"A cruna": Sara Favarò recita e canta antichi rosari siciliani alla Galleria Bonì
Sara Favarò recita e canta antichi rosari siciliani alla Galleria Bonì. Brani inseriti in "A cruna", antologia di rosari siciliani (edizioni Città Aperta) che contiene centinai di rosari, frutto di trentennale ricerca sul campo, dell’autrice.
Rosari che in gran parte sono ignoti alla fede ufficiale della Chiesa Cattolica e nei quali il rapporto del fedele con la Santissima Trinità, Gesù, la Madonna e i Santi è quasi sempre, frutto di una relazione alla pari e di tipo familiare. Spesso la preghiera viene offerta in cambio di una grazia, un miracolo, una particolare protezione, un contraccambio di preghiere tra il mondo dei vivi e quello dei morti e la Divinità invocata. Rosari divinatori recitati dal popolo per conoscere l’esito di un evento, ed anche per essere protetti dalle forze del male, rosari propiziatori affinché si verifichi qualcosa, come quello per fare piovere, ma anche per arrestare i temporali.
L’antologia che riporta i testi in siciliano, e la loro traduzione in italiano, è arricchita dalle riproduzioni a colori dei “Santini” della collezione di Giuseppe Pitrè, concessi in uso a Sara Favarò dal Museo Etnografico omonimo, e dalle partiture musicali trascritte dal M° Giovanni Pecoraro. Esistono solo pochissime copie che saranno disponibili durante l’evento.
Rosari che in gran parte sono ignoti alla fede ufficiale della Chiesa Cattolica e nei quali il rapporto del fedele con la Santissima Trinità, Gesù, la Madonna e i Santi è quasi sempre, frutto di una relazione alla pari e di tipo familiare. Spesso la preghiera viene offerta in cambio di una grazia, un miracolo, una particolare protezione, un contraccambio di preghiere tra il mondo dei vivi e quello dei morti e la Divinità invocata. Rosari divinatori recitati dal popolo per conoscere l’esito di un evento, ed anche per essere protetti dalle forze del male, rosari propiziatori affinché si verifichi qualcosa, come quello per fare piovere, ma anche per arrestare i temporali.
L’antologia che riporta i testi in siciliano, e la loro traduzione in italiano, è arricchita dalle riproduzioni a colori dei “Santini” della collezione di Giuseppe Pitrè, concessi in uso a Sara Favarò dal Museo Etnografico omonimo, e dalle partiture musicali trascritte dal M° Giovanni Pecoraro. Esistono solo pochissime copie che saranno disponibili durante l’evento.














