Biodiversità e metamorfosi tra Ottocento e Novecento: la mostra allo Steri di Palermo
Una delle opere in esposizione nella mostra "La Tela di Aracne" allo Steri di Palermo
Un intreccio di segni, forme e visioni attraversa arte, architettura e natura, dando vita a un dialogo continuo tra immaginazione e progetto, tra natura e artificio. È una trama sottile e affascinante che percorre oltre mezzo secolo di storia, tra Ottocento e Novecento, quando il linguaggio architettonico iniziò a guardare sempre più da vicino al mondo naturale, lasciandosi ispirare da geometrie vegetali, strutture organiche e processi di metamorfosi.
Da questa suggestione nasce “La tela di Aracne. Biodiversità e metamorfosi nei disegni di architettura tra Ottocento e Novecento”, la mostra allestiva nella Sala delle Verifiche di Palazzo Chiaromonte – Steri, sede monumentale dell’Università degli Studi di Palermo.
L’esposizione, visitabile dal 4 giugno (inaugurazione alle ore 18.00) fino al 7 settembre 2026 a ingresso gratuito, accompagna il pubblico dentro l’universo creativo di alcuni tra i più importanti protagonisti dell’architettura siciliana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: Giovan Battista Filippo Basile, Ernesto Basile, Giuseppe Damiani Almeyda, Salvatore Caronia Roberti, Antonio Zanca, Antonino Lo Bianco e Salvatore Benfratello.
Attraverso oltre 50 opere – tra disegni originali, progetti, riproduzioni digitali, video e modelli tridimensionali – il percorso espositivo racconta una stagione culturale in cui architettura, arte e scienze naturali si intrecciano profondamente. Le forme della natura diventano così fonte di ispirazione progettuale: foglie, fiori, organismi viventi e strutture zoologiche si trasformano in linee, decorazioni e visioni architettoniche capaci di fondere estetica e ricerca scientifica.
Non è casuale il richiamo ad Aracne, la figura mitologica narrata nelle Metamorfosi di Ovidio, simbolo di una creatività capace di intrecciare immagini, materia e trasformazione. Proprio da questa idea di metamorfosi prende forma il racconto della mostra.
Il progetto espositivo mette in dialogo i materiali custoditi nelle Collezioni Scientifiche del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo con reperti e contributi provenienti dall’Orto Botanico, dal Museo Geologico Gemmellaro e dal Museo di Zoologia Doderlein. A completare l’allestimento sono i modelli tridimensionali realizzati dal FabLab del Dipartimento di Architettura, che restituiscono in chiave contemporanea progetti e intuizioni nate oltre un secolo fa.
Da questa suggestione nasce “La tela di Aracne. Biodiversità e metamorfosi nei disegni di architettura tra Ottocento e Novecento”, la mostra allestiva nella Sala delle Verifiche di Palazzo Chiaromonte – Steri, sede monumentale dell’Università degli Studi di Palermo.
L’esposizione, visitabile dal 4 giugno (inaugurazione alle ore 18.00) fino al 7 settembre 2026 a ingresso gratuito, accompagna il pubblico dentro l’universo creativo di alcuni tra i più importanti protagonisti dell’architettura siciliana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: Giovan Battista Filippo Basile, Ernesto Basile, Giuseppe Damiani Almeyda, Salvatore Caronia Roberti, Antonio Zanca, Antonino Lo Bianco e Salvatore Benfratello.
Attraverso oltre 50 opere – tra disegni originali, progetti, riproduzioni digitali, video e modelli tridimensionali – il percorso espositivo racconta una stagione culturale in cui architettura, arte e scienze naturali si intrecciano profondamente. Le forme della natura diventano così fonte di ispirazione progettuale: foglie, fiori, organismi viventi e strutture zoologiche si trasformano in linee, decorazioni e visioni architettoniche capaci di fondere estetica e ricerca scientifica.
Non è casuale il richiamo ad Aracne, la figura mitologica narrata nelle Metamorfosi di Ovidio, simbolo di una creatività capace di intrecciare immagini, materia e trasformazione. Proprio da questa idea di metamorfosi prende forma il racconto della mostra.
Il progetto espositivo mette in dialogo i materiali custoditi nelle Collezioni Scientifiche del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo con reperti e contributi provenienti dall’Orto Botanico, dal Museo Geologico Gemmellaro e dal Museo di Zoologia Doderlein. A completare l’allestimento sono i modelli tridimensionali realizzati dal FabLab del Dipartimento di Architettura, che restituiscono in chiave contemporanea progetti e intuizioni nate oltre un secolo fa.
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