"Cavalleria rusticana": lo spettacolo ispirato a Giovanni Verga al teatro Impero di Marsala
La celebre opera lirica "Cavalleria rusticana" arriva sul palco del teatro Impero di Marsala giorno 9 dicembre alle ore 21.00.
Composta da Pietro Mascagni in un unico atto, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, si ispira alla nota novella omonima di Giovanni Verga.
È ambientata nella Sicilia di tardo Ottocento, una terra lontana a noi non solo temporalmente, ma anche socialmente, poiché la condizione di vita dei protagonisti di quest’opera è fortemente condizionata dai rigidi e antichi costumi morali dell'isola, dove su tutto predominano la legge del più forte, l’orgoglio e l’onore, anche sulle passioni.
Tutto ha inizio nel paese di Vizzini, quando compare Turiddu che torna dal servizio militare. All'alba di una domenica di Pasqua si ode una serenata dedicata a Lola, moglie di compare Alfio, ma non è suo marito a cantarla. Lola ha infatti una relazione clandestina con Turiddu, risalente a prima della leva militare.
Inizialmente si sarebbero dovuti sposare Turiddu e Lola, ma con la proroga del servizio lei si stancò di aspettare e sposò Alfio; per ripicca, Turiddu all’inizio si sposò con Santuzza ma quando lei scoprì il tradimento si scontrò verbalmente con il marito e Lola e disse tutto ad Alfio.
La visione e il dramma della solitudine femminile e dell’onore maschile, ancor più forti in un paese della Sicilia antica, restano intatti nella visione della regista Cettina Messina, dando un messaggio forte ma elegante al tempo stesso che non fa altro che svelare la comune debolezza umana.
L’ambientazione scelta da Pietro Mascagni rivive in scena nella visione interamente creata dallo scenografo russo Evgenii Gurenko, le cui pittoresche scenografie rappresentano in pieno la Sicilia di pietra raccontata da Giovanni Verga.
La compassione della pietà, la processione del Cristo risorto, la Pasqua, ma soprattutto le vicende e le passioni dei protagonisti di "Cavalleria rusticana" sono accompagnati dall'orchestra della fondazione teatro Lirico Siciliano, diretta magistralmente dal maestro Michele Netti e un cast di interpreti come Alberto Profeta che interpreta il ruolo di Turiddu e Nati Katai nelle vesti di Santuzza.
Composta da Pietro Mascagni in un unico atto, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, si ispira alla nota novella omonima di Giovanni Verga.
È ambientata nella Sicilia di tardo Ottocento, una terra lontana a noi non solo temporalmente, ma anche socialmente, poiché la condizione di vita dei protagonisti di quest’opera è fortemente condizionata dai rigidi e antichi costumi morali dell'isola, dove su tutto predominano la legge del più forte, l’orgoglio e l’onore, anche sulle passioni.
Tutto ha inizio nel paese di Vizzini, quando compare Turiddu che torna dal servizio militare. All'alba di una domenica di Pasqua si ode una serenata dedicata a Lola, moglie di compare Alfio, ma non è suo marito a cantarla. Lola ha infatti una relazione clandestina con Turiddu, risalente a prima della leva militare.
Inizialmente si sarebbero dovuti sposare Turiddu e Lola, ma con la proroga del servizio lei si stancò di aspettare e sposò Alfio; per ripicca, Turiddu all’inizio si sposò con Santuzza ma quando lei scoprì il tradimento si scontrò verbalmente con il marito e Lola e disse tutto ad Alfio.
La visione e il dramma della solitudine femminile e dell’onore maschile, ancor più forti in un paese della Sicilia antica, restano intatti nella visione della regista Cettina Messina, dando un messaggio forte ma elegante al tempo stesso che non fa altro che svelare la comune debolezza umana.
L’ambientazione scelta da Pietro Mascagni rivive in scena nella visione interamente creata dallo scenografo russo Evgenii Gurenko, le cui pittoresche scenografie rappresentano in pieno la Sicilia di pietra raccontata da Giovanni Verga.
La compassione della pietà, la processione del Cristo risorto, la Pasqua, ma soprattutto le vicende e le passioni dei protagonisti di "Cavalleria rusticana" sono accompagnati dall'orchestra della fondazione teatro Lirico Siciliano, diretta magistralmente dal maestro Michele Netti e un cast di interpreti come Alberto Profeta che interpreta il ruolo di Turiddu e Nati Katai nelle vesti di Santuzza.














