"Art": lo spettacolo con la regia di Franco Reina all'interno di Santa Maria dello Spasimo
Si intitola "Art" lo spettacolo con la regia di Franco Reina in programma all'interno di Santa Maria dello Spasimo.
Una riflessione del “De Amicizia” di Cicerone, per dimostrare che “la vita non è vita senza amicizia”. E forse è proprio questa intensa gioia della condivisione che ricerca Serge, uno dei tre amici protagonisti di “Art”, capolavoro della scrittrice e drammaturga Yasmina Reza, quando con tutta la solennità del caso mostra, prima a Marc e successivamente a Yvan, il dipinto di un noto e quotato pittore da lui acquistato per una cifra stratosferica.
Un dipinto su fondo bianco con piccole filettature bianche, “ma di un bianco diverso”, che possono essere viste “strizzando gli occhi”. A dispetto del desiderio di condividere con gli amici un momento di piacere estetico sublime, il giudizio ostinatamente critico di Marc così come la bonaria accondiscendenza di Yvan, fa del dipinto l’oggetto di un casus belli da cui prende avvio la pièce teatrale.
Il ritmo incalzante e sostenuto dei dialoghi, delle battute taglienti e dei caustici monologhi che interrompono magicamente l’azione scenica, rendono partecipe lo spettatore delle conclusioni dei tre protagonisti: il raffinato borghese amante d’arte Serge; l’ordinario Marc, rigido e caparbio nella difesa delle sue posizioni; l’impacciato e sfortunato Yvan. Nella pièce si alternano la leggerezza della commedia, la lucidità della tagliente ironia, fittizi colpi di scena.
Una riflessione del “De Amicizia” di Cicerone, per dimostrare che “la vita non è vita senza amicizia”. E forse è proprio questa intensa gioia della condivisione che ricerca Serge, uno dei tre amici protagonisti di “Art”, capolavoro della scrittrice e drammaturga Yasmina Reza, quando con tutta la solennità del caso mostra, prima a Marc e successivamente a Yvan, il dipinto di un noto e quotato pittore da lui acquistato per una cifra stratosferica.
Un dipinto su fondo bianco con piccole filettature bianche, “ma di un bianco diverso”, che possono essere viste “strizzando gli occhi”. A dispetto del desiderio di condividere con gli amici un momento di piacere estetico sublime, il giudizio ostinatamente critico di Marc così come la bonaria accondiscendenza di Yvan, fa del dipinto l’oggetto di un casus belli da cui prende avvio la pièce teatrale.
Il ritmo incalzante e sostenuto dei dialoghi, delle battute taglienti e dei caustici monologhi che interrompono magicamente l’azione scenica, rendono partecipe lo spettatore delle conclusioni dei tre protagonisti: il raffinato borghese amante d’arte Serge; l’ordinario Marc, rigido e caparbio nella difesa delle sue posizioni; l’impacciato e sfortunato Yvan. Nella pièce si alternano la leggerezza della commedia, la lucidità della tagliente ironia, fittizi colpi di scena.














