"Carion": il cunto di Salvo Piparo in ricordo di Falcone
Salvo Piparo e Costanza Licata
Le strade dei rioni palermitani del Capo e dell’Albergheria, gli odori e le voci di quelle strade, i bambini che giocano in modi ormai quasi del tutto dimenticati.
Sono gli anni Ottanta di Salvo Piparo, in scena col suo spettacolo "Carion, omaggio a Falcone", con la voce e il violino di Costanza Licata e la performance della sand artist Stefania Bruno, sabato 21 maggio alle ore 21 alla chiesa del Santissimo Salvatore di Palermo.
«Gli anni Ottanta erano gli anni del sacco di Palermo, quello dei corleonesi che costruiscono viale "Transburgo" e che creano una Palermo dai due colori: il rosa, quello dei visi dei gigli bianchi figli dei "dottori", e il nero, quello dei quartieri distrutti dimenticati. Mentre i bambini dei palazzi costruiti sulle fondamenta fatte anche di ossa di vittime della mafia la mattina avevano il latte nella loro tazza per la colazione, quelli del Capo avevano la “quacina” per ricostruire il loro quartiere».
Con queste parole il cuntastorie palermitano ci descrive il suo spettacolo, quest’anno ripreso con una variante: oltre alla penombra che sostituisce il buio intenso delle scorse messinscena, la sabbia di Stefania Bruno rievocherà matericamente il terriccio dell’asfalto divelto dell’autostrada fatta esplodere il 23 maggio 1992.
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