Casa religiosa, ospizio, maneggio: visita e degustazione all'Istituto di Incremento Ippico di Catania
L'amore per i prodotti della terra, la scoperta dei gioielli nascosti della Sicilia: da questo incontro nasce "Planeta e Tesori", iniziativa promossa dall'azienda Planeta in occasione della nuova edizione de "Le Vie dei Tesori", in programma a partire dal 14 settembre (leggi l'articolo di approfondimento).
La prima visita con degustazione catanese si tiene all'Istituto di Incremento Ippico, un edificio in cui si respirano quattro secoli di storia. Intorno alla metà del 17esimo secolo i Gesuiti iniziarono a utilizzare una tenuta di loro proprietà, poco fuori dalla cinta muraria cittadina, che si estendeva in un bucolico sobborgo conosciuto come "Vigna del Sardo".
Ma nella primavera del 1669 l’amena contrada venne travolta e ricoperta da un fitto strato di lava proveniente dal cratere generatosi a Nicolosi. Nel 1745, nella stessa area si cominciò a costruire un nuovo e più grande edificio, attribuendogli la specifica funzione di Casa per gli esercizi spirituali.
Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso divenne sede della Real Gendarmeria borbonica e a seguito dell’Unità d’Italia si trasformò in "Ospizio di Mendicità". Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a "Deposito dei cavalli stalloni".
La prima visita con degustazione catanese si tiene all'Istituto di Incremento Ippico, un edificio in cui si respirano quattro secoli di storia. Intorno alla metà del 17esimo secolo i Gesuiti iniziarono a utilizzare una tenuta di loro proprietà, poco fuori dalla cinta muraria cittadina, che si estendeva in un bucolico sobborgo conosciuto come "Vigna del Sardo".
Ma nella primavera del 1669 l’amena contrada venne travolta e ricoperta da un fitto strato di lava proveniente dal cratere generatosi a Nicolosi. Nel 1745, nella stessa area si cominciò a costruire un nuovo e più grande edificio, attribuendogli la specifica funzione di Casa per gli esercizi spirituali.
Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso divenne sede della Real Gendarmeria borbonica e a seguito dell’Unità d’Italia si trasformò in "Ospizio di Mendicità". Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a "Deposito dei cavalli stalloni".
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