CULTURA

HomeNewsCultura

Un progetto per gli artigiani di Palermo: alla Kalsa la prima "Scuola di Arti e Mestieri"

"Quattropuntozero" è il progetto che punta a far nascere a Palermo la prima scuola pensata per giovani e adulti in cerca di opportunità formative e professionali

Balarm
La redazione
  • 2 aprile 2023

Il restauro degli affreschi a Palazzo Butera

Oltre 700 ore di percorsi di avviamento gratuiti, 20 borse di tirocinio per giovani meno abbienti, 10 inserimenti lavorativi nelle botteghe artigiane.

E ancora, oltre 100 professionisti coinvolti, tra artigiani, artisti, restauratori, designer, architetti locali, e più di 200 partecipanti previsti.

Sono questi i numeri di QuattroPuntoZero: il progetto che punta a far nascere a Palermo la prima Scuola diffusa di arti e mestieri tradizionali.

La scuola entrerà a regime nel 2025 nel cuore del quartiere Kalsa, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale mediante l’attivazione di processi di sviluppo locale sostenibile.

Un progetto triennale sostenuto da Fondazione con il Sud insieme a Fondazione Mon Soleil, Fondazione De Agostini, Enel Cuore Onlus, Associazione Luigia Tincani per la promozione della Cultura (Università LUMSA), Fondazione Palazzo Butera, Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Sicilia, Fondazione per l'Arte e la Cultura Lauro Chiazzese.
Adv
Inclusione sociale e innovazione le due parole chiave dell’iniziativa, che ha l’ambizione di dar vita a nuove collaborazioni tra centri di ricerca, imprese artigianali e filiere di produzione, capitalizzando l'esperienza della rigenerazione operata nel quartiere Kalsa a partire dal restauro e dalla riapertura di Palazzo Butera.

Conclusa la fase di ricerca e di mappatura sui saperi artigiani, sono già partiti i primi laboratori e a breve prenderanno il via i percorsi formativi, gli stage e i tirocini distribuiti nel territorio, allo scopo di contribuire a sviluppare un ecosistema artistico-artigianale in grado di generare nuove microimprese, rafforzando al contempo i legami sociali nel centro storico di Palermo e in alcuni quartieri cerniera.

Artigianato, Restauro e Cura di Giardini Storici: sono queste le tre macro aree su cui si baseranno i percorsi formativi il cui obiettivo finale è accompagnare giovani, artigiani locali, famiglie del centro storico nel mondo del lavoro.

A questi si aggiungeranno attività di sostegno all’autoimprenditorialità con servizi di consulenza e di promozione del digitale per favorire la regolarizzazione delle imprese artigianali già attive nonché incentivare la creazione di nuove imprese 4.0.

Il tutto grazie alla collaborazione fra Enti del Terzo Settore, imprese e Istituzioni che da anni lavorano a Palermo condividendo obiettivi e strumenti.

Con il capofila Palermo Mediterranean Gateway, operano in partenariato Booq, Butera Società Immobiliare, Centro Servizi Sistema Museale di Ateneo (Unipa), Centro Studi Opera Don Calabria, Comitato Addiopizzo, Lisca Bianca, Next Nuove Energie X il Territorio, Ruber Arte Contemporanea, Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) di Palermo – Ministero della Giustizia, Wonderful Italy.

«Accrescere e valorizzare la creatività e l’innovazione nel settore della produzione artistico-artigianale può essere la chiave di volta per un cambio di rotta nello sviluppo della nostra città - spiega Simone Lucido, coordinatore del progetto -. Il centro storico di Palermo, con il suo patrimonio culturale diffuso, ha delle potenzialità enormi in questo senso, ma è necessario cominciare a riabilitare l’immenso capitale ereditato dal passato considerandolo parte essenziale del nostro futuro socio-economico».

Un obiettivo condiviso dal Comune di Palermo che - secondo Maurizio Carta, assessore all’Urbanistica e al Centro storico - «ha il ruolo di estendere l’impatto di un progetto che oggi è un prototipo ma che inevitabilmente guarda al futuro: un seme che domani riuscirà a dare risposta a una generazione non ancora nata».

Educare alla bellezza per stimolare la cittadinanza a credere e a investire nel proprio territorio è il primo passo di un progetto più ampio che mira a rendere il capoluogo siciliano una realtà socialmente ed economicamente dinamica e attrattiva.

«Vogliamo offrire ai giovani della nostra città, con un occhio di riguardo anche alle fasce più fragili, l’opportunità di generare crescita e valore per sé stessi e per la propria comunità» - spiega Aloisa Moncada di Paternò, a capo della direzione strategica della Scuola diffusa -.

Lo vogliamo fare recuperando in chiave innovativa le arti e i mestieri tradizionali a rischio scomparsa, in settori quali il restauro, il giardinaggio, la produzione di ceramiche e di complementi di arredo, così da portare nuova linfa vitale al tessuto socio-economico di Palermo.

Un obiettivo che va di pari passo con il sostegno agli artigiani affinché possano lavorare in sicurezza e riappropriarsi della dignità legata alla loro unicità e al loro prezioso sapere».

Una scuola che in questi tre anni fungerà in qualche modo da start up perché – come aggiunge Massimo Valsecchi, presidente del soggetto capofila Palermo Mediterranean Gateway - «non guarda solo al presente. Alla fine del progetto deve diventare un modello concreto in grado di produrre opportunità di lavoro e possibilità per l’avvio di nuove botteghe artigianali».

I primi corsi e i workshop professionalizzanti inizieranno nel mese di aprile e si svolgono nelle botteghe di artigiani qualificati.

Tutti gli aggiornamenti sulle opportunità sono consultabili sul sito web di Quattropuntozero e sui social, la pagina Facebook e il profilo Linkedin del progetto.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI