TEATRO E CABARET
HomeEventiTeatro e cabaret

"Dame Barbalù" alla Fonderia Grock: lo spettacolo ispirato alla fiaba di Perrault

  • Piccolo Teatro Fonderia Grock - Palermo
  • 6 aprile 2024 (evento concluso)
  • 19.00 e 21.15
  • 10 euro (singolo) 8 euro (ridotto a coppia)
  • I biglietti e gli abbonamenti si possono acquistare nella biglietteria del teatro (in vicolo Cassarelli 20), aperta dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 19.00. Info sul sito web del teatro, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram) oppure chiamare i numeri 329 588 2033 (Andrea) o 331 8912842‬ (Giorgio)
Balarm
La redazione

Elisa Di Dio e Adriana Lunardo in "Dame Barbalù"

La nuova stagione del Piccolo Teatro Fonderia Grock di Palermo prosegue con il secondo spettacolo in calendario che vede in scena la Compagnia dell'Arpa e il loro "Dame Barbalù".

Lo spettacolo di e con Elisa Di Dio, liberamente ispirato alla fiaba di Perrault per la regia di Filippa Ilardo, va in scena sabato 6 aprile in doppia replica, alle 19.00 e alle 21.15. 

Perrault però è solo il pretesto per un’indagine che scava in profondità il tema del predatore assassino di fanciulle. Negli anni, e secondo le più accreditate versioni e trasposizioni, Barbablù sarebbe il serial killer, l’autore di un omicidio infinito e reiterato nei confronti della donna, il femminicida, per intenderci.

Questa versione non si accontenta affatto di una simile lettura, orientata solo a intercettare la superficie dei fenomeni.

"Barbablù", della Compagnia dell’Arpa, riscritto da Elisa Di Dio, è il fantasma del predatore che si agita dentro l’identità femminile, soprattutto nella fase adolescenziale, quando la curiosità verso la vita, il mondo, l’altro da sé mettono a rischio equilibri e processi di crescita.
Adv
Ma proprio in quell’incontro – scontro, alimentato dal germe della curiosità, sta l’evoluzione, lo slancio, il passaggio verso la vita adulta e consapevole.

La storia allora mette al centro e cerca di sondare il tema della curiosità che salva, fa crescere, trasforma, non senza rischi né allerta. Ciò che la società dell’epoca di Perrault condanna (l’eccesso di curiosità nelle fanciulle), diventa il motore della storia, la materia incandescente su cui si misurano le sfide dell'adolescenza.

Barbablù non è solo l’eccentrico gentiluomo dotato di un carattere somatico ambiguo e oscuramente allusivo a qualcosa di malato, ma è il catalizzatore di una serie di modelli che rimbalzano da culture e civiltà in apparenza lontane fra di loro, il, portavoce di un'identità sotterranea che si agita come incubo e seme di attrazione nella psiche femminile, quando sperimenta il mondo e sé stessa.

In questo adattamento molto si deve alla ricerca nel magmatico mondo del folklore attuata da Clarissa Pinkola Estes, a quel convento russo dove giace come reliquia misteriosamente accudita e vegliata, la barba del predatore di donne, e via via si attraversano tradizioni e narrazioni afferenti da paesi lontani, ma misteriosamente coerenti nel raccontare il luciferino protagonista della vicenda.

Così, di paese in paese, può capitare che la somma di tante sollecitazioni, trovi compiuta espressione in un’immagine fatta di terracotta e smalto che per millenni ha dominato la sfera mitico – religiosa dei nostri luoghi. Barbablù è per noi della Compagnia dell’Arpa, l’inquieto enigmatico ritratto di Ade, venerato nelle terre fra Enna e Aidone, il contraltare maschile delle divinità protettrici delle nostre contrade.

È quell’Ade, in terracotta e smalto policromo, che per decenni è stato custodito in un museo americano, ma che ad opera di due donne, due archeologhe siciliane del nostro tempo, è ritornato nei suoi luoghi, grazie proprio al ricciolo...blu della sua barba.

E allora, ecco l’archeofiaba, che sfiora la cronaca e punta diretta alla profondità ipogea dell’interiorità maschile e femminile, nel tessuto vivo delle storie che fanno di noi, esseri unici, alimentati più che da cibo materiale, dalle tradizioni sedimentate sepolte e dissepolte nel nostro territorio.

Nel cast: Elisa Di Dio, Adriana Lunardo e Francesca Bongiovanni al violoncello. La regia è di Filippa Ilardo, Clara Guttadauria (assistente alla regia), Luca Manuli (costumi), Claudio Castagna (scene) e Roberto Ragusa (luci).

INFO BIGLIETTI E ABBONAMENTI
Il biglietto per l'ingresso singolo è di 10 euro, mentre il ridotto a coppia (minimo 2 biglietti) è di 8 euro.

L'abbonamento a 10 spettacoli ha un costo di 75 euro, mentre l'abbonamento a 5 spettacoli è di 40 euro. I biglietti e gli abbonamenti si possono acquistare nella biglietteria del teatro (in vicolo Cassarelli 20), aperta dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 19.00.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito web del teatro, restare aggiornati sui canali social della Fonderia Grock (pagina Facebook e profilo Instagram) oppure chiamare i numeri 329 588 2033 (Andrea) o 331 8912842‬ (Giorgio).
Se vuoi essere informato su altri eventi come questo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

COSA C'È DA FARE