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Un tentato omicidio tra i boschi di Valverde: da un'apparizione nasce il Santuario della Madonna

Valverde, piccolo borgo in provincia di Catania, trabocca di storia e leggende che ancora oggi pervadono l’immaginario collettivo della comunità locale. Ve ne sveliamo alcune

Livio Grasso
Archeologo
  • 6 ottobre 2021

Il Santuario di Valverde

Valverde, piccolo borgo in provincia di Catania, trabocca di storia e leggende che ancora oggi pervadono l’immaginario collettivo della comunità locale.

Proprio qui sorge il famoso santuario dedicato alla Madonna, emblema religioso del paese. La fondazione dell’edificio di culto affonda le proprie radici in un aneddoto leggendario avvolto da un alone di mistero.

La costruzione del primitivo complesso edilizio risale all’XI secolo; la Sicilia, a quell’epoca, era funestata da un’aspra lotta che opponeva gli arabi al blocco bizantino- normanno in un continuo susseguirsi di guerre, piraterie e devastazioni.

È opinione comune credere che le truppe normanne, dopo aver avuto il sopravvento sugli arabi con il supporto dei bizantini, ebbero violente discordie con gli alleati per la ripartizione del lauto bottino sottratto ai nemici.

Di lì a poco, infatti, si generò una spaccatura tra le due fazioni inducendo i normanni ad abbandonare l’isola e fare ritorno ad Aversa.
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Tuttavia un soldato di origine ligure, conosciuto come Dionisio, decise di soggiornare in Sicilia; si tramanda, infatti, che quest’ultimo rimase talmente attratto dall’amenità del luogo da non voler più abbandonare l’isola.

Inoltre, mosso dal desiderio di accumulare ricchezze , ben presto si diede ad una vita di brigantaggio stanziandosi nel folto bosco che si distendeva in prossimità della cosiddetta Vallis Viridis, appellativo che richiama alla memoria l’odierna Valverde.

Sappiamo che anticamente da quelle parti si correva il rischio di essere derubati, aggrediti e nel peggiore dei casi uccisi. Perciò, il terrore di addentrarsi lungo quei sentieri boschivi spinse molta gente a non frequentare la zona.

Malgrado l’elevato grado di pericolosità, la tradizione popolare rammenta la vicenda di un certo Egidio che si mise in viaggio attraversando le vie boscose di Valverde.

Ricordato per la sua grande devozione alla Madonna, il viandante, dovendosi recare per necessità nella terra delle Aci, affrontò il rischio di percorrere quelle vie insidiose confidando nella protezione della Madonna.

Inizialmente il tragitto sembrò scevro da qualunque minaccia; poi ,invece, il racconto prosegue rivelando che Egidio venne improvvisamente aggredito da Dionisio, saltato fuori dalla fitta vegetazione con un grosso pugnale tra le mani.

Il pio cittadino, non appena vide il fuorilegge issare la lama per colpirlo, raggelò dalla paura; nel medesimo istante, però, si udì una voce misteriosa che ordinò al bandito di deporre l’arma.

Del tutto scosso, costui ritrasse il braccio e gettò via il coltello; subito dopo, assalito da un amaro pentimento, si prostrò ai piedi di Egidio e chiese sentitamente perdono per l’ignobile gesto.

Il viaggiatore, incredibilmente, ebbe salva la vita e poté proseguire il suo cammino. In Dionisio, invece, avvenne una vera e propria metamorfosi spirituale che lo spinse a convertirsi alla fede cristiana.

Rinnovato nello spirito, dunque, fece ritorno alla caverna dove abitava e, affranto per il tentato omicidio, si abbandonò alle più profonde riflessioni; in quella circostanza, mentre era immerso nei pensieri, la Madonna apparve al suo cospetto. Non credendo ai suoi occhi, provò un brivido nell’animo e confessò ogni singolo peccato commesso ai danni del prossimo.

La Madonna, dopo averlo ascoltato, lo esortò a confidare nella bontà e misericordia di Dio; oltre a ciò, gli disse pure di recarsi in fretta dal sacerdote per ricevere il perdono e incamminarsi con un gruppo di fedeli verso il colle di Valverde. In quell’occasione, secondo la leggenda, Maria indicò con un prodigio il luogo in cui sarebbe dovuto sorgere il santuario.

Nei giorni successivi, Dionisio, non venendo meno al suo dovere, si diresse in cima alla collina insieme a numerosi devoti; una volta giunti sulla sommità di essa, uno stormo chiassoso di gru volteggiò nel cielo posandosi sopra un lembo di terra vicino alla grotta dell’antico brigante.

Questo strano fenomeno indusse ciascuno di loro a credere che Maria avesse scelto di costruire la sacra dimora a ridosso del vecchio rifugio di Dionisio; inoltre, vennero pure impiegati tutti i soldi che lui stesso aveva rubato con la violenza e l’inganno.

In men che non si dica, quindi, i lavori per la primitiva cappella iniziarono con fervore ma la carenza d’acqua li fece proseguire a rilento. Ancora una volta la Madre di Dio intervenne miracolosamente, suggerendo a Dionisio di picconare alla base della roccia che formava la spelonca.

D’improvviso , con stupore di tutti, si manifestò una grande polla d’acqua che permise loro di erigere la chiesetta, portata a compimento nel giro di un paio d’anni.

Si vocifera pure che in una notte di agosto, Dionisio, mentre era assorto in preghiera, venne colpito da un raggio di luce e avvolto da una nube sopra cui troneggiava la Vergine Maria con un corteo di angeli intorno.

D’un tratto, però, la solenne apparizione svanì nel nulla lasciando la propria traccia sulla parete di un pilastro della chiesa; non a caso, l’aneddoto riporta che al momento della sparizione Dionisio vide l’immagine di Maria impressa nel pilastro. Le fonti storiche attestano che, nella seconda metà del XIII secolo, venne costruito un tempio attorno al primo edificio religioso.

La struttura fu anche oggetto di notevoli ampliamenti a partire dal 1500, epoca in cui si colloca l’allungamento della navata principale e l’inserimento del campanile. Modifiche poderose furono apportate anche dopo il terremoto del 1693, con interventi che hanno interessato prevalentemente la facciata.
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