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Dalla "Nona" di Beethoven al "De profundis" di Čiurlionis: doppio concerto a Palermo

  • Teatro Massimo - Palermo
  • Dal 9 al 10 giugno 2026 (evento concluso)
  • 20.30
  • a partire da 16 euro
  • Biglietti acquistabili online sul sito del teatro o al botteghino (in piazza Giuseppe Verdi, aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 15.30 - tel. 091 6053580 oppure chiamando il Call Center al numero 091 8486000 - attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00, per acquistare anche telefonicamente)
Balarm
La redazione

Il direttore d'orchestra Nir Kabaretti

Un programma sinfonico-corale di grande intensità unisce la Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 di Ludwig van Beethoven e la cantata De profundis di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, al centro del doppio appuntamento in programma martedì 9 e mercoledì 10 giugno, alle ore 20.30, nella Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo.

I due concerti vedono impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, quest’ultimo istruito dal Maestro Salvatore Punturo, sotto la direzione del Maestro Nir Kabaretti; già collaboratore della Wiener Staatsoper e assistente di Zubin Mehta, Kabaretti vanta una solida attività con complessi di rilievo internazionale.

Il quartetto dei solisti vocali schiera il soprano Maria Mudryak, affermatasi al concorso internazionale Operalia di Plácido Domingo e ospite regolare di palcoscenici come La Scala, l'Arena di Verona e il Bol'šoj di Mosca; il mezzosoprano Nino Surguladze, insignita dell'Ordine della Stella d'Italia e interprete di riferimento del repertorio verdiano e francese nei maggiori teatri del mondo; il tenore Antonio Poli e il basso-baritono austriaco Thomas Tatzl, entrambi interpreti di rango con un'ampia attività sinfonica che li ha visti collaborare, tra gli altri, con i maestri Riccardo Muti e Antonio Pappano.

Ad aprire le serate è proprio il De profundis, cantata per coro e orchestra scritta nel 1899 da Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875–1911), artista poliedrico e figura centrale nel risveglio culturale e nazionale della Lituania. Il brano, che rappresenta la prima prova sinfonica dell'autore, è basato sul Salmo 129 (130) della Bibbia, e rispecchia il clima di riscoperta linguistica dell'epoca (la versione definitiva in lituano risale al 1908).

Dal punto di vista musicale, la partitura traduce la disperazione del testo sacro in una struttura tripartita dall'ampio respiro espressivo, introdotta e conclusa dalle sonorità scure e gravi dell'organico.

A seguire, la Sinfonia n. 9 in Re minore di Beethoven, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1824 e oggi parte dell'identità culturale europea come Inno ufficiale dell'Unione. Concepita dall'autore in un periodo di totale sordità, la partitura scardina l'architettura classica della sinfonia inserendo, nel quarto movimento, lo sviluppo della parola e della voce attraverso l'ode Alla Gioia (An die Freude) di Friedrich Schiller, un appello universale alla fratellanza e alla condivisione.
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