MOBILITÀ

HomeMagazineTerritorio

Via Amari restituita a Palermo: i cittadini trattengono il fiato in vista del cantiere

Viale Lazio chiuso da quasi tre anni e cantieri che tranciano a metà la città, scatta ora un nuovo countdown per Palermo: la riapertura di via Emerico Amari. Sarà vero?

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 23 gennaio 2018

Il cantiere di via Emerico Amari a Palermo

Era il 3 novembre del 2015 quando veniva annunciata la chiusura di via Emerico Amari a Palermo per consentire l’allestimento del cantiere dell’Anello Ferroviario.

Cantiere fondamentale per un’opera di mobilità di massa che, a lavori terminati, collegherà la stazione Notarbartolo a piazza Castelnuovo (per poi ritornare al punto di partenza) attraverso un percorso “ad anello” che di fatto è in corso di estensione.

Risale agli anni Novanta la realizzazione del primo segmento di questo cerchio a binari, con l’istituzione di tre nuove fermate sul tracciato urbano quali “Imperatore Federico”, “Fiera” e “Giachery”, già in esercizio.

Da quest’ultima, più di due anni fa sono ripartiti i lavori per il prolungamento della linea sino a piazza Castelnuovo mediante la realizzazione di una galleria di 1,7 chilometri che di fatto, percorrerà in sotterranea una parte di via Francesco Crispi al di sotto del Porto di Palermo e l’intera via Amari.

Proprio con l’interessamento di questa arteria stradale da parte di ruspe e trivelle, scattava contemporaneamente la preoccupazione di commercianti e residenti che paventavano disagi e cali di fatturati.

Una allerta preventiva che a Palermo è abbastanza di moda, viste le recenti vicende del Passante Ferroviario e del Tram, ma che in questo caso, col senno di poi, si è rivelata profetica. Da quel 3 novembre 2015 infatti, ritardi e proroghe hanno dilatato i tempi di realizzazione dell’opera, spazientendo chi a quel tempo aveva annunciato problemi all’orizzonte.

Problemi di varia natura, legati principalmente all’azienda esecutrice dei lavori, la Tecnis Spa, che ha manifestato difficoltà nel rispettare il proprio cronoprogramma e che ha indotto il Comune di Palermo a concedere proroghe su proroghe.

Nelle prime settimane di questo 2018, è arrivata l’ulteriore dichiarazione da parte di Rete Ferroviaria Italiana, soggetto attuatore dell’opera, che annuncia la riapertura carrabile di via Amari entro il 28 febbraio.

È scattato quindi un nuovo countdown e confidiamo possa essere veramente l’ultimo. A giudicare da quanto visibile in cantiere non dovremmo essere distanti dalla fine, in quanto si sta procedendo al completamento del solettone che fungerà da “tetto” del tunnel ferroviario, al di sopra del quale verranno disposti vari strati di terreno, ripristinati i sottoservizi e steso l’asfalto sino a giungere alla quota stradale originaria.

Nel frattempo residenti e commercianti lavorano a una causa legale contro il Comune e tutti gli enti responsabili del ritardo per ottenere un risarcimento economico a compensazione dei presunti danni ricevuti.

Dunque si prospettano ancora una volta giorni difficili, con il calendario in mano, nella speranza che i cantieri rispettino le promesse di questo 2018 e consentano all’infrastruttura di vedere la luce quanto prima.

Pressochè identica previsione di riapertura stradale è stata fatta per il tratto di viale Lazio (chiuso da quasi tre anni) compreso tra gli incroci di viale Campania e via Libertà, dove si sta realizzando una nuova fermata della linea.

Non va dimenticato che l’anello ferroviario sarà un vettore di mobilità per tutti i palermitani e rientra in quel pacchetto auspicato di investimenti che la città deve compiere per poter offrire un’alternativa al mezzo privato.

Ma le lungaggini burocratiche e un sistema di appalti con gravi lacune spesso giocano brutti scherzi, con aste al ribasso talmente incidenti che portano aziende non propriamente solide ad aggiudicarsi grandi cantieri e a posticipare i problemi pur di aggiudicarsi i lavori.

E poi c’è il Comune che si trova al centro di due fuochi, a dover prendere delle scelte a volte impopolari, garantendo la realizzazione delle opere e i diritti dei propri cittadini.

Appuntamento al 28 febbraio.

articoli recenti