Per la versione dolce gli ingredienti utilizzati sono: la pasta di pane, lo zucchero o il miele e l'olio per friggere. Per la versione salata, invece, vengono utilizzati la pasta di pane, il pepe, il sale, le acciughe e l’olio per friggere.

Prepararli è piuttosto semplice: basta stendere la pasta di pane e creare un buco al centro, bucherellare la pasta con una forchetta e friggerla nell’olio caldo in entrambi i lati. Una volta cotta, la pasta viene cosparsa di zucchero o miele, per la versione dolce. Per la versione salata, invece, l’impasto iniziale chiede l’aggiunta delle acciughe, del sale e del pepe.

Vi è poi la Pagnuccata, tocchetti di farina ti tipo 00, limone grattugiato, rum, vanillina, lievito per dolci, zucchero semolato, sale, uova, strutto, poi fritti e "incollati" tra di loro con il miele e diavoline colorate.

Durante la festa di San Biagio, il 3 febbraio, invece, vengono preparati Li Cuddrireddri di San Mmilasi, la cui forma richiama quella di una sciarpa legata al collo con la funzione di proteggere la gola – di cui San Biagio è protettore e curatore – e sono realizzati con farina, olio, zucchero e limoni grattugiati.

Altra pietanza tipica del paese è l'Armisanti, termine che significa "anima santa", ed è un dolce povero ma molto gustoso, croccante all’esterno e morbido all’interno. È preparato con acqua e vino, farina di grano duro, olio extravergine d’oliva, scorza di limone, zucchero, miele, granella di mandorle tostate, granella di pistacchi. Per la preparazione si fa riscaldare l’acqua con il limone finché non bolle, si toglie la scorza e si aggiunge l'olio e la farina.

Questi ingredienti vanno mescolati bene fino a quando non risultano ben amalgamati. Poi l'impasto viene adagiato su una tavola di legno e si realizzano dei cilindri a forma di "e". Infine queste forme vengono fritte e cosparse con lo zucchero o il miele e la granella di pistacchio o di mandorle.

Pietraperzia, inoltre, il 19 ottobre 2020 ha aderito al partenariato di comunità del Primo Parco mondiale, policentrico e diffuso, dello Stile di Vita Mediterraneo un progetto di altissimo livello che unisce cibo, bellezza e viaggio nel tentativo di rilanciare culturalmente, socialmente ed economicamente il territorio della Sicilia centrale.
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