"Caffè Notturno": lo spettacolo ispirato a Pirandello in scena al teatro Fontarò di Palermo
Il Teatro Fontarò rinnova l' appuntamento per il fine settimana del 5, 6 e 7 novembre con lo spettacolo teatrale "Caffè Notturno" di Liliana Sinagra.
Lo spettacolo è proposto da Stello Pecoraro e prende spunto dall’opera di Luigi Pirandello "L’uomo dal fiore in bocca", per ampliare e raccontare il tema vita-morte, ma visto da altre angolazioni.
Il ruolo di Pacifico, individuo imperturbabile che appesantito da fardelli perde importanti appuntamenti con la vita, è interpretato da Pino Tripli.
Questo personaggio, quasi relegato al ruolo di spalla nell’opera originale, trova una sua precisa connotazione in "Caffè Notturno" (primo titolo dell’opera di Pirandello) in quanto espressione di una precisa filosofia di vita che acquista corpo, carattere e perfino dignità.
L’altro personaggio chiave, la giovane lavoratrice figlia di immigrati è invece interpretato da Irene Costantino. Ambedue i personaggi vengono elevati a ruolo di coprotagonisti con l’intenzione di un maggiore coinvolgimento del pubblico, fino a renderlo complice nella dialettica che si sviluppa sul palcoscenico.
"L'uomo", invece, è interpretato da Stello Pecoraro, scrittore dei testi dello spettacolo.
Lo spettacolo è proposto da Stello Pecoraro e prende spunto dall’opera di Luigi Pirandello "L’uomo dal fiore in bocca", per ampliare e raccontare il tema vita-morte, ma visto da altre angolazioni.
Il ruolo di Pacifico, individuo imperturbabile che appesantito da fardelli perde importanti appuntamenti con la vita, è interpretato da Pino Tripli.
Questo personaggio, quasi relegato al ruolo di spalla nell’opera originale, trova una sua precisa connotazione in "Caffè Notturno" (primo titolo dell’opera di Pirandello) in quanto espressione di una precisa filosofia di vita che acquista corpo, carattere e perfino dignità.
L’altro personaggio chiave, la giovane lavoratrice figlia di immigrati è invece interpretato da Irene Costantino. Ambedue i personaggi vengono elevati a ruolo di coprotagonisti con l’intenzione di un maggiore coinvolgimento del pubblico, fino a renderlo complice nella dialettica che si sviluppa sul palcoscenico.
"L'uomo", invece, è interpretato da Stello Pecoraro, scrittore dei testi dello spettacolo.














