"Aiace" da Ghiannis Ritsos: lo spettacolo in scena al Tratro in Vigna di Sciaranuova
Ritorna per il quarto anno consecutivo, alle pendici nord dell’Etna, lo "Sciaranuova Festival", progetto teatrale diretto da Paola Pace e promosso da Planeta (leggi il programma).
Nel palcoscenico naturale del Teatro in Vigna, all'interno della Tenuta Sciaranuova delle cantine Planeta, teatro, paesaggio, poesia, musica e buon vino si incontrano per dar vita ad uno degli eventi più originali dell’isola.
Il festival prosegue sabato 21 luglio con lo spettacolo "Aiace", tratto dall'monima opera di Ghiannis Ritsos, interpretato da Viola Graziosi e diretto da Graziano Piazza. Lo spettacolo è preceduto dal consueto aperitivo al tramonto.
Una donna, forse una proiezione, un miraggio? Un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell’eroe, dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo, nella domanda di un’assenza, nello sguardo lontano di un incomprensibile suicidio. Pian piano la donna riveste i panni dell’eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.
Nel palcoscenico naturale del Teatro in Vigna, all'interno della Tenuta Sciaranuova delle cantine Planeta, teatro, paesaggio, poesia, musica e buon vino si incontrano per dar vita ad uno degli eventi più originali dell’isola.
Il festival prosegue sabato 21 luglio con lo spettacolo "Aiace", tratto dall'monima opera di Ghiannis Ritsos, interpretato da Viola Graziosi e diretto da Graziano Piazza. Lo spettacolo è preceduto dal consueto aperitivo al tramonto.
Una donna, forse una proiezione, un miraggio? Un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell’eroe, dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo, nella domanda di un’assenza, nello sguardo lontano di un incomprensibile suicidio. Pian piano la donna riveste i panni dell’eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.














