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"Fotografie inutili" in giro su bici d'epoca: a Palermo la mostra itinerante di Bortolato

Balarm
La redazione

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Mostra itinerante di Luca Bortolato

Percorrere con una bici d’epoca 16 regioni italiane portando con sé vecchie foto di album di famiglia, le “fotografie inutili”. E proprio da queste prende il nome del progetto di Luca Bortolato "Fotografie inutili - archivio fotografico ciclo-diffuso”, a cura di Federica Arcoraci.

L'artista e fotografo veneto, innamorato delle immagini da sempre e  con  molti anni di ricerca fotografica alle spalle ha sempre cercato di sperimentare nuovi modi per far avvicinare il pubblico alla fotografia. Quest’anno ha deciso di farlo in maniera “itinerante” con un progetto artistico basato sulla lentezza e l’osservazione e che verrà ospitato in vari luoghi dell’arte.

Le fotografie raccolte, così come la bici che userà per il suo viaggio, sono oggetti appartenenti al passato che acquisiranno una nuova vita durante il percorso, grazie all’incontro con il pubblico con il quale Luca dialogherà nelle diverse tappe.



l viaggio partito da Verona il 19 aprile durerà tre mesi e si svilupperà in 4600 km, le tappe saranno musei, associazioni culturali e gallerie d’arte sparsi su tutto il territorio italiano e toccherà molte regioni: Veneto, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania, Lazio, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia per poi tornare in Veneto dove si concluderà a Verona, dove era iniziato.

La prossima tappa sarà Palermo. Le sue fotografie "inutili" saranno easposte per un giorno all'Ecomuseo Mare Memoria Viva giorno 27 maggio alle ore 17.30

Bortolato coinvolgerà il pubblico attraverso un’azione performativa: i partecipanti potranno scegliere una tra le “fotografie inutili” che poi l’artista firmerà e timbrerà con luogo e data dell’evento.  L’incontro e lo scambio permetteranno attraverso il duplice atto di scelta (della fotografia, da parte del pubblico) e del dono (da parte dell’artista), di dare una nuova vita all’immagine e il valore della fotografia verrà “riattivato”. Le fotografie non più “inutili” verranno dotate così di una nuova vita e l’archivio non avrà più solo un ruolo passivo ma, attraverso il viaggio e la condivisione assumerà la sua massima espressione nel movimento, nel suo essere nomade. 

 
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