Fisiognomica o emoji nell'arte di Angelo Flaccavento: "Farefacce" al Clou di Ragusa
Il volto dice tutto, incluso il non detto. Parla chiaro anche quando le labbra non proferiscono parola.
"Farefacce" è il titolo dell'esposizione di Angelo Flaccavento in programma dal 13 giugno (vernissage ore 19.00) al Clou di via Pluchino 16 a Ragusa.
La fisiognomica è senza dubbio pseudoscienza, eppure non si può negare che la natura di una persona si manifesti in qualche modo nel suo aspetto, nei segni lasciati da temperamento, azioni e modi sul viso, e poi sul corpo.
La faccia, in particolare, è il diagramma di una personalità, la mappa di cose vissute e pensate, il vaticinio di quel che sarà.
Ma è anche una tela bianca da disegnare e ridisegnare a piacimento, attraverso trucco e parrucco. Un viso pulito è eloquente, ma un volto ricoperto di maquillage dice probabilmente di più, nel conflitto tra narrazione cromatica e verità anatomica.
Angelo Flaccavento disegna visi e fa facce in modo automatico, febbrile, incessante. I tratti sono geometrizzati, la pelle ha grane e colori inusitati, il trucco è pesante al limite del grottesco, assurdo come le pettinature sfidanti ogni decoro e gravità.
Le espressioni, poi, sono disparate, disperate, sgangherate; sempre in bilico tra farsa e tragedia.
È, questa, una serie ancora e continuamente in fieri, opus sconfinato, intimo, metamorfico.
Se ne presenta qui un copioso florilegio, da intendere come personale collezione di emoji, ma anche regesto di ipotetiche make-up cart per trucchi da realizzare in sfilate e performance saldamente confinate nel mondo del fantastico.
I disegni esposti sono vergati sul recto e sul verso di piccoli fogli di 10x15 centimetri.
Quel che trapassa dal fronte, come una macchia o un alone, suggerisce altro sul retro, esattamente come le facce sono, in fin dei conti, solo maschere intercambiabili, con tutti i pirandellismi del caso.
Fino al 30 luglio, la mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 1700 alle 19.30 o su appuntamento.
"Farefacce" è il titolo dell'esposizione di Angelo Flaccavento in programma dal 13 giugno (vernissage ore 19.00) al Clou di via Pluchino 16 a Ragusa.
La fisiognomica è senza dubbio pseudoscienza, eppure non si può negare che la natura di una persona si manifesti in qualche modo nel suo aspetto, nei segni lasciati da temperamento, azioni e modi sul viso, e poi sul corpo.
La faccia, in particolare, è il diagramma di una personalità, la mappa di cose vissute e pensate, il vaticinio di quel che sarà.
Ma è anche una tela bianca da disegnare e ridisegnare a piacimento, attraverso trucco e parrucco. Un viso pulito è eloquente, ma un volto ricoperto di maquillage dice probabilmente di più, nel conflitto tra narrazione cromatica e verità anatomica.
Angelo Flaccavento disegna visi e fa facce in modo automatico, febbrile, incessante. I tratti sono geometrizzati, la pelle ha grane e colori inusitati, il trucco è pesante al limite del grottesco, assurdo come le pettinature sfidanti ogni decoro e gravità.
Le espressioni, poi, sono disparate, disperate, sgangherate; sempre in bilico tra farsa e tragedia.
È, questa, una serie ancora e continuamente in fieri, opus sconfinato, intimo, metamorfico.
Se ne presenta qui un copioso florilegio, da intendere come personale collezione di emoji, ma anche regesto di ipotetiche make-up cart per trucchi da realizzare in sfilate e performance saldamente confinate nel mondo del fantastico.
I disegni esposti sono vergati sul recto e sul verso di piccoli fogli di 10x15 centimetri.
Quel che trapassa dal fronte, come una macchia o un alone, suggerisce altro sul retro, esattamente come le facce sono, in fin dei conti, solo maschere intercambiabili, con tutti i pirandellismi del caso.
Fino al 30 luglio, la mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 1700 alle 19.30 o su appuntamento.














