"Ghiaccio": al Teatro Libero va in scena lo spettacolo di Massimiliano Cividati
In scena per la 54esima stagione del Teatro Libero di Palermo, "Ghiaccio".
Lo spettacolo, con il testo e la regia di Massimiliano Cividati, che ne è anche interprete insieme a Gennaro Scarpato alle percussioni e Andrea Zani al pianoforte, è una coproduzione Aia Taumastica, Teatro della Tosse, Museo Nazionale dell'Antartide Felice Ippolito e va in scena dal 28 al 30 ottobre alle ore 21.15.
La conquista del Polo Sud, un viaggio in un seminferno bianco circondato da un gigantesco interminabile puzzle di ghiaccio e abitato da una natura impossibile e dai demoni della depressione.
Scott, Amudsen e Shackleton sono stati gli ultimi pionieri di una sfida alla natura prima dell’era tecnologica, quando ancora il coraggio e la resistenza erano le uniche variabili su cui si poteva giocare la sopravvivenza ancora prima della vittoria.
Come i viaggi, ipotetici o scientifici, sulla luna, la conquista del Polo è una sfida alla forza di gravità, l’inseguimento di un’utopia di leggerezza, la fuga dal peso del vivere: una lotta all’entropia.
Così attraverso le gesta di questi antieroi in un programmatico oscillare tra comicità e coté cupi, si parte da situazioni verosimili per sviluppare conseguenze improbabili.
Lo spettacolo, con il testo e la regia di Massimiliano Cividati, che ne è anche interprete insieme a Gennaro Scarpato alle percussioni e Andrea Zani al pianoforte, è una coproduzione Aia Taumastica, Teatro della Tosse, Museo Nazionale dell'Antartide Felice Ippolito e va in scena dal 28 al 30 ottobre alle ore 21.15.
La conquista del Polo Sud, un viaggio in un seminferno bianco circondato da un gigantesco interminabile puzzle di ghiaccio e abitato da una natura impossibile e dai demoni della depressione.
Scott, Amudsen e Shackleton sono stati gli ultimi pionieri di una sfida alla natura prima dell’era tecnologica, quando ancora il coraggio e la resistenza erano le uniche variabili su cui si poteva giocare la sopravvivenza ancora prima della vittoria.
Come i viaggi, ipotetici o scientifici, sulla luna, la conquista del Polo è una sfida alla forza di gravità, l’inseguimento di un’utopia di leggerezza, la fuga dal peso del vivere: una lotta all’entropia.
Così attraverso le gesta di questi antieroi in un programmatico oscillare tra comicità e coté cupi, si parte da situazioni verosimili per sviluppare conseguenze improbabili.














