Canti liturgici (e narrati) alla Martorana: Irina Nedoshivkina Nicotra dirige il coro Svete Tikhij
Il Coro "Svete Tikhij"
In occasione di RestART - il festival che apre in notturna alcuni tra i più importanti siti di Palermo, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (Martorana) di piazza Bellini apre le porte per uno speciale concerto narrato, con canti liturgici ortodossi delle tradizioni slava, greca e georgiana.
Protagonista del concerto, in programma venerdì 30 luglio alle 21.15, il coro Svete Tikhij, diretto dal Maestro Irina Nedoshivkina Nicotra e narrato da Maria Giuliana Rizzuto, etnomusicologa dell'Università degli Studi di Palermo
Il concerto narrato, intitolato “Dalla terra al cielo. Il canto liturgico dell’Oriente cristiano”, propone un percorso musicale diacronico, a partire da canti anonimi, espressione dei primi secoli del cristianesimo, fino ad alcune composizioni musicali dell’Ottocento (M.A. Balakirev, D.V. Allemanov) e del Novecento (S. Rachmaninov e N. Kedrov).
I brani eseguiti nelle lingue greca, slavonica e aramaica, secondo le tradizioni musicali slava, greca e georgiana, sono espressione del multiforme mosaico sonoro dell’Oriente cristiano.
Per partecipare è possibile prenotare il proprio ticket online sul sito della manifestazione oppure (se disponibile) direttamente sul posto.
Per chi non usa la carta di credito è possibile usufruire del delivery ticketing inviando una mail a info@restartpalermo.it e richiedendo il recapito del biglietto a domicilio e il pagamento in contanti a domicilio (con 1 euro aggiuntivo).
Questo percorso permette la scoperta della peculiare funzione comunicativa che il canto riveste nei riti delle Chiese d’Oriente. Gli inni, eseguiti ritualmente, mettono in relazione il microcosmo umano e il macrocosmo divino, nell’equilibrio tra anima e corpo.
I canti, come le icone, divengono, così, le porte per accedere alla bellezza celeste a partire dall’esperienza terrena.
Il programma
1. “Kyrie, eleison”, tradizione bizantina (anonimo);
2. “Blagoslovi, duše moja, Gospoda”, Prima antifona della Divina Liturgia, canto paleoslavo (anonimo);
3. “Cheruvimskaja”, Inno cherubico (anonimo);
4. “Bogoriditse, Dievo”, Inno alla Madre di Dio, melodia georgiana (anonimo);
5. “Milost' Mira”, Misericordia di pace, melodia athonita (anonimo);
6. “Gospodi pomiluij”, Acclamazione in risposta alla ektenia, melodia dell’antico monastero di Elenskij (Bulgaria), arrangiamento di Sepfora;
7. “Anghel vopiaše”, Megalinario di Pasqua, melodia del monastero di Valaam (Russia), armonizzazione di M.A. Balakirev;
8. N. Kedrov, figlio, “Svete tikhij”, Inno vespertino;
9. S. Rachmaninov, “Tebe poiem”, Canto dell’Epiclesi;
10. D.V. Allemanov, “Vzsbrannoij Voievode”, Inno alla Madre di Dio;
11. Schiarchimandrita Serafim, “Kadishà Elàh”, Inno trisagio (canto in aramaico)
Protagonista del concerto, in programma venerdì 30 luglio alle 21.15, il coro Svete Tikhij, diretto dal Maestro Irina Nedoshivkina Nicotra e narrato da Maria Giuliana Rizzuto, etnomusicologa dell'Università degli Studi di Palermo
Il concerto narrato, intitolato “Dalla terra al cielo. Il canto liturgico dell’Oriente cristiano”, propone un percorso musicale diacronico, a partire da canti anonimi, espressione dei primi secoli del cristianesimo, fino ad alcune composizioni musicali dell’Ottocento (M.A. Balakirev, D.V. Allemanov) e del Novecento (S. Rachmaninov e N. Kedrov).
I brani eseguiti nelle lingue greca, slavonica e aramaica, secondo le tradizioni musicali slava, greca e georgiana, sono espressione del multiforme mosaico sonoro dell’Oriente cristiano.
Per partecipare è possibile prenotare il proprio ticket online sul sito della manifestazione oppure (se disponibile) direttamente sul posto.
Per chi non usa la carta di credito è possibile usufruire del delivery ticketing inviando una mail a info@restartpalermo.it e richiedendo il recapito del biglietto a domicilio e il pagamento in contanti a domicilio (con 1 euro aggiuntivo).
Questo percorso permette la scoperta della peculiare funzione comunicativa che il canto riveste nei riti delle Chiese d’Oriente. Gli inni, eseguiti ritualmente, mettono in relazione il microcosmo umano e il macrocosmo divino, nell’equilibrio tra anima e corpo.
I canti, come le icone, divengono, così, le porte per accedere alla bellezza celeste a partire dall’esperienza terrena.
Il programma
1. “Kyrie, eleison”, tradizione bizantina (anonimo);
2. “Blagoslovi, duše moja, Gospoda”, Prima antifona della Divina Liturgia, canto paleoslavo (anonimo);
3. “Cheruvimskaja”, Inno cherubico (anonimo);
4. “Bogoriditse, Dievo”, Inno alla Madre di Dio, melodia georgiana (anonimo);
5. “Milost' Mira”, Misericordia di pace, melodia athonita (anonimo);
6. “Gospodi pomiluij”, Acclamazione in risposta alla ektenia, melodia dell’antico monastero di Elenskij (Bulgaria), arrangiamento di Sepfora;
7. “Anghel vopiaše”, Megalinario di Pasqua, melodia del monastero di Valaam (Russia), armonizzazione di M.A. Balakirev;
8. N. Kedrov, figlio, “Svete tikhij”, Inno vespertino;
9. S. Rachmaninov, “Tebe poiem”, Canto dell’Epiclesi;
10. D.V. Allemanov, “Vzsbrannoij Voievode”, Inno alla Madre di Dio;
11. Schiarchimandrita Serafim, “Kadishà Elàh”, Inno trisagio (canto in aramaico)
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