Contro le violenze in 21 scatti: a Palermo la mostra (gratuita) che dà voce alle donne
La mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, dal 23 marzo al 10 aprile 2026 approda a Palazzo Cefalà nel cuore di Palermo, a pochi passi dai principali assi monumentali della città. L’esposizione è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo in onda su RAI (prossima messa in onda il 21 marzo in seconda serata su RAI UNO) – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno, unendo in un unico messaggio due realtà diverse ma profondamente connesse, dall’esperienza del dolore e dalla possibilità del riscatto.
La mostra dà voce e visibilità alle donne che vivono queste due grandi sfide, spesso segnate da cicatrici visibili e invisibili, nel corpo e nell’anima. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare doloroso fatto di perdite importanti e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà.
“Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita.
Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse che s’ispira alle virtù benefiche del fiore della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani.
Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.
Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Scegliere Palazzo Cefalà come sede della mostra significa collocare un progetto dal forte valore sociale all’interno di un luogo che racconta storia, identità e cultura. Ospitare la mostra in un luogo così simbolico significa inserire il progetto nel tessuto vivo della città rendendolo accessibile, visibile e partecipato, e consente di avvicinare il grande pubblico a tematiche delicate e attuali in uno spazio che invita alla riflessione, all’ascolto e al rispetto.
Rivolta a un pubblico ampio e trasversale – donne, famiglie, giovani, studenti, operatori del sociale e cittadini – l’iniziativa dedica un’attenzione particolare alle nuove generazioni, considerate protagoniste fondamentali del cambiamento culturale. Palermo è anche una città universitaria, giovane: parlare qui di prevenzione, rispetto, ascolto e dignità significa investire direttamente nel futuro.
L’ingresso gratuito, la forza delle storie reali e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva. L’evento, capace di valorizzare l’identità del territorio e, al contempo, di aprirlo a una riflessione profonda su temi di stringente attualità, si inserisce pienamente nel percorso di crescita culturale, sociale e turistica della città, contribuendo a costruire un’immagine di Palermo moderna, sensibile e attenta ai diritti e alla salute delle persone.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Fondazione Sicilia, e la partnership di Sicily By Car, Tasca D’Almerita, ZetaPrinting, Panificio di Tiziana Attardi, si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Palermo, della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, di Confcommercio Terziario Donna Palermo, della Fondazione Tommaso Dragotto, e della Fondazione Italia Giappone.
Un progetto itinerante in tutta Italia, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti. Media partner RAI e Askanews nazionale.
La mostra dà voce e visibilità alle donne che vivono queste due grandi sfide, spesso segnate da cicatrici visibili e invisibili, nel corpo e nell’anima. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare doloroso fatto di perdite importanti e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà.
“Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita.
Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse che s’ispira alle virtù benefiche del fiore della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani.
Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.
Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Scegliere Palazzo Cefalà come sede della mostra significa collocare un progetto dal forte valore sociale all’interno di un luogo che racconta storia, identità e cultura. Ospitare la mostra in un luogo così simbolico significa inserire il progetto nel tessuto vivo della città rendendolo accessibile, visibile e partecipato, e consente di avvicinare il grande pubblico a tematiche delicate e attuali in uno spazio che invita alla riflessione, all’ascolto e al rispetto.
Rivolta a un pubblico ampio e trasversale – donne, famiglie, giovani, studenti, operatori del sociale e cittadini – l’iniziativa dedica un’attenzione particolare alle nuove generazioni, considerate protagoniste fondamentali del cambiamento culturale. Palermo è anche una città universitaria, giovane: parlare qui di prevenzione, rispetto, ascolto e dignità significa investire direttamente nel futuro.
L’ingresso gratuito, la forza delle storie reali e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva. L’evento, capace di valorizzare l’identità del territorio e, al contempo, di aprirlo a una riflessione profonda su temi di stringente attualità, si inserisce pienamente nel percorso di crescita culturale, sociale e turistica della città, contribuendo a costruire un’immagine di Palermo moderna, sensibile e attenta ai diritti e alla salute delle persone.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Fondazione Sicilia, e la partnership di Sicily By Car, Tasca D’Almerita, ZetaPrinting, Panificio di Tiziana Attardi, si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Palermo, della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, di Confcommercio Terziario Donna Palermo, della Fondazione Tommaso Dragotto, e della Fondazione Italia Giappone.
Un progetto itinerante in tutta Italia, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti. Media partner RAI e Askanews nazionale.
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