Un palermitano nella miniserie "Morbo K": Vincenzo Ferrera è il medico che salva tutti
Nel cast spicca un nome che già conosciamo il nostro amato Beppe, l'educatore di "Mare Fuori": nell'articolo vi sveliamo i dettagli, la trama e quando escono gli episodi
La nuova serie tv "Morbo K"
Beppe e Ciro di "Mare Fuori" tornano in tv per un'occasione speciale: per onorare la Giornata della Memoria in prima serata su Rai 1 arriva la miniserie "Morbo K - Chi salva una vita salva il mondo intero": con un doppio appuntamento per martedì 27 e mercoledì 28 gennaio.
Diretta da Francesco Patierno, nel cast Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen e Flavio Furno, con la partecipazione del compianto Antonello Fassari. e con la partecipazione straordinaria di Luigi Diberti.
La serie è ispirata a una vicenda storica realmente esistita. Durante l'occupazione nazista a Roma, un gruppo di medici dell'ospedale Fatebenefratelli ideò il "Morbo di K", una patologia contagiosissima, letale (e ovviamente inesistente) pensata però per salvare gli ebrei romani dalla deportazione. Chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia, è questa la misura sanitaria da adottare: un'intuizione per allontanare le persone da un destino già segnato.
Ovviamente non manca la storia d'amore tra due personaggi: tra le famiglie ebree care al direttore c'è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo, il giovane assistente di Prati, sentimento ricambiato nonostante lui sia promesso sposo a un'altra ragazza per volere familiare. La morsa sui romani del ghetto si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga.
La serie è una coproduzione Rai Fiction – Fabula Pictures – Rai Com ed è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.
Nel cast spicca un nome che già conosciamo (e che vi abbiamo raccontato già in un precedente articolo) ed è proprio Vincenzo Ferrera, il nostro amato educatore di "Mare Fuori" che in realtà è fortemente legato alla Sicilia. Infatti, come ci aveva già detto, Vincenzo Ferrera è proprio palermitano: «Sono nato vicino al Politeama, in via Principe di Belmonte». «Con la mia città ho un rapporto ottimo. Qui mi sento in pace, ritrovo i miei amici, è una città né troppo piccola né troppo grande. Qualunque collega che è venuto a lavorare qui, si è trovato bene, per me è la città più vivibile d’Italia».
L’attore ha una carriera artistica lunga 30 anni, iniziata subito dopo il liceo, tra vari laboratori teatrali, per approdare poi al “Gruppo della Rocca” fondato da Roberto Guicciardini, Direttore del Teatro Biondo. «dà lì non mi sono più fermato. Io nasco in teatro, la mia casa è il camerino e il palcoscenico».
Ci aveva già svelato che c'è un cruccio che da sempre accompagna Vincenzo: essere chiamato “Ferrara” e non Ferrera: «Non so più cosa devo fare, dovrò andare all’anagrafe a farmi cambiare il cognome. Nelle trasmissioni televisive ho sempre il batticuore, quando mi presentano. Persino a lavoro si sbagliano, mi sa tanto che dovrò diventare più famoso…».
Un personaggio positivo che ha sempre fatto breccia nel cuore degli spettatori: una dinamica che con altissime probabilità si riproporrà anche in "Morbo K", col medico che ideò il virus letale per salvare tutti.
Diretta da Francesco Patierno, nel cast Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen e Flavio Furno, con la partecipazione del compianto Antonello Fassari. e con la partecipazione straordinaria di Luigi Diberti.
La serie è ispirata a una vicenda storica realmente esistita. Durante l'occupazione nazista a Roma, un gruppo di medici dell'ospedale Fatebenefratelli ideò il "Morbo di K", una patologia contagiosissima, letale (e ovviamente inesistente) pensata però per salvare gli ebrei romani dalla deportazione. Chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia, è questa la misura sanitaria da adottare: un'intuizione per allontanare le persone da un destino già segnato.
Ovviamente non manca la storia d'amore tra due personaggi: tra le famiglie ebree care al direttore c'è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo, il giovane assistente di Prati, sentimento ricambiato nonostante lui sia promesso sposo a un'altra ragazza per volere familiare. La morsa sui romani del ghetto si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga.
La serie è una coproduzione Rai Fiction – Fabula Pictures – Rai Com ed è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.
Nel cast spicca un nome che già conosciamo (e che vi abbiamo raccontato già in un precedente articolo) ed è proprio Vincenzo Ferrera, il nostro amato educatore di "Mare Fuori" che in realtà è fortemente legato alla Sicilia. Infatti, come ci aveva già detto, Vincenzo Ferrera è proprio palermitano: «Sono nato vicino al Politeama, in via Principe di Belmonte». «Con la mia città ho un rapporto ottimo. Qui mi sento in pace, ritrovo i miei amici, è una città né troppo piccola né troppo grande. Qualunque collega che è venuto a lavorare qui, si è trovato bene, per me è la città più vivibile d’Italia».
L’attore ha una carriera artistica lunga 30 anni, iniziata subito dopo il liceo, tra vari laboratori teatrali, per approdare poi al “Gruppo della Rocca” fondato da Roberto Guicciardini, Direttore del Teatro Biondo. «dà lì non mi sono più fermato. Io nasco in teatro, la mia casa è il camerino e il palcoscenico».
Ci aveva già svelato che c'è un cruccio che da sempre accompagna Vincenzo: essere chiamato “Ferrara” e non Ferrera: «Non so più cosa devo fare, dovrò andare all’anagrafe a farmi cambiare il cognome. Nelle trasmissioni televisive ho sempre il batticuore, quando mi presentano. Persino a lavoro si sbagliano, mi sa tanto che dovrò diventare più famoso…».
Un personaggio positivo che ha sempre fatto breccia nel cuore degli spettatori: una dinamica che con altissime probabilità si riproporrà anche in "Morbo K", col medico che ideò il virus letale per salvare tutti.
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