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Un Museo del Liberty a Palermo: parte il progetto per lo spazio di piazza Croci

Parliamo dell'area in cui sorgeva villa Deliella, progettata da Basile e abbattuta in una notte: si pensa a un Museo del Liberty a perenne memoria del nostro patrimonio

Balarm
La redazione
  • 6 dicembre 2018

Render di Villa Deliella a Palermo

Entra nel vivo l'idea di realizzare a Palermo un museo del Liberty e dell'opera di Ernesto Basile.

Con un emendamento approvato questa notte dalla commissione bilancio su proposta di Marianna Caronia (deputato regionale) è stato infatti stanziata la somma di 45mila euro per avviare la prima progettazione nell'area dove una volta sorgeva la villa Deliella, abbattuta nel 1959.

«Dopo il voto del Consiglio comunale che riconosce in Basile una icona laica della città di Palermo - commenta Caronia - un altro passo per riappropriarci della nostra storia. Con questo provvedimento diamo avvio ad un percorso che speriamo culmini con il riconoscimento del liberty come patrimonio materiale e immateriale dell'umanità».

Lo scorso marzo 2018 i vigili urbani del Nucleo tutela patrimonio artistico di Palermo hanno sequestrato il parcheggio e l'autorimessa "Panno" di piazza Croci perché abusivo: 1700 metri quadrati.

Da allora (e anche da molto prima) creativi e storici hanno immaginato cosa potesse esserci in quell'area: tra la ricostruzione integrale di villa Deliella e un progetto invece più contemporaneo, si parla anche dell'istituzione di un Museo del Liberty.

La storia in breve: fu progettata dall'architetto Ernesto Basile nel 1898 per la famiglia dei principi Deliella, i coniugi Anna Drogo di Pietraperzia e Nicolò Lanza e fu completata tra il 1907 e il 1909 dal costruttore Salvatore Rutelli.

Nel 1954 l'assessorato ai beni culturali della Regione siciliana aveva vincolato la villa in quanto una delle opere del Basile ma il Comune di Palermo revoca il vincolo per un vizio formale: non erano passati 50 anni dal suo completamento.

Nel 1959 una variante del piano regolatore di Palermo fu approvata dal consiglio comunale e a cui furono apportati centinaia di emendamenti, in accoglimento di istanze di privati cittadini, varianti che permettevano di costruire nell'area di via Libertà, dove allora si concentravano le residenze private Liberty costruite tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento: avvenne così il cosiddetto sacco di Palermo (per sapere di più sulle ville distrutte leggi questo articolo).

Con l'accordo dell'ultimo proprietario, Franco Lanza di Scalea, vennero sottoposti al consiglio comunale i piani per demolire Villa Deliella che vennero approvati in gran fretta il 28 novembre in modo che la demolizione potesse cominciare nel pomeriggio stesso e concludersi l'indomani, così da evitare il vincolo dei beni culturali.

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